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PETTORANO 1860 DI MARIO GAROFALO

Posted by on Lug 17, 2025

PETTORANO 1860 DI MARIO GAROFALO

L’episodio di Pettorano nel 1860: un’analisi della resistenza identitaria nel teatro molisano del conflitto risorgimentale.

Nel pantheon degli eventi che caratterizzarono le intricate fasi finali del processo di unificazione italica, la battaglia di Pettorano – o, per meglio dire, lo scontro conflittuale che ebbe luogo il 17 ottobre 1860 nei pressi dell’odierno Pettoranello del Molise – si impone come un locus privilegiato di indagine per l’approfondimento delle dinamiche di resistenza e fedeltà che contraddistinsero le popolazioni meridionali, in particolare quelle riconducibili all’area isernina. Tale episodio, a cavallo tra la disillusione politica e la tensione identitaria, si configura come un nodo cruciale nella comprensione delle contraddizioni interne al Risorgimento, ove la dialettica tra forze garibaldine e forze legittimiste borboniche assume un significato emblematico di più ampio respiro storico e socio-politico.
A seguito della sollevazione popolare di Isernia, consumatasi il 30 settembre 1860 contro il governo provvisorio insediato dai garibaldini, la strategia militare predisposta dalla Legione del Matese – unità paramilitare sotto il comando del colonnello Francesco Nullo – si articolava in un’avanzata da Maddaloni verso Bojano, da dove si sarebbe dovuta proseguire la marcia congiunta verso la riconquista di Isernia. Questa manovra avrebbe dovuto integrarsi con l’azione convergente dell’esercito sabaudo guidato dal generale Cialdini, il quale, impegnato nella conquista del valico del Macerone e della valle del Volturno, costituiva la componente fondamentale di un’offensiva strategica complessiva. Tuttavia, la decisione unilaterale e prematura di Nullo di deviare dall’originario piano tattico, anticipando l’azione verso Isernia senza attendere la sinergia con le truppe piemontesi, inaugurò una fase di vulnerabilità operativa che si tradusse in un esito disastroso.
Il repentino e coordinato accerchiamento del contingente garibaldino, orchestrato da insorti locali e forze borboniche provenienti dal capoluogo, assume una valenza che trascende la mera operazione militare. Esso simboleggia infatti l’ardente volontà delle comunità molisane di salvaguardare la loro sovranità e il loro assetto socio-politico, attorno ai quali si coagularono elementi di legittimità dinastica e identità territoriale, alimentati da una percezione di oppressione subita e dalla determinazione a respingere un processo unificatore percepito come invasivo e disgregativo. L’imboscata di Pettorano pertanto non costituisce soltanto un episodio bellico, bensì un manifesto di resistenza culturale, di fedeltà radicale e di autoaffermazione comunitaria.
In quest’ottica, la battaglia si presta a una rilettura storiografica che, allontanandosi dall’ottica unilineare e mitizzante del Risorgimento tradizionale, indaga le stratificazioni identitarie e le fratture politiche che attraversarono il Mezzogiorno. Essa invita a riflettere sul carattere plurale del processo unificatore, che fu al contempo liberazione e repressione, narrazione epica e conflitto di civiltà, scontro di memorie e di appartenenze. Il sacrificio dei combattenti filoborbonici e dei civili coinvolti nella difesa di un paradigma socio-politico profondamente radicato diviene così il simbolo di una resistenza all’alienazione culturale e alla cancellazione storica, un monito che sfida le semplificazioni interpretative.
Onore pertanto alla memoria di questi protagonisti, la cui lealtà e determinazione costituiscono un patrimonio imprescindibile per la comprensione di un’identità partenopea – e più in generale meridionale – segnata da una perpetua tensione tra continuità storica e trasformazione epocale.

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