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già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Precessione terrestre o recessione nordista?

Posted by on Ago 7, 2021

Precessione terrestre o recessione nordista?

Nonostante l’allure di facciata, siamo desolatamente consapevoli, oggi più che mai, che l’ostentato protagonismo ed efficientismo dell’Italia in Europa e presso gli U.S.A. è solo un’operazione d’Immagine; per quanto compete il Contenuto “Italia” il clima di incertezza nazionale, accentuato dalla perniciosa litigiosità delle opposte forze politiche (attente solo nel gestire parrocchiette di elettorato) è essenzialmente misero.  

Proprio di questi giorni, ci arrivano segnali inquietanti che non è possibile ignorare e che sono relativi a tre importanti eventi nazionali. Cronologicamente: l’inaugurazione della Fiera del Levante, la Finanziaria di Siniscalco e la riunione caprese dei Giovani Imprenditori che, dopo le ultime insospettabili esternazioni sudiste di Tremonti e Fazio, hanno esageratamente rivendicato il SUD. E’ meglio procedere con ordine e…con buonsenso.

All’inaugurazione della Fiera del Levante le autorità locali e le maestranze si sono imprevedibilmente votate all’insubordinazione, ad esempio, uno per tutti: il Sindaco di Bari, il cui sanguigno intervento è parso ricalcare anzi omologare quelle giuste istanze meridionalistiche fino a IERI bollate come CRIMINALI RIVENDICAZIONI meglio rapportabili alla categoria dei reati contro lo Stato. “Finalmente!” ha sospirato più di qualcuno “Vuoi vedere che la Democrazia è arrivata anche qui da noi, via etere, sull’esempio concreto dei noiosi e volgari confronti yankee Kerry-Bush; i “Bignamini” della Democrazia USA e Getta?”; altri meridionali hanno preso a fantasticare di poter ben presto ascoltare simili dichiarazioni d’Identità e di Orgoglio Meridionale dai loro sindaci ed amministratori e la molla sudista ha scatenato un entusiastico uragano di consensi ai nuovi “salvatori della Patria”, depistando come volevasi l’attenzione dal passato recente che ha visto questi stessi politici di provincia (in carriera per Roma o Bruxelles) sempre molto disattenti alle problematiche delle loro realtà locali. Altrimenti, non si spiegherebbe questo ritorno di fiamma patriottico/pre-unitario, perché di “ascari” meridionali (per il Sud, nemici peggiori dell’antico conquistatore a volto scoperto) dal 1860 ad oggi ne abbiamo avuto addirittura branchi, mandrie, greggi.

Il buonsenso ci dice di essere cauti e che l’esperienza insegna. Il dettato evangelico ci esorta ad essere candidi come colombe ma attenti come serpenti e nello sfavillio del buonismo italiano non è sempre oro tutto quel che luce! In breve: i governi passano; lo sfascio resta. Al di là delle belle parole – quelle che volevamo sentire! – si nota sempre la desolata assenza di alternative, di proposte, di azione e se è vero che si riconosce l’Uomo dalle sue Azioni e non dal suo Pensiero, come Diogene il Mezzogiorno sta ancora cercando il suo Uomo.

La finanziaria del ministro Siniscalco, per sua ammissione, parrebbe dover privilegiare il Sud (si asserisce siano stati previsti fondi superiori a quelli stanziati nelle precedenti riforme) ma l’esperienza, maestra di vita, intanto ci fa notare che non appena varata una finanziaria che intende ridurre le tasse a mezzo dei cosiddetti “tagli”, il giorno dopo, puntualmente, aumentano sigarette, gas, luce, ticket sanitari, eccetera e se questi aumenti rientrano nella voce “prezzi al consumo” non nutrono, a mio avviso, benché minima differenza sostanziale con la voce “tasse”. Per quanto poi compete il discorso dell’economia nazionale, con particolare riferimento all’osannato SUD, v’è una consistente differenza tra “fondi stanziati” e “fondi erogati”. La ViscoSud, ad esempio, prometteva mari e monti, peccato che quei fondi stanziati non furono mai erogati. Infatti, nel triennio 2001-2003 nel settore degli incentivi industriali nel Mezzogiorno parrebbe essersi verificata una riduzione delle erogazioni superiore al 20%. Superfluo toccare i tasti del “credito d’imposta” e delle “infrastrutture”.

A Capri, la “jeunesse dorèe” dei rampanti imprenditori ha staccato di molti punti i “seniors” della Confindustria; peccato che, nel tempo, diventeranno anche loro “seniors” e subiranno deformazioni professionali. Anche lì, il leit-motiv è stato l’OSANNA al SUD e non solo per dovere di ospitalità. La presidentessa Anna Maria Antoni è stata molto dura nei confronti della Finanziaria neonata ed ha dichiarato, con fare sintetico ed intelligente che per il Sud che è territorio di mille opportunità occorrerebbe qualche manovra in più legata al Fisco ovvero una reale riduzione delle tasse e l’opportunità di investimenti. Secondo la Antoni, per ridurre il cuneo fiscale tra azienda e lavoratori sarebbe necessario lavorare sull’IRPEG che se non influenza minimamente l’equilibrio dell’azienda è comunque un detrattore per il carico dei lavoratori.

Tra gli aromi celebri di Carthusia aleggiava nel Quisisana un sentore nostalgico di Mediobanca, di Cuccia e di capitalismo padano. Poi, è arrivato LUI, il guru Luca Cordero di Monteprezzemolo-in-ogni-minestra (perdoni l’ironia ma…dato l’ingente numero di cariche presidenziali che detiene, oltre il dono dell’ubiquità, come Padre Pio…) che, per piglio deciso e senso pratico, pareva più simile ad un Giovane Imprenditore che ad un “confindustrioso” blasé. Ha detto cose essenziali e giustamente condivisibili, scagliandosi anch’egli contro la Finanziaria e “Ferdinandescamente” rivendicando per il solo Sud Potere d’Acquisto e Competitività, minacciando feroce dissenso fino a quando non avesse preso visione del promesso “collegato Sud” per il Piano di Sviluppo del Mezzogiorno, non ancora stilato – quindi CHIMERA della Finanziaria – dal ministro Marzano.

Così come siamo istintivamente molto diffidenti nei confronti degli amministratori locali del Mezzogiorno, lo siamo altrettanto dei nordici convertitisi al meridionalismo, pur non potendo negare la bontà delle affermazioni e delle lucide analisi dei nordici Giovani e Vecchi Confindustriali.

Il Fenomeno della Precessione Terrestre, in campo astronomico ed astrofisico, contempla l’inclinazione progressiva dell’asse terrestre; la Recessione, in campo economico, ha invece già drasticamente ribaltato l’asse terrestre, per cui ora il Nord si ritrova praticamente a Sud ed il Sud, finalmente, può gongolare nell’alto dei cieli boreali. Ciononostante, in tema astrologico, il suo oroscopo non sarà comunque redatto dalle congiunzioni astrali ma, come all’ “antica”, dalle congiunture nordiche!

Marina Salvadore (16 ottobre 2004)

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