RINALDO RIDELLO IL NORMANNO E LA CONTEA DI PONTECURVO
“Al normanno Goffredo Ridello succede, all’incirca nel 1087, il figlio Rinaldo Ridello, che è anche duca di Gaeta ed è quello che fa la seconda donazione a Montecassino della valle della Quesa.”
A proposito del normanno e Signore Rinaldo Ridello, dopo la morte di Sichelgaita di Salerno, duchessa di Puglia e Calabria (aprile 1090), e quella del principe di Capua (novembre 1090), si apre un periodo di disordini nel sud Italia. Già nel gennaio 1091, Rinaldo ne approfitta per attaccare Montecassino. Secondo Pietro Diacono, è costretto dal conte di Aquino a restituire a Capua ciò che aveva sottratto, forse su intervento di papa Urbano II che risiede allora in quella città. Poco dopo, viene cacciato da Gaeta a causa di una rivolta e deve rifugiarsi nel suo castello di Pontecorvo: gli abitanti di Gaeta scelgono quindi un nuovo duca, un certo Landolfo.
Rinaldo muore nel 1091 o poco dopo. Lascia un giovane figlio, Gualgano, che non governerà mai il ducato di Gaeta ma alla quale venne affidata la guida della Contea di Pontecurvo. Gualgano ebbe la “sventura” di non avere figli maschi, per cui alla sua morte nel 1102 gli succederà la moglie Marotta che erediterà la contea, come uso presso i Longobardi prima e i Normanni dopo.
(Nell’immagine proposta, un’idealizzazione IA del signore normanno Rinaldo Ridello)
(Tratto da “Il Ponte Curvo e la sua gente” di Lionello Prignani)
Marco Tuccillo



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