SAL DA VINCI IL DELIRIO CONTINUA
Di Lorenzo Piccolo
Le consigliere comunali del PD di Padova stanno sclerando: in una nota congiunta affermano che, rispetto alla vittoria di Sal Da Vinci, si sentono «disgustate, inorridite, scandalizzate, offese».
Secondo loro «siamo al paradosso, sublimazione del patriarcato medievale».
Il “sì” pronunciato davanti a Dio e per sempre rappresenterebbe una “negazione simbolica del diritto al divorzio e, più in generale, dell’autonomia delle donne all’interno delle relazioni sentimentali”.
La canzone di Sal Da Vinci «è da denuncia, altro che vittoria».
In particolare, per la consigliera comunale Caterina Coppo: «Si presenta una canzone con testo retrogrado e patriarcale e poi si invita Cecchettin a parlare di Giulia. Ipocriti».
ORA
In generale il PD è il partito dei disvalori apolidi: odiano famiglia, tradizioni, senso di appartenenza, identità. Un partito di snob schifapopolo.
Se poi il PD è quello di Padova e il popolo schifato è quello napoletano, il tutto è all’ennesima potenza.
Per di più è lo stesso partito che ha fatto le leggi e le riforme costituzionali alla base di quell’apartheid di stato anche noto come autonomie differenziate.
Che queste italopiteche sclerino e si strappino le vesti per la vittoria di un napoletano è solo una gioia dell’anima.
Ringrazio di cuore Sal Da Vinci per averci regalato questa ulteriore soddisfazione.
















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