Alta Terra di Lavoro

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Rosa Mystica di Antonio Marchese

Posted by on Gen 11, 2022

Rosa Mystica di Antonio Marchese

                Sappiamo tutti che il nostro tempo è tutt’altro che incline alle profondità della simbologia tradizionale e di tutto quanto possa perpetuare, ispirando la vita quotidiana di ognuno di noi e la vita pubblica attuale, le più alte e nobili credenze dei nostri padri.

Mi riferisco, va da sé, alla religione cattolica e a quanto essa proclama, al suo progressivo confinamento entro ambiti privatistici, alla sua sempre più chiara riduzione alle sue dimensioni meramente assistenziali. Di tanto in tanto, però, assistiamo a novità -piccole cose, magari, ma significative- che ci richiamano alle più alte dottrine e ci motivano a tener viva la speranza.  

Parlando non molto tempo fa con Claudio Saltarelli, fondatore del sito che in questo momento mi ospita, il discorso cade su un dogma della Chiesa universale, che per tante e ben evidenziate ragioni storiche (tanto che ritengo del tutto superfluo ritornarvi) ha un legame speciale con il nostro Sud: parlo del dogma dell’Immacolata Concezione (1854). A quel punto non potevo non riandare al fatto che pochi giorni prima avevo ricevuto, e mai l’arrivo di un corriere m’era stato più gradito, due esemplari di Rosa Mystica, una splendida rosa realizzata da Antonio Marchese, ibridatore tra i più noti del momento. Il nome assegnato a questo fiore di straordinaria bellezza richiama, com’è evidente, un appellativo tradizionale della Vergine. È la rosa prescelta dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa nel 2005, in quanto vincitrice del concorso indetto per commemorare adeguatamente il centocinquantesimo anniversario (2004) della proclamazione del Dogma.

Perché ho parlato di tutto ciò? Perché questa rosa a fioritura continua, dal portamento a cespuglio ed alta fra gli ottanta centimetri e il metro, è un vero e proprio compendio di teologia. Quindi, anche oggi c’è tanto che ci fa andare al di là delle ambizioni terrene. Già la rosa è stata sempre associata ad incredibili valori simbologici, e su questo credo che ognuno abbia dei ricordi anche scolastici, questa però significa qualcosa in più perché più viva e vicina. Contemplarla significa contemplare alcune verità centrali della nostra fede. I suoi colori sono quelli del Rosario: il bianco dell’infanzia di Gesù e della purezza; il rosso della Passione di Nostro Signore; il giallo avorio della Sua Resurrezione. La rosa emana poi un profumo intenso. C’è bisogno di ricordare quanto il profumo sia legato alla santità?

                Ne ho comprati per il momento due esemplari in vaso, che sto seguendo facendoli crescere con la stessa attenzione che riservo alle cose più preziose. Quando le rose saranno ben cresciute (spero che vengano su bene e nei tempi giusti), lo spettacolo sarà simile a quello che vedete in queste fotografie e che preferisco non descrivere:

                A chi decidesse di acquistarne qualcuna, raccomando di spendere un po’ di più, ma di avere sempre la garanza del targhettino con lo stemma della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo. Quella piccola differenza di prezzo contribuisce poi a proseguire opere di beneficenza della stessa Diocesi. E anche questo non poteva mancare in un fiore di questa santità.

Fernando di Mieri

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