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PISACANE ED I 300-UN INGANNO STORICO LETTERARIO ( ERAN 300 GIOVANI E FORTI..MA GALEOTTI ) -III PARTE

Posted by on Gen 2, 2019

PISACANE ED I 300-UN INGANNO STORICO LETTERARIO ( ERAN 300 GIOVANI E FORTI..MA GALEOTTI ) -III PARTE


Abbiamo lasciato nell’ultima parte i nostri eroi ( CARLO P…ISACANE ed i suoi più fidati compagni GIOVAN BATTISTA FALCONE e GIOVANNI NICOTERA) nella piazza di Ponza a tentare di sollevare gli isolani. Vano tentativo ! NICOTERA , che poi diventerà Ministro dell’Interno dello Stato Unitario, per far scoccare la scintilla che non partiva bene pensò di bruciare gli archivi comunali, dopo essersi preso la cassa comunale, e assaltare il Dazio e la Pretura. Il messaggio era: caro popolo ora sei libero. L’amministrazione governativa non esiste più. Prenditi le terre demaniali dei Borbone e seguici nella rivoluzione.
Mancavano ai nostri eroi due semplici concetti. Il primo che il popolo già possedeva, lavorava e viveva con le terre demaniali. Infatti ,nel Regno Borbonico, le terre della corona erano date in uso ,gratuitamente, ai contadini ,cosiddetto USO CIVICO. Essi sfruttavano i terreni dello Stato in ENFITEUSI PERENNE. In definitiva erano già ” padroni” dei terreni che servivano al loro sostentamento senza divenirne mai proprietari . Un sistema che poi è stato utilizzato in futuro dai regimi socialisti di oltre cortina. Il secondo motivo del loro fallimento a Ponza consisteva nel fatto che quell’invasione ” piratesca” ,seppur con intenzioni diverse , ricordava agli isolani le scorribande moresche che in passato avevano portato lutti e rovine. Da qui il rifiuto verso questi nuovi pirati in cravattino e bombetta.
Il resto lo fece FALCONE., anticlericale viscerale. Prima bruciò l’archivio della biblioteca dei monaci CIRCESTENSI , poi si mise in piazza ad inveire contro preti e chiesa, calpestando il sentimento religioso di quella gente che proprio qualche giorno prima aveva festeggiato il Patrono S.SILVERIO. Due “autogol” ,diremmo oggi, che indussero i ponzesi a chiudersi in casa sospettosi ed impauriti. Resisi conto del fallimento della loro impresa, delusi e nervosi, compirono l’ultimo atto di imbecillità. Non trovando adepti alla loro causa aprirono le porte delle CARCERI della PARATA liberando 1800 delinquenti comuni , ladri e assassini. Possiamo solo immaginare cosa passarono i ponzesi. 1800 galeotti , per anni privati di ogni cosa, liberi di scorazzare nel piccolo paese e nelle campagne. Rapine, saccheggi, violenze riempirono quelle ore. ERANO PARTITI PER LIBERARE IL POPOLO E LIBERARONO I DELINQUENTI .Epilogo meschino di una impresa rivoluzionaria , falsamente decantata dalla retorica risorgimentale attraverso un ipocrita come il MERCANTINI che ben si guarda dal riportare questi dolorosi fatti ,ma scrive solo ..”…ALL’ISOLA DI PONZA SI E’ FERMATA E’ STATA UN POCO E POI SI E’ RITORNATA…”.Niente,nulla ,nemmeno una parola su cosa era realmente successo. E per glorificare ancor più quei malfattori li assolve e santifica con un’altra strofetta ..” LI DISSER LADRI USCITI DALLE TANE ( ma no) MA NON PORTARON VIA NEANCHE UN PANE..” I ponzesi furono costretti a difendersi da questa orda infame,altro che non portarono via neanche un pane! Guidati da un prete,DON GIUSEPPE VITIELLO ,popolo e gendarmi innalzarono barricate per resistere alle violenze ed alle aggressioni .Negli scontri che seguirono perse la vita un giovane tenente borbonico ,tal GIUSEPPE BALSAMO ,nel tentativo di difendere la gente inerme. Solo da pochi anni è stata posta una lapide, a Ponza, in memoria di questo VERO EROE .Dei 1800 delinquenti solo 323 seguirono il PISACANE verso Sapri, pensando di ritornare alle loro case, gli altri preferirono restare sull’isola. Dei 323 nessuno aveva aderito al richiamo perchè aveva una coscienza politica,ma solo perchè avevano la coscienza sporca. Questa era l’unica occasione per tentare di farla franca .Nessuno di loro poteva prevedere che sarebbero passati alla storia grazie al Mercantini, il quale li avrebbe purificati con la sua ode ..”..ERAN TRECENTO ERAN GIOVANI E FORTI…” tacendo la loro origine di GALEOTTI ed il loro scopo : FUGGIRE DALLA GALERA .Lo stesso 27 giugno la nave CAGLIARI lascia Ponza, carica di questa gentaglia ,per SAPRI. (fine III parte)

Pasquale Santagata

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