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Risorgimento censurato

Posted by on Mar 6, 2021

Risorgimento censurato

AUTORI VARI, Brigantaggio meridionale e circondario cerretese
1799-1888, Atti del Convegno ASCC, Cerreto Sannita (BN), 1986

Il testo completo e dettagliato dell’analisi (contiene un elenco dettagliato dei dossier) è facilmente rintracciabile nelle biblioteche di numerose città. Puntualizzo che è uno studio per specialisti, i dati salienti furono ripresi da alcune interrogazioni parlamentari di differenti schieramenti e, estesamente e nel dettaglio, nell’interrogazione di Manna che Vi allego.

Arrivo al punto importante: la denuncia sulla verità storica di quegli anni è antica, Franco Molfese e Aldo Albonico non riuscirono a consultare i fondi militari e l’ultima denuncia di Giuseppe Clemente è del 2000. La breccia che riuscii ad aprire e che rilevò l’estensione della documentazione (150.000 documenti), ha fatto sì che un gruppo di studiosi diciamo unitari per “rimediare” alla falla, stiano preparando con i militari un testo che sarà pubblicato dallo SME (stato maggiore esercito) e che , a mio avviso, ripeterà l’operazione che il generale Cesari effettuò il secolo scorso: qualche documento disvelato ma una interpretazione retorica e tradizionale risorgimentale. Basti dire, a rilievo della questione, che dalle 5000 e passa fucilazioni ufficiali di contadini briganti si sia arrivati tra gli studiosi alle oltre 20.000(statistica per difetto), a cui bisogna aggiungere i soldati deportati e scomparsi…

In uno stato democratico vi dovrebbe essere il libero accesso per tutti e , ancor più, l’immissione su Internet (già avviene in molti archivi) di tutta la documentazione al riguardo. Suppongo, inoltre, che su altri punti oscuri (la deportazione dei soldati sconfitti da Gaeta a Genova e poi smistati a Fenestrelle e altre località) vi siano altri carteggi.

Posso garantirvi sulla mia esperienza diretta l’esistenza dei divieti interni di consultazione negli archivi dello stato maggiore esercito. Che fare, dunque? Le denunce ai convegni, le interrogazioni parlamentari, le richieste di tanti studiosi poco o nulla hanno ottenuto.

Rimane la possibilità che una ulteriore presa di posizione convincano “lor signori” ad avere il coraggio di pubblicizzare, come previsto dalle leggi archivistiche, tutti i documenti risorgimentali. Sicuramente qualche nome altolocato politico e militare cadrà dal piedistallo monumentale ma ne avremo una maggiore consapevolezza storica.

Inviate il vostro sdegno – se vi pare – ai deputati ( vedi www.Camera.it per le loro email), o al signor Ciampi la cui ultima visita in Sicilia ci ha lasciato ancor più perplessi: dopo la sua noiosa retorica sul Risorgimento senza alcuna profondità e analisi, ci tocca sorbire anche i suoi “consigli” a darci da fare.

Dopo la ultra centenaria strombazzata e ingannevole farsa di W I SAVOIA – ITALIA! ITALIA! la nuova commedia si chiama EUROPA!EUROPA!, naturalmente i dislivelli e gli sfruttamenti, la centralizzazione dei capitali e delle industrie rimane sotto il controllo degli eterni trasformisti CHE DETTANO LEGGE….

No, signor Ciampi punti il suo dito ammonitore dietro di Lei, noi non ne abbiamo bisogno e, ci faccia il piacere, non venga più al Sud per insultarci contornato da vassalli locali e lacchè.

LA MEMORIA DEI CONTADINI BRIGANTI NEL RISORGIMENTO

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
presidenza.repubblica@quirinale.it


E’stata molto significativa la cerimonia commemorativa della strage di Marzabotto. Tutti noi italiani abbiamo ammirato il Presidente della Republica tedesca che ha chiesto scusa alle vittime delle rappresaglie naziste.

Colgo l’occasione per richiedere, sulla scia delle note gramsciane dal carcere che richiedevano la verità sulle stragi dei contadini-briganti,che sia avviata una riflessione più profonda sul Risorgimento e che il presidente Ciampi, appassionato di quel periodo, commemori anche quelle vittime.

Sul Risorgimento rimangono irrisolti alcuni importanti problemi storici.

Tra i più rilevanti vi e’ quello del libero, incondizionato accesso agli archivi storici dello Stato Maggiore dell’Esercito che conservano la documentazione più importante sulla repressione militare delle rivolte delle migliaia di contadini-briganti che, sostanzialmente, furono strumentalizzati nello scontro politico-militare tra borbonici-clericali, moderati e democratici.

Nonostante le vigenti leggi archivistiche, le denunce degli studiosi del brigantaggio(Franco Molfese, Aldo Albonico, S.Gernone, Giuseppe Clemente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento, Michele Ferri ), la solidarietà di storici di valore quali Luciano Canfora,Franco Della Peruta , Eric Hobsbawm; le interrogazioni parlamentari presentate in passato(Accame-Pollice-Ronchi per la sinistra, Manna per la destra), la solidarietà dell’allora Presidente della Camera Violante e del senatore a vita Norberto Bobbio e di Diego Novelli,le denunce ai convegni storici, nonostante tutto questo i fondi archivistici militari giacciono sostanzialmente muti e silenziosi (piccole concessioni una tantum…) in via Lepanto 5, nel centro di Roma all’interno delle caserme militari dello Stato Maggiore…

Sembra inverosimile ma i documenti che riguardano la distruzione di interi paesi abitati e la fucilazione o la morte in combattimento di migliaia di italiani meridionali, subiscono quel che si può definire il “complesso La Marmor a”, vale a dire il generale che con l’intero stato maggiore diresse con il generale Cialdini la repressione militare nel Mezzogiorno post-unitario e che fu successivamente capo del governo.

Silenzio politico-militare che a distanza di 140 anni è una vergogna per il Paese e che si è ripetuto nei decenni successivi nelle repressioni interne e internazionali, E’ una censura che a mio avviso- può essere cancellata dalla informatizzazione e versamento su Internet (una democrazia archivistica) di tutti i documenti top-secret, esclusi quelli distanti al massimo 70 anni dai nostri giorni (una tolleranza amplissima…).

Ma sui fondi archivistici militari, sugli archivi dei servizi segreti, sulle vicende più oscure della nostra Storia si avrà mai il coraggio degli archivi militari americani consultabili sulle repressioni degli indiani del Nord-America e sulle vicende del Vietnam, dei francesi che possono indagare su Vichy e sulle vicende coloniali algerine, dei tedeschi sul loro passato nazista.

Il problema del “silenzio” della nostra cultura storica di destra e di sinistra sulle stragi interne e internazionali si lega al concetto retorico e falso “degli italiani brava gente” anche quando uccide e distrugge, saccheggia e conquista in patria, nelle colonie e nei Balcani.

Sarà possibile, in un domani non lontano, che il presidente della Repubblica Ciampi commemori le migliaia di vittime meridionali dell’esercito monarchico dei Savoia?

A proposito di quest’ultimi si spera che rientrando riportino in Italia l’archivio “famigliare” conservato a Losanna e che così come denunciato da Denis Mack Smith (La storia manipolata, Laterza,pp.91-97), conservava copia di tutti i principali documenti istituzionali di politica interna ed estera dalla metà dell’800 alla metà del ‘900. Un paese adulto sa analizzare le proprie zone d’ombra senza colpevolizzazioni, senza alcun uso distorto e ideologico della Storia.

Dott. Nino Gernone

https://www.eleaml.org/sud/sg/archivi.html

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