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Questione Meridionale: avevano ragione i “dilettanti”di Fiorentino Bevilacqua

Posted by on Mar 14, 2021

Questione Meridionale: avevano ragione i “dilettanti”di Fiorentino Bevilacqua

Carlo Cottarelli è un economista italiano1 che ha ricoperto diversi, prestigiosi incarichi2.

Nel 2016 ha pubblicato, per i tipi della Feltrinelli, un saggio dal titolo I sette peccati capitali dell’economia italiana.

In esso  l’economista analizza gli errori gravissimi ( i “peccati”, come li definisce) della nostra economia, raggruppandoli in sette tipologie: corruzione, burocrazia eccessiva, evasione fiscale, calo delle nascite, lentezza della giustizia, le difficoltà con la moneta unica e, udite udite, il divario Nord /Sud3.

Durante la presentazione del saggio che ha fatto al Politecnico di Milano, al minuto 22 e secondi  44 del video al link riportato, illustra il peccato…divario Nord / Sud4.

E’ interessante perché nel grafico che riporta si vede che nel 1861 il divario del reddito pro capite fra Nord  e Sud, non esisteva: un cittadino del Sud e uno del Nord, avevano all’incirca lo stesso reddito.

Si vede anche che, negli anni seguenti, il divario aumenta:  chi viveva al Nord aveva un reddito che, col passare degli anni e il susseguirsi dei governi “unitari”, era via via più alto rispetto a quello di un cittadino che viveva al Sud.

Cottarelli, non entra, nel saggio, nel merito di come sia nata questa differenza di reddito, sta di fatto però che essa, inesistente fino al 1860, è nata con l’unità e con essa si è sviluppata5.

Dispiace che Cottarelli non entri, almeno in questo suo lavoro, nelle dinamiche politico economiche che hanno portato al collasso del Sud o, meglio, dei territori dell’ex Regno delle Due Sicilie, ma è sotto gli occhi anche dei mentalmente “orbi” che, come vanno dicendo da decenni Storici “locali”, cultori, appassionati  e, ormai, anche semplici cittadini, la Questione meridionale è nata con l’unità, grazie all’unità  e che, prima del 1860 nessun grido di dolore6 si levava verso il Piemonte.

Anzi, era  il contrario: il Piemonte, indebitato con i Rothschild7,8,  guardava con speranzosa cupidigia alle risorse del Sud Borbonico9.

Anche la politica fiscale, come gli investimenti del nuovo Stato, fece la sua parte nella creazione delle diseguaglianze di reddito tra Nord e Sud10 .

Ecco, per ritornare a Cottarelli, un economista ha detto la verità, anche se parziale.

Adesso sarebbe il caso che anche gli  “Storici di spessore” cominciassero a dire la verità; in pubblico.11

Fiorentino Bevilacqua

07.03.2021

……………………

  1. Carlo Cottarelli https://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-cottarelli/
  2. Durante la battaglia del Volturno i soldati napolitani soccorrevano i garibaldesi feriti o in gravi difficoltà: vigeva, nel nostro mondo, il rispetto del nemico in difficoltà, anche se questo più che alle porte di casa era, ormai, in casa. Non eravamo vili, noi, non sparavamo sugli “uomini morti”. http://www.editorialeilgiglio.it/download/documenti_di_storia_delle_duesicilie/Battaglia_Volturno.pdf
  3. Qui una breve presentazione del saggio https://www.ibs.it/sette-peccati-capitali-dell-economia-ebook-carlo-cottarelli/e/9788858831243
  4. La presentazione dello stesso al Politecnico di Milano https://www.youtube.com/watch?v=H5Ci_x9gNQE
  5. Le cause, un esempio per tutti: Pietrarsa https://it.wikipedia.org/wiki/Officine_di_Pietrarsa     Dal link: “Nel 1861 il Ministro della Marina Luigi Federico Menabrea istituiva una Commissione delle ferriere […] L’analisi minuziosa dei costi e delle attività eseguita […] dipingeva come sostanzialmente equivalenti quelli di Ansaldo e di Pietrarsa […]Tra il 1861 e il 1863 l’opificio di Pietrarsa entrò in una fase difficile […] una relazione dell’ingegnere Grandis, voluta dal governo sabaudo, dipingeva negativamente l’attività e la redditività dell’opificio consigliandone addirittura la vendita o la demolizione. Si imponeva una scelta di razionalizzazione del settore siderurgico e produttivo e tale scelta fu fatta in favore dell’industria settentrionaleriducendo così le commesse a Pietrarsa. [il grassetto è mio]
  6. Il cosiddetto “grido di dolore” https://www.raicultura.it/storia/accadde-oggi/Il-discorso-di-Vittorio-Emanuele-II-a3c47d3a-87db-45c6-a25b-a23d967d2806.html
  7.  https://www.startingfinance.com/approfondimenti/rothschild-banchieri-al-potere/ E’ da notare che, come si legge nel testo … “Il capostipite dei Rothschild pose i suoi cinque figli a Londra, Parigi, Amsterdam, Vienna e Napoli tessendo una rete bancaria familiare in grado di dominare la finanza europea” [il grassetto è mio]. A Napoli sì (perché c’era più oro e ricchezza e attività), ma non a Torino…
  8. Anno 1859. Debito pubblico del Regno delle due Sicilie : circa  411 milionidebito pubblico del Regno di Sardegna: circa 1.121 milioni. Nel primo era come se ogni cittadino avesse 59 lire di debito; nel secondo, ogni cittadino era come se avesse 262 lire di debito. Al link https://www.inuovivespri.it/2018/01/18/questione-meridionale-8-lo-spread-al-tempo-dellunita/
  9. I debiti del Piemonte e i soldi del Regno delle Due Sicilie  https://www.jstor.org/stable/24006715?seq=1 Dal link… “Il pesante debito pubblico, che gravava sul nuovo Stato [unitario], era dovuto per il 64% al Regno di Sardegna e alla Lombardia. Le risorse finanziarie, necessarie al nuovo Stato, sono state ottenute grazie all’oro appartenente al Regno di Napoli, al forte aumento della pressione fiscale”.
  10. La diseguale pressione fiscale dopo l’ unificazione  Dall’e-book (scaricabile gratis all’indirizzo http://www.ilportaledelsud.org/rec-ressa.htm) ricchissimo di informazioni di Giuseppe Ressa (pag 191):“La politica fiscale perseguita dallo Stato unitario fu, poi, assolutamente ingiusta perché  non omogenea dal Nord al Sud; il primo venne avvantaggiato, il secondo penalizzato. Per quanto riguarda l’agricoltura [ …]  la differenza è anche più evidente se si considerano le aliquote per ettaro: nelle province di Napoli e Caserta si pagano lire 9,6 per ettaro contro la media nazionale di 3,33[…] si “aggiornarono” i ruoli della fondiaria, con automatico aggiornamento anche di quelli di sovrimposta comunale. L’aggiornamento produsse nuove equità che sono ben documentate da amenità del genere: Lombardia e Veneto pagavano un’aliquota dell’ 8.8% mentre la Calabria del 15%, la Sicilia del 20% […]Per quanto riguarda le tasse sugli affari che incidono per lire 7,04 pro capite in Campania, contro 6,70 in Piemonte e 6,87 in Lombardia. Si calcola che l’ingiustizia fiscale sia costata al Sud 100 milioni/anno: nel “1901 il Mezzogiorno produceva un reddito pari al 22/23 % di quello complessivo italiano, ma pagava imposte sul reddito pari al 35/37% di tutte le imposte sul reddito precette in Italia”. In sintesi: al Sud, ex Regno delle Due Sicilie, chiusura delle fabbriche e aumento delle tasse… E qualcuno guarda ancora con sospetto chi scrive unità tra virgolette e/o senza la maiuscola… La verità richiede coraggio. Non voglio offendere nessuno, ma mi viene in mente la differenza che Malcom-X faceva tra i negri da cortile e i negri da lavoro nei campi…( https://it.wikipedia.org/wiki/Discorso_ai_quadri_di_base )

Storici di spessore: ortodossi pubblicamente, revisionisti in privato, https://www.altaterradilavoro.com/storici-di-spessore-di-fiorentino-bevilacqua/

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