Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

QUANDO I MERIDIONALI SI RIFIUTAVANO DI EMIGRARE AL NORD

Posted by on Gen 18, 2026

QUANDO I MERIDIONALI SI RIFIUTAVANO DI EMIGRARE AL NORD

I napoletani e i siciliani, prima del 1861 non conoscevano l’emigrazione. Dopo la forzata annessione, con la chiusura delle fabbriche, la perdita dei terreni in enfiteusi e la chiusura degli uffici pubblici e dei ministeri dell’ex Regno delle Due Sicilie, per i meridionali comincia l’esodo forzato verso il nord. E giustamente nei primi anni, i nostri avi, si rifiutarono di lasciare la loro terra natia per una terra considerata straniera.

Di questo aspetto ne parlarono lungamente anche alla Camera il presidente dei ministri Ricasoli, il guardasigilli Miglietti, i ministri Della Rovere (guerra), Peruzzi (lavori pubblici), Menabrea (marina), Brofferio e Petruccelli della Gattina. In particolare, Miglietti, ministro di Grazia e Giustizia, ammise che dei suoi 108 dipendenti solo tre erano napoletani: «Nel fare l’ordinamento del mio Ministero io ho contemplata la venuta di questi napoletani, che io desiderava, che chiamava, che pregava perché venissero, ed ho per questo lasciato vacante un posto di capo di divisione, ho lasciati vacanti due posti di capo sezione, ho lasciati vacanti ancora più altri posti, e ciò sempre nell’intendimento di nominare a questi posti impiegati napoletani […]. A quanti io ho fatta la proposta di venire impiegati al Ministero a Torino, tutti mi risposero: per carità, datemi un posto qualunque, ma a Napoli; datemi anche un posto inferiore a quello che ora occupo, ma in Napoli, poiché io assolutamente non posso andare a Torino»

Fonte: Le Città del Sud

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.