Perché la Chanson d’Aspremont, oggi, dovrebbe interessare la genesi del Regno di Sicilia?

Giuseppe Gangemi
Essendo stata, la prima edizione, scritta in anglonormanno, i possibili committenti dellaChanson d’Aspremontsono tutti gli anglonormanni che sono stati protagonisti della storia del Regno di Sicilia o che hanno vissuto o sono passati per l’area dello stretto tra il 1165 e il 1196. Sulla base del maggior tempo passato nel Regno o nell’area dello Stretto, essi sono, in ordine decrescente: 1) Giovanna d’Inghilterra, moglie di Guglielmo II, detto il Buono (re dal 1166 al 1189) e regina di Sicilia (dal 1177 al 1189); 2) Gauthier Ophamil, anche detto Offamilio, Consigliere di Guglielmo II (1171-1189) e Arcivescovo di Palermo, (1169-1190); 3) Richard Palmer, Arcivescovo di Messina (1183-1195); 4) Riccardo Cuor di Leone (si muove tra Messina, Reggio Calabria e Bagnara nel 1190-1191). Se questi sono gli unici possibili committenti, che interesse possono avere i Calabresi di oggi a questaChanson?
I motivi per essere interessati ci sono e sono tanti. Innanzitutto, il fatto che laChanson d’Aspremont, molto nota in Europa dalla fine del XII all’inizio del XVII secolo, talmente nota da avere superato in popolarità laChanson de Rolandche ne aveva ispirato la composizione, e poi, lentamente, dimenticata, ha ripreso popolarità dall’affermarsi, in Europa, del primo fascismo, quello italiano: la pubblicazione a stampa, in due volumi e in 11.376 versi, da parte di Louis Brandin, del manoscritto dellaChansonè datata 1923-1924. È, rispetto ai tempi, un rilancio dell’idea dell’unità culturale, religiosa e diplomatica dell’Europa. Un tentativo, ovviamente, motivato dal desiderio di contrapporre ideali sovranazionali ritenuti capaci di ottemperare il nazionalismo imperante ed esacerbato dal fascismo.
Si capisce, così, perché nella Enciclopedia della Treccani del 1929, alla voce relativa, laChanson d’Aspremontviene presentata come un “poema epico francese della gesta carolingia”. Niente altro che unaChansonche interessa la Francia e la storia della sua lingua, ma non il luogo in cui erano collocati gli eventi narrati.
La pubblicazione a stampa di un secondo manoscritto, in due volumi e in 6.107 versi, da parte di André de Mandach, è datata 1975-1980, Coincide con la prima rilevante decisione di puntare su una integrazione politica, non solo economica, dell’Unione Europea: dopo l’adesione, giorno 1 gennaio 1973, di Danimarca, Irlanda e Inghilterra all’Unione Europea e la successiva crisi economica conseguente alla guerra arabo-israeliana, viene presa la decisione di trasformare il Parlamento Europeo in un organo elettivo (le prime elezioni politiche europee si tengono nel 1979). Da quella data in poi, l’interesse per laChansonva sempre più aumentando fino a indurre il governo belga (dice niente Bruxelles?) a finanziare (si dice con 1.600.000 euro) un’edizione critica delle decine di manoscritti pubblicati dalla fine del XII alla fine del XIV secolo. Impegnati nell’impresa sono nove Università: belghe, francesi e italiane (nessuna calabrese). L’obiettivo evidente è quello di costruire un’epopea europea puntando sul rilancio del tema delle “prime guerre calabresi” (l’espressione è stata coniata da Vincenzo Gioberti) come guerre di resistenza all’invasore saraceno e di fondazione del secondo confine fortificato d’Europa quell’unico in cui il limite era segnato dal mare e dallo stretto detto di Messina.
Per sottolineare la funzione di battaglie calabresi combattute per difendere l’Europa, il protagonista di queste battaglie viene rappresentato con la figura di Carlomagno, fondatore del Sacro Romano Impero e nipote del vero vincitore, Carlo Martello, della più simbolica battaglia di contenimento dell’espansionismo islamico: la battaglia di Poitiers, del 732. Per fare questo, ovviamente, la cronologia storiografica viene sconvolta (Carlomagno muore nell’814, mentre le principali battaglie calabresi si svolgono per tutto il X e la prima metà dell’XI secolo).
Non solo la scelta dei protagonisti (Carlomagno e il suo rivale Girard per i Cristiani) i quali, anche se nemici tra loro, si uniscono insieme per contrastare l’invasore islamico (l’imperatore Agoland e suo figlio Almond), ma persino il titolo, che solo nella seconda metà del XIII secolo diventa definitivamenteChanson d’Aspremont, hanno sempre assunto profondo valore simbolico.
Quando Ambroise, nel 1196, dà, per primo, notizia dellaChanson, nella suaEstoire de la guerre sainte, non cita mai il titolo, bensì solo i protagonisti islamici: ai versi 515-516, cita Agoland che ha conquistato Risa, vale a dire Reggio Calabria; ai versi 4181-4188 sostiene di non poter dire cosa è vero o cosa è falso “sul messaggio di Balan [ambasciatore di Agoland] … su Carlomagno … su Agoland … sulle vecchie Chanson de geste”; ai versi 8491-93 narra che “Agolant con grande impresa è arrivato per mare a Risa, nella ricca terra di Calabria”. Come si può notare, nessun titolo dellaChanson, si cita una sola volta Carlomagno, tre volte Agoland e la quarta volta il messaggio di Agoland affidato a Balan.
Bastando il nome Agolant a fare riferimento allaChanson, è presumibile che fosse inizialmente nota come laChanson d’Agolant. Una volta, leChansonnon avevano titolo e le si indicava con il titolo della prima parte. E siccome la prima versione dellaChanson, quella ascoltata da Ambroise, a Messina e Reggio, comincia con un dittico che mette a confronto prima la corte di Agoland e poi la corte di Carlomagno, il riferimento allaChansonviene generalmente indicato comeChanson d’Agoland, anche se questi compare poco nell’opera. E si capisce allora perché, Matthiew Paris, pubblicando laKarlamagnus Saga, nel 1247, intitoliKing Agulandusla quarta opera della sua Saga, che è una nuova versione dellaChanson del gesteche narra della guerra di Carlomagno contro gli Islamici comandati da Agoland.
E allora diventa un fatto politico rilevante la decisione di invertire le due narrazioni del primo dittico, ponendo prima la descrizione di quanto avviene nella Corte di Carlomagno e poi la descrizione di quanto avviene nella Corte di Agoland (come succede nella versione di Brandin e di Suard). Come pure diventa un fatto politico che laChansonprenda il titolo diChanson de Girard de Frate(manoscritto Lansdowne 782) che è il vero vincitore della battaglia: egli conquista la città con la torre, nelle battaglie in Aspromonte, e la bandiera saracena nella battaglia per Risa.


