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REGNO DUE SICILIE, UN’ ECONOMIA SUPERIORE

Posted by on Mag 30, 2020

REGNO DUE SICILIE, UN’ ECONOMIA SUPERIORE

Che l’economia del Regno delle Due Sicilie fosse superiore a quelle del Nord Italia è acclarato da diversi studi e autorità scientifiche.

Ne cito alcuni:
– Vito Tanzi (massima autorità scientifica del Fondo Monetario Internazionale), docente alla Washington University (che scrisse il libro “Italica”, prendendosi un anno sabbatico per studiare l’unità d’Italia dal punto di vista economico finanziario);
– Dipartimento di storia dell’economia di Bruxelles;
– Uffici degli studi della banca d’Italia.

La verità, come dimostra il professor Vittorio Daniele, è che al momento dell’unità l’indice Gini (indice con cui si misurano le ineguaglianze sociali di un sistema economico) tra nord e Sud era uguale; mentre prima dell’unità (quindi al massimo del Regno delle Due Sicilie) dimostra che nelle zone della pianura padana fosse di 4 punti più alto che nel Regno delle Due Sicilie (cioè che ci fosse più povertà; i ricchi al Nord erano più ricchi e i poveri più poveri).

PS da quel momento sarebbe interessante vedere come fu ripartita la spesa sociale; oltre ciò fu instaurata la leva obbligatoria che prima al Sud non esisteva, sottraendo la forza lavoro a chi viveva di agricoltura, che si vide subissato da tasse che non poteva pagare… soldi delle tasse che finivano quasi interamente al Nord (per finanziare la spesa sociale delle regioni settentrionali e la costruzione del triangolo infustriale).

In Italia più del 50% delle persone impiegate nelle industrie erano nel regno delle Due Sicilie.
Poco più dei due terzi di tutti i braccianti italiani erano impiegati nei campi del Nord (meno di un terzo nel regno delle Due Sicilie).
Quasi la metà di tutti i commercianti italici erano nel regno delle Due Sicilie.
Se si vuol fare la proporzione interna al Regno solo il 60% lavorava nei campi (ma in tutti gli altri statarelli italici la proporzione era ben più alta, perché il Regno delle due Sicilie era il più industrializzato).
Quasi tutto l’oro era delle casse del Regno delle due Sicilie; poi certamente c’era tanta povertà, ma il welfare era molto superiore a quello delle zone del nord (ecco perché non c’era emigrazione); erano altri tempi e ovunque c’era povertà (non si moriva di fame però; a differenza del nord, dove pare che un ventenne su due fosse scartato dalla leva militare perché debilitato e denutrito).

La sostanza è: al Sud non si emigrava per tutti questi motivi elencati, al Nord emigravano in massa (dal Veneto, ora ricchissimo ad esempio, tantissimi).

Le industrie smantallate e ricostruite al Nord hanno creato un meccanismo coloniale e di dipendenza economica (Camilleri ricorda spesso di migliaia di telai presenti in Sicilia, smantellati dopo l’ “unità” e ricostruiti a Brescia; vale per l’industria della Seta catanzarese, ricostruita nel bresciano, etc…).

Ancora oggi il Sud è colonia e compra oltre i due terzi di quello che il Nord esporta.

Il rapporto Eurispes 2020 (840 miliardi in meno al Sud dal 2000 al 2017);
Il rapporto Svimez 2019 (al Sud il 25% delle risorse in meno);
Il rapporto Openpolis (al Sud almeno meno 61 miliardi all’anno dal 2009 ad oggi);
Senza contare la spesa per investimenti ferroviari pari al 98,8% da Firenze in su, o solo il 15% della spesa stradale al Sud; 4 miliardi in meno all’anno alla sanità del Sud (che vuol dire altri 4,5 miliardi di euro all’anno di rimborsi alle strutture del Nord per pazienti del Sud che ai spostano)…

Insomma tutti questi fatti significano che si è ancora colonia come 160 anni fa!

“Su questo regno si è detto molto. È opinione diffusa che fosse un mondo retrogrado, con una povertà diffusa e soprattutto (ride) una burocrazia lenta, farraginosa e corrotta. Invece non è così, anzi, era persino all’avanguardia in Europa nella tecnologia, nell’industria, nell’economia e soprattutto era ricchissimo di cultura e di tesori.” (Alberto Angela)

Di Marcello Marras

sagnalato da Salvatore Romano

2 Comments

  1. Con questi articoli dobbiamo tempestare tutti i nostri rappresentanti politici, di qualsiasi partito. Solo così possiamo smuovere le acque che oggi vanno solo nelle direzione degli interessi del nord. Ho lavorato in Piemonte, Veneto e Lombardia ed ho conosciuto il loro fare squadra quando si tratta di fare sgei!

  2. Manca l’apostrofo di “Un’economia” si tratterà certamente di un refuso ma scredita tutto l’articolo.

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