PRESEPE VIVENTE DI SUIO ALTO CI SALVERA’ DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Da un paio di anni durante il periodo natalizio abbondano i “Presepi viventi” in tutto il nostro territorio, come quasi in tutta Italia, comunità che non avendo nessuna storia nella messa in piedi di queste rappresentazioni le vedi all’improvviso organizzarle con facilità e investendo importanti somme di denaro.
A cominciare dall’otto dicembre fino al giorno dell’Epifania le strade sono tappezzate di manifesti giganti che pubblicizzano queste rappresentazioni sacre che ti mettono in difficoltà nel momento in cui devi decidere dove andare. Negli anni ho partecipato a quelli che hanno un numerale importante, in alcuni casi anche a due cifre, come quello di Baia Latina o Ciorlano dove non assisti ad un evento ma partecipi, non è un caso che uso questo termine, alla loro tradizione, alla loro festa accogliendo “il forestiero” con rispetto e con un importante dose di umanità come è accaduto quest’anno andando a Suio Alto dove da qualche decennio si organizza un “presepe vivente” che è una tappa fissa non soltanto per la comunità ma per tutto il territorio. In quei due giorni è un paese intero che si organizza dove tutti danno il proprio contributo per realizzare la propria festa in onore della nascita di Nostro Signore Gesù, aprono le loro porte per accogliere i visitatori che diventano anch’essi protagonisti e si sentono coinvolti nella festa popolare in tutti i suoi aspetti e sfumature nel reciproco rispetto. Viene seguito un rituale ben preciso che consiste in una breve processione che partendo dal centro del paese arriva in una grotta naturale che si trova ai suoi piedi e dove senza l’utilizzo degli effetti speciali, emoziona e ti coinvolge. A seguire ogni porta, che sia abitazione o cantina, si apre per offrire le pietanze tradizionali del posto a prezzi popolari che fa diventare le due giornate una produzione dal basso perché l’obolo offerto serve solo a coprire le spese. Grazie all’enorme materiale audiovisivo che Renzo Di Bello mi ha fatto vedere delle edizioni passate mi sono reso conto che fin dall’inizio il “Presepe vivente” di Suio Alto viene organizzato e vissuto con un grande spirito religioso e popolare con sentita partecipazione da chiunque, con la comunità, come già evidenziato, che accoglie nel pieno rispetto delle nostre tradizioni napolitane. Colgo l’occasione per spendere una parola non richiesta per Renzo che nonostante lo conosco da poco tempo sembra che ci frequentiamo da anni per come siamo entrati in empatia, un uomo di una mitezza e dolcezza che è frutto di una forza interiore e umana che in poche persone si ritrovano e da dove nasce un amore per la propria terra e per la sua Suio che lo ha portato a studiare, ricercare e divulgare autentici patrimoni immateriali che se non sei una persone colta e preparata non puoi realizzare e per la tecnica di studio e per gli argomenti che tratta non sono di storia locale ma universale. Renzo sta lasciando un patrimonio enorme che è un vanto di tutto il territorio e non solo, a cui tutti potranno attingere e che ci rappresenta tutti, per questo merita la massima stima e il massimo rispetto e l’unica cosa che posso e dirgli è semplicemente “grazie”.
Qualche giorno prima ero stato in un altra rappresentazione di “Presepe vivente”, non cito il luogo per evitare qualsiasi tipo di polemica, rimanendo deluso perché ero presente ad un “Evento” che ho visto e vissuto anche con disagio perché non occupavo un posto d’osservazione felice. Era presente Mediaset con autorità locali e regionali che cercavano visibilità, una tribuna andata subito esaurita da dove bisognava assistere ad una rappresentazione pseudo teatrale alquanto scontata e banale e solo dopo la conclusione hanno aperto il cancello al pubblico presente che è sfilato davanti alle postazioni come stesse passeggiando in un museo. Dopo aver visto velocemente il palcoscenico attrezzato alle porte di un bosco e dopo aver mangiato il piatto locale sono andato via velocemente perché ero annoiato. Cosa che non è accaduto a Suio Alto, come in passato a Ciorlano o Baia Latina, perché sono stato partecipe ad una festa, non spettatore di un evento ma protagonista di una festa popolare vivendo la gioia e la vitalità di una comunità orgogliosa di condividerla con chi veniva da fuori. Queste forme di convivialità e di partecipazione popolare sono le migliori per produrre gli anticorpi utili per difendersi dall’arrembaggio dell’intelligenza artificiale che tanti danni sta già arrecando alla società e di cui ancora non si conoscono le reali conseguenze.
Feste popolari come quelle di Suio Alto per fortuna ce ne sono tante soprattutto se si va in giro per il Regno e credo aumenteranno in futuro soprattutto quando finiranno i finanziamenti a pioggia che arrivano da sovrastrutture pubbliche. Di seguito il video integrale della prima giornata che ha solo l’ambizione di avere una funzione di testimonianza e null’altro.
Claudio Saltarelli


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