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POST COVID: CASSA PER IL MEZZOGIORNO 2020, LA RINASCITA DEL NORD

Posted by on Giu 7, 2020

POST COVID: CASSA PER IL MEZZOGIORNO 2020, LA RINASCITA DEL NORD

Il Presidente Giuseppe Conte: “Sicuramente il Sud avrà un’attenzione privilegiata. Stiamo lavorando ad una fiscalità di vantaggio per l’intero sud…Se riusciremo ad assicurare agli investitori una fiscalità di vantaggio noi possiamo rendere molto attrattivo il nostro sud e quindi attirare grandi capitali, perchè delle bellezze del sud, delle ricchezze del sud sarà il nord per primo a beneficiarne”. In poche parole il presidente Conte ha riassunto il modello politico dell’Italia: il Sud colonia del nord.

Nessun sobbalzo, nè indignazione alle parole di Conte, anzi. Grazie vossia, eccellenza! A dimostrazione di quanto sia profondamente radicato quel modello. Ma nessun sibilo si è udito neanche dal Sud. Così come non si udì quando Paolo Zabeo, della Cgia di Mestre, intervistato a Omnibus su La7 ebbe a dire con nochalance: “Ci sono aree, territori, distretti industriali che nel Mezzogiorno hanno dato risultati economici importanti che sono un segnale anche per l’economia del nord, perchè se ritorna a consumare il Mezzogiorno ne avrà un grande vantaggio anche il settentrione perchè le nostre imprese venderanno i prodotti in quei territori”.

In aiuto a Zabeo venne Andrea Del monaco, esperto di fondi europei che, nella stessa puntata, confermò l’affermazione di Zabeo e rilanciò: “A Matera c’è la stazione ma non ci sono i treni, perchè il Governo non ha ripartito a sufficienza: questo è un paese diseguale e anche le merci del nord non arrivano bene al sud”. Allora, proprio come oggi, nessuno fiatò. D’altronde scarse o nulle reazioni hanno sempre accompagnato le scelte politiche da 160 anni in qua. Nessun politico del Sud, nè tantomeno gli abitanti di quell’area hanno mai sollevato obiezioni. Qualche reazione si ebbe nel 1947 da parte di Don Luigi Sturzo, Giuseppe di Vittorio e qualche politico che tentarono di fermare il piano politico di De Gasperi (dirottamento dei fondi erp, meglio noto come Piano Marshall, al nord) senza riuscirvi.

Lunica “concessione” del Governo, sempre De Gasperi, fu l’istituzione della Cassa per il Mezzogiorno (che in buona parte prevedeva l’utilizzo proprio di quei fondi ERP che al nord erano arrivati senza squilli di tromba e come un atto dovuto, nel mentre erano stati negati al sud): solo sulla carta era stata presentata come ente per finanziare opere dirette al progresso economico e sociale del Mezzogiorno. In realtà, per far digerire agli imprenditori del nord l’attenzione che il Governo avrebbe destinato al Sud, l’operazione fu ideata affinchè ancora una volta i beneficiari fossero proprio le grandi imprese del nord:d’altronde nel 1949, durante le trattative di Francesco Giordani vice direttore per l’Italia della Birs (banca internazionale ricostruzione e sviluppo) il progetto fu presentato come un moltiplicatore degli effetti economici in favore del nord, come previsto da Pasquale Saraceno.

Molte imprese del nord da Fiat, Olivetti, Montedison, Pirelli furono tra quelle che godettero dei contributi statali per il “decollo” del Mezzogiorno. Da Sud, anzichè una rivoluzione arrivarono solo benedizioni da quanti furono costretti ad emigrare alla volta del nord, che accolse i “fratelli” peggio delle bestie. Le “bestie” furono piene di eterno riconoscimento, come erano stati abituati tutti gli abitanti del Sud fin dal 1861, oltre che accompagnati da enormi sensi di colpa ( laceri, sporchi, poveri, delinquenti) verso i fratelli ricchi che mossi a compassione erano costretti ad aiutarli. Forte di quella reazione il Presidente Conte ripete esattamente le stesse dinamiche, ed è anche meridionale, e senza mostrare alcuna indignazione dichiara platealmente che le misure per il decollo del Sud vedano come beneficiari prima di tutto il nord( è il leit motiv tanto caro non solo alla lega): non sia mai che il Governo avesse dichiarato che il nord è debitore verso il Sud al punto che adesso si vedono costretti ad approntare politiche equilibratrici per il Sud. Pertanto, per la vecchia visione poltiica, adesso cosa si profila all’orizzonte del Sud all’alba della ricostruzione economica post-coronavirus?

Le stesse misure governative che vennero poste in essere nel post bellico del II conflitto mondiale: Piano Marshall e successiva Cassa per il Mezzogiorno. Ora come allora nessuno fiaterà: il Sud continuerà la sua funzione di colonia per il benessere del nord. L’unica possibilità di salvezza per il Sud risiede in sè stesso. E la decolonizzazione mentale ne è la chiave.

Annamaria Pisapia

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