Polvere d’archivio – Avezzano durante l’invasione francese (1798-99 e 1806-1813) 2°parte
Una particolare nota è riservata alla speciale protettrice di Avezzano:
“[…]E’ stato proposto e risoluto che riguardo all’esazione degl’inculti debba q[ue]sta farsi dalli SS: signori Deputati della Madonna Santissima di Pietraquale (sic), non applicarne il ritratto, o sia l’importo per solennizzarsi il ringraziamento che deve farsi alla n[ost]ra Proteggitrice, che ci ha scampato da tante sciagure[…]” (vedi appresso)
Si riportano anche le missive del Generale Giovanni Salomone e l’elezione a capomassa di don Angiolo di Virgilio:
“[…]Illustrissimo Signore Signore Padrone Colendissimo avendo implorato dalla Maestà Sua, se conveniva far avanzare nel vicino Stato Romano la Truppa di q[ue]sta Provincia di mio carico, mi comanda con pressantissimi Reali ordini pervenutemi con questa Posta; di dover ciò effettuare, ad oggetto di liberare i buoni Statisti da’ Loro Tiranni ed Oppressori Nemici della Cattolica Religione e del Trono. Quindi incarico Vostra Signoria Illustrissima di far subito istradare sotto la sua direzione, o di altra persona coraggiosa, ed attaccata al Real Trono, di cui possa ripromettersi per confinante Stato Romano la Massa di codesto Ripartimento fornita di viveri e del prese giornaliero, e munizioni da Guerra, comunicando questa mia, specialmente a Don Giovanni Battista Resta, ed a chiunque cui spetta, affinchè si proceda con tutto il buon Ordine, senza commettersi il menomo eccesso, o attentato, che rende alieni gli animi dallo scopo dovrà perciò Vostra Signoria Illustrissima far sì, che la gente sia subordinata a suoi Capi, ed esegua appuntino li loro Ordini, e questi che da me le sarcinino di tempo in tempo comunicati. Le prevengo però di non lasciare sguarnita codesta Frontiera, ma farvi rimanere ne’ Siti più importanti le Forze necessarie. Mi dia giornalieri riscontri di quello, che anderà operando per mio regolamento e governo; mentre Io con una forza imponente già mi accingo a penetrare per la volta di Città ducale, e per altri punti della Frontiera. E con sincera stima mi confermo Di Vostra Signoria Illustrissima Aquila 3 Agosto 1799 Devotissimo Servitore vostro osservantissimo Giovanni Salomone, Signor Don Andrea Salvucci Avezzano. In risulta è stato da Tutti li Cittadini considerato essere espediente l’elezione di un Capo-Massa, da guidare la quota della Truppa di questa Popolazione, e che la scielta cada in persona di fiducia, abile al comando (e che abbia date riprove della sua buona condotta ed a quale oggetto hanno fissato l’ovvio sopra il Signor Don] Angiolo di Virgilio come persona in cui coincidono tutte le suddette qualità, ed a pieni voti lo hanno eletto per Capo-Massa, colle facoltà di sciegliersi li trenta Individui tassati di quota, che crederà più atti alla spedizione, ed operazioni. Riguardo al danaro, siccome Tutti si sono sempre prestati alle contribuizioni nelle occorrenze, e specialm.[ent]e li Galantuomini: così si è stimato che per il bisogno di detta spedizione si debba fare la contribuzione sopra li Migliori Possidenti proporzionalmente coll’obbligo agli Amministratori di eseguirla, e farne l’esazione con quella sollecitudine che l’urgenza richiede[…]”
Vengono riportate le lettere del generale Giovan Battista Rodio (19) richiedente il pagamento di 332 ducati per spese belliche, le giuste lamentele da parte della popolazione circa il suddetto pagamento ed anche per le ulteriori ed interminabili somme in denaro da erogare alle varie masse che quasi quotidianamente stazionano in città tanto che sono costretti a rivolgersi “all’Eccellentissimo e Reverendissimo signor Vicario Generale di questo Regno Don Fabrizio Ruffo”(20) per ottenere in futuro se non l’azzeramento di tali spese almeno comprensione acchè tali prestazioni onerose non siano più richieste:
“[…]Magnifici Sindaci e Amministratori di Avezzano pagarete a vista all’esibitore del presente ducati trecento trentadue prezzo di cento e quindici decine di polvere somministrata a q[ue]sta Real Truppa, con indennizzarvi di essi sopra li pubblici pesi, che vi saranno abbonati dalla Real Tesoreria. Tanto eseguirete sotto la pena della Real indignazione, e d’immediata Carcerazione, trattandosi di genere bisognoso alla Guerra.Dato in Sora dal nostro Guartier Generale li 26 Agosto 1799 Giovan Battista Rodio. Si propone, che li continui e giornalieri transiti di numerose partite di Truppa delli SS:signori Generali Pronio, Salomone, anche del prelodato Signor Don Giovan Battista Rodio sogettano questa Università a considerevoli dispendj per il Prezo che deve loro somministrare. I Fondi dell’Università non sono maturati, e le spese per ora eccedono di gran lunga le rendite, sicchè risolvano come potere accorrere a tante spese. Sul Primo Capo si è da tutti a pieni Voti risoluto, che q[ue]sto Pubblico si presti al ricercato pagamento delli ducati trecento trentadue, come quelli che riguardano il preciso ed attuale bisogno della Guerra; e siccome non ha una tal somma per poterla pagare con q[ue]sta sollecitudine che sta incaricata: così hanno Risoluto di vendersi ed impegnarsi li Fondi Universitativi, cioè impegnare quelli che sono più vendibili nello Stato presente per unire detta Somma ad elezione delli SS signori Amministratori; come pure vendere il grano della Fabbrica che si era assegnato a Capo-Mastri a sconto del di loro Credito pel Campanile, e del prezzo da ricavarsi farsene uso per l’oggetto sudetto, con indennizzarsi detti Capo-Mastri sopra l’affitto della prima Pizzicaria, quale si resta assegnata pel corrente anno, col peso di dovere fare Essi l’esazione. Per il Secondo Capo si è a pieni voti anche risoluto di esponersi alla vendita il Terreno che compone le Fosse di Gagliano senza pregiudicare le pubbliche Strade, come pure li Siti al Colle, e tutti q[ue]lli altri che si crederanno vendibili, e da quali niun utile ne ricava il pubblico ed il privato; ed il ritratto impiegarsi per le spese occorse ed occorrenti Si è proposto e risoluto che per esentarsi da tutte q[ue]ste spese della q[ua]li si vuole caricare q[ue]sto Pubblico tolti tanti Ordini delli Generali della Masse, e col continuo accesso delli loro Uffiziali, Subalterni, e Truppa, e da quali spese è impossibile che possa più reggere, dopo aver speso ed operato tanto; si spediscano due Deputati all’Eccellentissimo ed Reverendissimo Signor Vicario Generale di questo Regno Don Fabrizio Ruffo, per esponerle tutto in voce ed in scritto, ed ottenere q[ue]lle provvidenze e q[ue]llo ordini, che converranno, per non esser Soggetto q[ue]sto Medesimo Pubblico ad ulteriori spese, come inabilitato a potervi supplire; ed a qualoggetto sono stati eletti li SS signori Dottori D.on Felice-Antonio Nanni, e Don Tommaso Brogi, i q[ua]li subito debbono partire per la Città di Napoli[…]”.
Si riportano gli immancabili e dovuti pagamenti:
“[…]Si propone alle SS signorie loro come si ricorderanno benissimo che la Maestà del Re nostro Signor commiserando lo Stato di questa Università ordinò nello scorso 1798; che si ponessero in corrente li pagamenti dal primo Gennaro 1797 in avanti, e che rapporto agli attrassi in Ducati novemila ottocento ottantatre, questi si pagassero in tante Rate, ed in tanti Anni, fino al totale escomputo, a ragione di ducati ducento e cinque in ogni anno, ed essendosi all’effetto, precedente Risoluzione Parlamentaria fatta, e pubblicata la le asta, non che divisa in tanti Libretti per facilitarne l’esazione, si diede alla Medesima il suo Corso, ma furono esatte poche somme e quindi rimane l’esenzione sospesa a riguardo delle passate vicende dello Stato. In oggi essendo venuto il Generale Ripartitore Economo delle Provincie d’Abruzzo Don Giuseppe Spirito, si esibiscono al Medesimo le Note, e Documenti delle spese fatte per la buona Causa, che risultarono a ducati tremila e più. Q[ue]sto degno soggetto in considerazione, e fece di tutto piena relazione al Real Trono, da cui si attende la Risulta, e fondatam.[ent]e si spera nella Real Clemenza la bonificazione di d.[ett]e spese[…]”.
E, naturalmente, la mancanza e la lievitazione dei generi di prima necessità ( pane, grane e sale ) con la relativa elezione di speciali deputati eletti alla sorveglianza affinchè tutto sia eseguito con giustizia e rettitudine:
“[…]Sia col Nome di Dio Amen Avezzano 9 Marzo 1800[…] Si propone alle SS signorie LL. loro come la mancanza de’ generi, e specialmente del grano nelli Mercati, ha dato motivo al Popolo di lamentarsi del prezzo, e per conseguenza dell’Assisa del pane, asegno, che nella passata Assisa per evitare li scandali a grana diciotto, non ostante che ragguagliati li prezzi del grano venduto, doveva l’Assisa essere a grana diciannove. Nel Mercato di jeri vi furono appena poche Salme di grano, e proseguendo una tale mancanza, puole un giorno l’altro rimanere il Pubblico sprovveduto di pane. E come che interessa moltissimo di ovviare ad un Male di tanta conseguenza, e di prendere quelli espedienti che convengono, onde non manchi a’ Cittadini un genere di prima necessità, qual è il pane, tenendo presente che il primo degli Espedienti sarebbe l’elezione di Deputati efficaci ad eseguire le loro esecuzioni; onde secondo: si propone, che manca un altro genere anche di prima necessità, che è il Sale. Q[ue]sto affare interessa ugualmente l’attezione di Tutti; onde Risolvano. Riguardo al primo Capo si è da tutti Risoluto di assicurarsi tutto il grano di sopravanzo di Ogni Cittadino per ogni bisogno che potesse darsi, ma che traditanto li Fornari debbano provvedersi di q[ue]sto genere nel Mercato, o in altri luoghi pel mantenimento del Pubblico con regolarsi l’Assisa secondo il solito. E perché abbia esecuzione siffatta risoluzione sono stati eletti quattro Deputati, sono Don Ascanio Alovisj, Don Gaetano Contaldi e Domenicantonio Pasquale, ed Anastasio Borelli, col carico di annotare subito tutto il grano di sopravanzo, che si possiede da ogni Cittadino, e farli obbligare penes acta della Corte per le respettive quantità, e tenerle a disposizione del Pubblico; beninteso però che avendo bisogno qualcuno di vendere qualche discreta quantità per l’economia della propria famiglia, possono farlo sempreche lo vendano a’ Fornari, e coll’intelligenza tanto de’ Deputati che degli Amministratori. Che essi Deputati colla stessa unione debbano in vigilare assiduam.[ent]e perché il pane sia buono, e di giusto peso; di prendere le Assise, e regolarle anche di unita agli Amm:[inistrato]ri, e badare colla massima attenzione, affinchè non si commettano frodi, e facciansi monopolj; e che finalmente li Fornari non vendano pane a’ Forestieri in grosso, bensì pel solo di loro mantenim.[ent]o durante la loro dimora in Avezzano[…]”.
Vengono riportati gli immancabili facinorosi con conseguenti ed opportuni regolamenti per severamente ammonirli e comminare loro la giusta pena:
“[…]Sia col Nome di Dio Amen Avezzano li 11 Maggio 1800[…]come le è purtroppo noto che per opera di alcuni Facinorosi, tra quali GiovanAntonio Mellone, e Giovanni Porcari, manca in questa nostra Città la publica sicurezza, e tranquillità. Siffatta gente di mal costume, irreligiosa, non ha lasciato di commettere li scandali li più eccessivi; e quale che più rileva senza rispetto della giustizia, agli Ecclesiastici, ed alle stesse Chiese, si ha fatto, e si fa lecito di commettere ogni genere di iniquità tanto di notte che di giorno senza eccezione di persone. Le è noto che ambedue li sudetti Porcari e Mellone per effetto delle loro sceleraggini furono jeri Carcerati, ed attualm.[ent]e trovansi ristretti nelle Carceri. Ora che sono nelle mani della Giustizia, è di bene prendersi l’affare in considerazione, onde sieno li Medesimi puniti a corrispondenza de’ loro commessi delitti… i pubblici Mercati vengono molestati, e posti in tumulto e disordine, non senza grave danno del commercio, e delle Popolazioni; e da che ne avviene la mancanza delli generi soiliti a concorrere ne’ Mercati, e per conseguenza l’alterazione de’ prezzi a danno sempre della povera gente. Sarebbe perciò di bene l’efficace espediente, che la più sana parte de’ Cittadini si determinasse unitamene a rimuovere siffatti disordini[…]”.
Ed, infine ” :
“[…]Sia col Nome di Dio. Amen Avezzano 22 7settembre 1800[…]come in seguito di Real dispaccio diretto al Signor Collendissimo Don Giuseppe Pronio, e da questi Communicato al predetto Sig.nore Luogotentente di q[ue]sta Regia Corte deve procedersi al volontario allistamento in Massa; sicchè tutti quelli che hanno a cuore la difesa del Regno, della religione, dello Stato concorrano di buon animo ad un tale allistamento, da cui restano esclusi li Miliziotti dell’anno 1784; e le ditte Leve forzose del 1794; e 1798;nonche li Volontarj del 1796 Si è risoluto che per mancanza della maggior parte della popolazione, e della Gioventù, tanto il Signor Luogotenente, che Don Giovan Battista di Clemente, e Don Francesco Lolli Capi Massa eletti dal Signor Collendissimo Giuseppe Pronio, formino un Annotamento di Individui, e quindi esplorino la volontà de’ Medesimi. Al presente Parlamento fra tutti li sottoscritti intervenuti si sono volontariamente offerti, ed allistati Filippo Fiasca, e Francesco Cipollone […]”.
Da come chiaramente si evince l’intera comunità avezzanese così come la popolazione dell’intera nostra sub regione marsicana, in quel critico frangente si mosse all’unisono infatti, tutti, nessuno escluso, corse in massa per difendere il proprio territorio da una eventuale invasione delle truppe nemiche francesi:
<<GIUSEPPE BOLOGNESE (21) DOTTORE, E MAESTRO IN SACRA TEOLOGIA, PER LA DIO GRAZIA, E DELLA SANTA SEDE APOSTOLICA VESCOVO DE’ MARSI, ED ALLA STESSA SANTA SEDE IMMEDIATAMENTE SOGGETTO. A tutti gli Amatissimi Suoi Diocesani pace, e Salute. Fratelli amatissimi: Intento sempre al vostro bene, e vantaggio, siccome nelle passate amare circostanze non ho omesso alcun mezzo per far presente all’amorosissimo nostro Sovrano la vostra fedeltà, e ‘l vostro costante attaccamento alla Religione, e alla Real Corona, così ultim&mente (sic) per mezzo di Sua Eccellenza il Signor Cavaliere Don Giovanni Acton (21) Capitan Generale della prelodata Maestà sua, che Dio sepre feliciti, procurai che pervenisse appiè del Trono la supplica formata a nome del mio Clero, e di tutti voi fedeli, e cari miei Diocesani per il di lui sospirato ritorno in questo suo Regno. Colla posta di questa settimana mi giugne il consolante riscontro del cennato Signor Cavaliere, col quale vi si fanno palesi i troppo teneri sentimenti dello stesso Clementissimo nostro Padre e Sovrano. Io qui sotto ve lo trascrivo per vostra consolazione, e anche per un’esatto adempimento degli Ordini del sopra espressato Signore. La lettera è del tenore seguente. “ Illustrissimo, e Reverendissimo Signor Signore Padrone Collendissimo. Nella lettera di Vostra Signoria Illustrissima, e Reverendisima ho io ravvisato un nuovo argomento della sua Fedeltà alla Real Corona; e nella supplica de’ suoi Diocesani le più care, e sicure marche di un attaccamento, che i passati mali hanno renduto più tenero, e più vivo. Io dunque in risposta fo noto a lei, perché ella lo faccia ancor noto ai fedeli di sua Diocesi, che il Re ha gradito a dismisura gli ottimi sentimenti del Pastore, e de’ Diocesani; e si compiace di aver Sudditi tanto affezzionati, e fedeli, la di cui felicità non lascerà mai di procurare, come sempre ha procurato colla Real presenza, e con altri mezzi: e quì protestando a Vostra Signoria Illustrissima, e Reverendissima la mia singolare stima, e costante osservanza, resto Di Vostra Signoria Illustrisima Palermo 17 Ottobre 1799 Devotissimo, obbligatissimo servo Giovanni Acton Monsignore Vescovo de’ Marsi Napoli per Pescina Consolatevi dunque miei amatissimi Fratelli, e colle vostre buone operazioni, ed esatta subordinazione alle leggi procurate di mostrarvi, che siete fedeli Sudditi, e Vassalli di un Sovrano, che come altra volta vi dissi, merita per ogni titolo l’attaccamento più sincero de’ nostri cuori. Dato in Pescina dal nostro Vescovile Palazzo li 2 Novembre 1799 GIUSEPPE VESCOVO DE’ MARSI Stanisalo Ursitti Pro Segretario: In Chieti) (Nella stamperia di Domenico Grandoni.>> (23)
In tutte le deliberazioni oggetto del presente studio si nota un forte attaccamento alla religione, alla patria ed al re Ferdinando IV tanto da essere “ pronti, prontissimi” per la sua difesa.
continua……
fonte


invio in corso...



