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Riscrivere la storia dei 135 anni di unità per fare l’Italia

Posted by on Giu 1, 2022

Riscrivere la storia dei 135 anni di unità per fare l’Italia

Le Forze dell’Ordine hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria, nel 1989, un certo numero di persone per ogni 100.000 abitanti, vediamo (tra parentesi la posizione in classifica): Piemonte 4.403,3 (3), Valle d’Aosta 2.197,1 (15), Lombardia 3.887,8 (6), Trentino A.A. 2.479,0 (14), Veneto 2.700,3 (12), Friuli V.G. 2.777,1 (11), Liguria 5.453,3 (1), Emilia-Romagna 3.313,2 (10), Toscana 3.434,9 (7), Umbria 1.576,1 (18), Marche 1.915,5 (17), Lazio 5.071,0 (2), Abruzzo 2.537,1 (13), Molise 1.209,4 (20), Campania 3.332,0 (9), Puglia 4.053,8 (5), Basilicata 1.534,6 (19), Calabria 1.959,9 (16), Sicilia 3.334,2 (8), Sardegna 4.351,5 (4)

Nord-Centro 3.737,1 – Mezzogiorno 3.277,1.

Come la mettiamo? Nonostante il fatto che le statistiche ci regalino la Sardegna, quarta nella classifica, che storicamente e culturalmente non è da assimilare al sud d’Italia, i delinquenti stanno al nord! E’ da notare che le ultime due regioni sono la Basilicata ed il Molise.

I MORTICINI

Se una mamma meridionale volesse dare a suo figlio più probabilità di vita, dovrebbe far nascere suo figlio nel nord d’Italia. Nel 1861 morivano, ogni 10.000 bambini nati vivi, nel primo anno di vita, al nord 2.591 bambini, al sud 2.230 bambini. Dopo pochi anni la situazione si invertì.

Lo stato unitario sapeva come diminuire la mortalità infantile: migliori presidi sanitari, ben distribuiti sul territorio. Infatti i dati statistici confortano quest’impegno: la curva dei morticini tende decisamente verso il basso.

La curva del nord d’Italia, però, è sempre più in basso di quella del meridione: quando il sud scende al valore più basso del nord, questo si è già spostato ancora più giù.

Perché i due valori, quello del nord e quello del sud, non possono scendere insieme?

Ma lo sa il paziente Lettore che i ministri della sanità che si sono succeduti dal 1860 ad oggi, hanno ucciso, volontariamente, migliaia e migliaia di bambini meridionali?

Lo stato italiano ha fatto diminuire i morticini, nel volgere di 135 anni, da circa 250 ogni mille nati, a circa 8,6 ogni mille nati, semplicemente investendo in strutture sanitarie adatte alla bisogna. Ma i ministri italiani della sanità hanno fatto una discriminazione: se 8,6 è la media italiana, il valore del nord è 7 ed il valore del sud è 10,2!

Nel 1990 al sud d’Italia sono nati 260.368 bambini. Dopo un anno ne sono rimasti 257.703. Il paradiso ha visto incrementare i suoi angioletti di 2.665 unità!

Se quei 260.368 bambini fossero, invece, nati al nord d’Italia, dopo un anno ne sarebbero rimasti 258.546 quindi i morti sarebbero stati 1.822. In questo caso il paradiso avrebbe perso 843 angioletti!

(Quelli del nord ci vogliono bene: fanno di tutto perché i nostri bambini vadano in paradiso!).

Ogni anno si lasciano morire dei bambini al sud che potrebbero essere salvati! Con macabra ironia, si potrebbe dire che i meridionali sono fessi perché se fossero intelligenti invece di nascere al sud nascerebbero al nord!

Qualcuno ricorda, forse venti anni fa, i bambini morti di “male oscuro” a Napoli? Ricordiamo i fatti. Improvvisamente si diffuse la notizia che all’Ospedale pediatrico Santobono, di Napoli morivano in modo inspiegabile dei bambini di tenera età. Da tutto il mondo (che dopo ci rise dietro) arrivarono scienziati che esaminarono il caso. Nel frattempo i morticini aumentavano. Dopo qualche giorno si scoprì che era una quasi normale forma virale di broncopolmonite, curabile con prodotti normalmente in commercio.

E come poteva essere accaduto il fenomeno? Semplice! I bambini, inizialmente pochi ma tutti insieme, erano morti in Basilicata. Allarmati i medici consigliavano, per i casi che si presentavano di volta in volta, il ricovero al Santobono di Napoli, solo perché il Santobono era l’unico ospedale pediatrico di tutta l’Italia meridionale. Qui arrivavano già debilitati e morivano. Quelle morti, tutte insieme, crearono il panico e fecero credere che si trattasse appunto di un “male oscuro”. Se gli ospedali pediatrici fossero stati in ogni provincia (come al nord e come regola e legge di Dio impone) i bambini sarebbero stati curati immediatamente e non sarebbero morti. Perché, ripetiamo, i medici furono indotti a pensare al “male oscuro” solo perché erano molti e tutti insieme, per cui furono sviati e non si accorsero che era una banale malattia.

Infatti un medico austriaco, se ricordiamo bene, in mezza giornata risolse il caso dando una medicina già presente al Santobono e reperibile in tutta Italia. Ma perché ricordare questo lontano episodio? All’epoca conducevamo una rubrica presso una TV locale, Televomero (pensate gli ascolti!) “A chi sape leggere”.

Dedicata cioè ai fortunati che sapendo leggere, potevano acquistare i libri che venivano proposti alla loro attenzione, sottolineandone i contenuti.

Queste conversazioni, vertevano, manco a dirlo, sulla nostra storia. Ci limitavamo a leggere qualche passo del libro proposto, a commentarlo, e a consigliare di farsi un’idea dei fatti senza l’intermediazione di interessati.

In pratica facevamo informazione poiché, ovviamente, presentavamo libri che dicevano la verità e non quelli che volevano che noi, lettori o studenti, leggessimo.

(I commenti erano anche ironici. Dopo aver analizzato criticamente la storia di Garibaldi, concludevamo che fosse sommamente ingiusto che Napoli avesse dedicato a Garibaldi una piazza, un corso, varie traverse, un rione, una stazione. Secondo i veri valori Garibaldi avrebbe meritato, al massimo una “cupa”, un “vico storto” o una “strettola”!).

Quando si verificò il fatto del “male oscuro”, mostrammo degli annuari di dati che dimostravano che la diminuzione delle morti, specie nel primo anno di vita, era un obiettivo facilmente perseguibile.

Sottolineammo uno strano fenomeno. Mettiamo, nel 1950 al nord morivano 50 bambini ogni 1000 nati ed al sud ne morivano 80. Dopo 10 anni anche al sud i bambini che morivano erano diventati 50: fin qui tutto bene! Quello che non stava bene è che, nel frattempo i 50 del nord erano diventati 30! Dio ci liberi e scampi se stiamo dicendo che dovevano morire anche al nord 50 bambini come al sud! Stiamo affermando, invece che dovevano morire 30 bambini al sud come al nord! E se questo fatto era vero (ed era vero!) il ministro della sanità faceva o non faceva morire migliaia di bambini al sud, pur avendo le possibilità di evitarlo? E chi fa morire migliaia di bambini, è o non è un assassino? Bene! Il ragionamento “scientificamente” dimostrava che il ministro della sanità era un assassino, come lo era stato il precedente, come lo era stato il precedente, … fino all’unità italiana del 1860. Qui si fermava l’analisi perché il fenomeno era diverso. Diverso? Si! Diverso!

Nel 1860 morivano più al nord che al sud!

Capito? I ministri della sanità del cosiddetto stato unitario hanno “scientificamente” scelto di far morire i bambini napoletani, baresi, cosentini, ecc. per far vivere, i cuneensi, i bergamaschi, i pisani, ecc.

Successe allora che il povero proprietario di Televomero ebbe il suo quarto d’ora di celebrità. Fu chiamato da professori universitari (“Abbiamo fatto tanto per inculcare – questo fu il termine usato! – nei nostri giovani i valori risorgimentali ed ora viene questo …”), fu chiamato da parlamentari, dal questore e da chi sa chi.

Non aveva la tempra … e ci pregò di parlare di altro, che ne so, di poesie, di canzoni.

Rifiutammo la censura e preferimmo andare a collaborare con Angelo Manna che all’epoca era il personaggio televisivo più seguito d’Italia e per il quale preparavamo le trasmissioni di contenuto storico-economico-statistico, ma questa è un’altra storia.

Prima di accomiatarci, un debito. Molti Lettori hanno chiesto di conoscere alcuni testi per saperne di più sulla nostra storia. Ne indichiamo alcuni.

Acton – Gli ultimi Borboni di Napoli

Alianello – La conquista del Sud

Buttà – Viaggio da Boccadifalco a Gaeta

Capecelatro e Carlo – Contro la questione meridionale

Capecelatro – Reazione a Napoli dopo l’unità

Cinanni – Emigrazione ed imperialismo

Confalonieri – Banca e Industria in Italia

Coletti – Dell’emigrazione italiana

De Jaco (a cura di) – Il brigantaggio meridionale

De Rosa – Il Banco Napoli nella vita economica nazionale

Ferrara – Nord – Sud, Interdipendenza di due economie

Greco – Piemuntisi Briganti e Maccaroni

Istituto Nazionale di Statistica – Annuari Statistici

Mangone – L’industria del Regno di Napoli

Mundy – La fine delle Due Sicilie e la marina britannica

Nitti – Il Bilancio dello stato dal 1862 al 1896-97

Nitti – Nord e Sud

Villari – Il Sud nella storia d’Italia

Zitara – L’unità d’Italia, nascita di una colonia

Conclusione o premessa?

Paziente Lettore hai letto queste articoli. Alcune cose le sapevi, altre no. E’ probabile che tu sia agitato da sentimenti contrastanti. Di certo ti stai domandando a cosa abbiamo mirato. Per evitare equivoci è bene chiarire il nostro pensiero. Noi pensiamo che la nostra Storia debba essere riscritta, che si debba far conoscere la verità sui fatti degli ultimi 135 anni e che si debba chiudere questa fase storica. Pensiamo che i meridionali debbano diventare un popolo e che, poi, i meridionali ed i settentrionali d’Italia debbano diventare un popolo e che, poi, gli europei debbano diventare un popolo … Non condividiamo, anche comprendendoli, sentimenti di rivincita, magari cruenti. Né ci sfiora l’idea di restaurare il passato. E’ evidente, però, che debbano cambiare i metodi che hanno fatto parte del vecchio modo di governare i popoli che coesistono nello stato italiano. E’ evidente anche che non siano pensabili soluzioni di tipo nazionalistico, come non sono pensabili soluzioni che escano fuori dalla logica di mercati sempre più ampi. E’, infine, evidente che non sia conveniente per chi è debole essere “contro”.

Ed ecco che la conclusione diviene premessa.

E’ logico essere “contro”? No! Decisamente! E’ logico essere “per noi”? … Noi pensiamo che dobbiamo impegnarci “per noi”, “contro” nessuno. E’ un segnale a noi stessi, un insegnamento.

Gli argomenti trattati in questi articoli saranno divulgati in un il libricino che si legge da due facce. L’altra “faccia” contiene una proposta di costituzione di un’Impresa che abbia nel profitto il suo fine.

La particolarità potrebbe risiedere nel fatto che il fine di questa Impresa sia anche il mezzo per arrivare, attraverso il miglioramento economico delle Imprese meridionali, al miglioramento delle popolazioni meridionali.

Questa prima “faccia”, vista in questa serie di articoli, è la componente “romantico-emozionale” di un Piano Industriale che potrebbe nascere anche grazie a questi articoli.

Questo lavoro è dedicato a tutti i combattenti per la Libertà del meridione d’Italia: a quelli che hanno dato la vita ed a quelli che continuano a combattere.

Ci siamo ispirati alla vita di Gandhi.

Così come Gandhi insegnò al popolo indiano, noi dobbiamo insegnare a noi stessi ad essere un popolo, un popolo orgoglioso di sé, della sua laboriosità ed anche dei suoi Prodotti.

Carmine De Marco 

fonte

Riscrivere la storia dei 135 anni di unità per fare l’Italia

2 Comments

  1. Sono un Milanese e vi seguo da tempo con piacere, convinto anch’io che la storia che ci raccontano sia una serie vergognosa di bufale.
    Occorre davvero costruire l unità del nostro popolo, date una occhiata al sito sottoindicato.

  2. Sono un Milanese completamente d’accordo sul fatto che lo storia che ci insegnano è una serie vergognosa di bufale.
    Vi seguo da tempo con piacere ed approvo il vostro proposito di riunire il nostro popolo superando le divisioni.
    Se la cosa è di vostro interesse le mie idee le trovate su
    http://www.democraziaefederalismo.it

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