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Quando il filibustiere Garibaldi rapinò il Banco delle Due Sicilie

Posted by on Gen 12, 2021

Quando il filibustiere Garibaldi rapinò il Banco delle Due Sicilie

Sembra incredibile, ma ancora oggi che delle ‘imprese’ di Garibaldi e dei suoi accoliti in Sicilia, a Napoli e, in generale, nel Sud si conosce quasi tutto – stragi di innocenti e ruberie varie – si continui a conservare il falso mito di questo personaggio dedicandoli via, piazze, scuole, musei e teatri! Che lo facciano a Torino e nel Nord è comprensibile, ma che lo si continui a fare nel Sud e in Sicilia è, appunto, incredibile!

“Il giorno 9 settembre arrivarono a Napoli i Garibaldini. Mai si vide uno spettacolo più disgustoso. Quell’accozzaglia era formata da gente bieca, sudicia, famelica, disordinata, di razze diverse, ignorante e senza religione. Occuparono all’inizio Pizzofalcone, poi nei giorni seguenti si sparsero per la città, tutto depredando, saccheggiando ogni casa. Furono violentate le donne e assassinato chi si opponeva. Furono lordati i monumenti, violati i monasteri, profanate le chiese. Il giorno 11 Garibaldi con un decreto abolì l’ordine dei gesuiti e ne fece confiscare tutti i beni. Furono incarcerati tutti quei nobili, sacerdoti, civili e militari che non volevano aderire al Piemonte, mentre furono liberati tutti i delinquenti comuni. Il palazzo reale fu spogliato di tutto quanto conteneva. Gli arredi e gli oggetti più preziosi furono inviati a Torino nella Reggia dei Savoia. Il filibustiere con un decreto confiscò il capitale personale e tutti i beni privati del Re del Banco delle Due Sicilie, che fu rapinato di tutti i suoi depositi. Napoli in tutta la sua storia non ebbe mai a subire un così grande oltraggio, eppure nessun libro di storia ‘patria’ ne ha mai minimamente accennato”.

Giancarlo PadulaL’Unità d’Italia – Una storia da riscrivere, Global Press Italia, pag. 63.

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