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Rileggiamo da “La Gazzetta di Gaeta”

Posted by on Mag 12, 2026

Rileggiamo da “La Gazzetta di Gaeta”

I 150 anni dell’unità d’Italia – La storia che non si è voluta scrivere Rileggiamo da “La Gazzetta di Gaeta”: sett. 1860 – febbr. 1861

Siamo ormai nel pieno delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità d’Italia; da ogni parte si susseguono rievocazioni e rivisitazioni degli anni che precedettero quell’evento. Lasciamo perdere i servizi televisivi della Rai, che ci fanno rileggere quelle pagine della storia nazionale dai testi scolastici sui quali abbiamo studiato, e dai quali risulta che il meridione della Penisola fu quasi del tutto assente, con uno Stato Pontificio fastidioso intralcio ed un fatuo regno borbonico terra di conquista.
Non siamo propensi ad operazioni di revisionismo storico: ho già detto su queste pagine che l’Italia è quella che è: è la nostra patria e siamo pronti a tutto pur di assicurarne la dignitosa esistenza.
Tuttavia possiamo dire che non ci piace molto quel modo di riproporre la storia nazionale. Il prof. Luigi Cardi, gaetano doc ma non certo filoborbonico, ha avuto modo di dire in una intervista televisiva che circola in un blog di Beppe Grillo: “… il Piemonte è il capofila di una celebrazione concentrata a Torino“.

Addirittura nei filmati realizzati dalla Rai non figura un evento assolutamente decisivo per l’unificazione del Paese come l’assedio di Gaeta, che per oltre cinque mesi fu la capitale del regno duosiciliano.

Cosa accadde a Gaeta tra settembre 1860 e febbraio 1861? Sono pronto a scommettere che tra i nostri lettori, che sono persone di buona cultura storica, qualche incertezza sulla conoscenza reale di quegli eventi c’è. Né le celebrazioni e rievocazioni storiche di oggi ci aiutano a colmare quelle lacune.
Allora noi proponiamo una breve incursione in quel periodo storico con la lettura di documenti che fino ad ora non hanno avuto molta fortuna nella storiografia nazionale.
Noi proponiamo i documenti, il lettore se ne farà autonomamente un’idea.

È noto che la sera del 6 settembre del 1860 il re Francesco II di Borbone fu costretto a lasciare Napoli a bordo della nave da guerra il “Messaggero”, insieme alla regina Maria Sofia e al suo seguito, per rifugiarsi nella fortezza di Gaeta, che fu posta sotto assedio nonostante la presenza nel porto di numerose navi delle potenze europee.
L’Assedio fu condotto dalle truppe dell’esercito piemontese del generale Cialdini, e costituì, dopo lo storico incontro di Teano tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Ema- nuele II il 26 ottobre del 1860, l’ultimo baluardo del Regno delle Due Sicilie prima della proclamazione del Regno d’Italia.

L’intervento di Casa Savoia nei confronti del Regno delle due Sicilie, e poi dello Stato Pontificio, lo si ponga come si vuole, si dica pure che le finalità erano sacrosante, che i tempi erano maturi, che le popolazioni interessate non attendevano altro; resta il fatto, inconfutabile, che si configurò come un’aggressione militare vera e propria contro stati sovrani non nemici a scopo di annessione territoriale.
Quello che accadde dopo la fuga di Francesco II da Napoli è documentato da una pubblicazione ormai introvabile,”La Gazzetta di Gaeta”, organo ufficiale di Stato voluta dal re e stampata in pochissimi esemplari nella stessa Gaeta dalla Stamperia del Real Ministero – probabilmente la tipografia di Giuseppe Agresti – dal 14 settembre 1860 all’8 febbraio 1861: furono pubblicati 29 fascicoli (24 nel 1860 e 5 nel ’61) in 4 fogli di grande formato (cm. 32×45). Un’altra raccolta ampia e documentata degli atti ufficiali emanati dal re e dai ministri è “Gaëte. Documents officiels” pubblicata a Parigi nel 1861. Quasi una cronaca diretta di quegli avvenimenti è l’opera di don Pietro Quandell (Pietro Quandel,. Giornale della difesa di Gaeta da novembre 1860 a febbraio 1861, Placidi, Roma, 1863.), maggiore di artiglieria proprio in Gaeta, uscita appena due anni dopo la conclusione dell’assedio.
Della Gazzetta fu fatta una ristampa anastatica dal Centro Editoriale Internazionale nel 1972 in 999 esemplari numerati. Successivamente, per quanto ne sappia, ne ripropone i contenuti più significativi il mensile “Il Golfo”, edito a Scauri (LT) dall’amico Cosmo Damiano Pontecorvo, storico serio, dichiaratamente non di “destra”.

eguendo la sorte del proprio Sovrano Ferdinando IV (di gloriosa memoria), si ebbero lode non comune dall’universale, e beneficenza e gratitudine dallo stesso Monarca.
Questo bello esempio di fedeltà sia per Voi di gara generosa, e se il Dio degli Eserciti proteggerà la Nostra Causa, avrete a sperare ciocche altrimenti facendo, non potrete mai conseguire.

Gaeta 8 Settembre 1860 Firmato – FRANCESCO

Infine, sempre l’8 settembre si ha un dispaccio da parte della Marina militare.

Ministero e Real Segreteria di Stato della Marina
Ordine del 9 Settembre 1860
Osservando che la sola Fregata la Partenope abbia eseguito il comando dato dalla lodata S. M. di recarsi a Gaeta, ove ha trasferito la sede del suo Real Governo; nel dichiarare che i Comandanti e gli equipaggi di ogni classe degli altri legni della sua Flotta, son rei di alto tradimento, esterna la sua Real soddisfazione al Comandante ed all’equipaggio di essa Fregata Partenope, i quali han mostrato tutti aver serbato quell’onore, disciplina ed ubbidienza ai voleri del Re, base primordiale ad ogni Militare di qualunque arma. Pel che accorda da basso uffiziale in giù una giornata di soldo in regalo, riserbandosi in appresso di dare tanto al Comandante che agli individui di esso equipaggio quel compenso che merita la loro devozione al Sovrano.

fonte

https://www.pontelandolfonews.com/cultura/rileggiamo-da-la-gazzetta-di-gaeta

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