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San Carlo di Napoli: storia del teatro più antico d’Europa

Posted by on Set 6, 2018

San Carlo di Napoli: storia del teatro più antico d’Europa

Ha 281 anni ma se li porta magnificamente, è sopravvissuto a incendi e guerre, fu voluto da Carlo III… di Borbone e fu inaugurato il giorno del suo onomastico. Il teatro San Carlo, orgoglio partenopeo, continua a incantare il pubblico di spettatori e ad attrarre i massimi esponenti della lirica e del balletto: ecco tutto quello che si deve sapere sulla sua storia.

Che sia il teatro più antico di Europa è cosa nota, che si trovi a Napoli altrettanto, che Stendhal lo descrisse così: “Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita. Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea”, è stato forse già scritto. Ma nessuno ha mai ancora trovato parole esaurienti per descrivere la bellezza e la magnificenza di quello che fu il simbolo di una Napoli che rimarcava il suo status di grande capitale europea e che tutt’oggi mantiene un fascino senza eguali. D’altra parte, non è un caso che il teatro porti proprio il nome a Carlo III di Borbone che desiderava per la sua città un luogo che rappresentasse le arti. Così come non è un caso che per l’edificazione del teatro fosse scelta Piazza del Plebiscito, luogo simbolo della città, adiacente a Palazzo Reale da cui il sovrano attraverso una porta aveva accesso diretto al palco reale, evitando così di uscire per strada. Insomma tante sono le cose che ancora forse non sapete sul San Carlo, dove tra gli altri si sono esibiti Pavarotti, Verdi, Puccini Paganini e Carla Fracci. Qui di seguito proviamo a svelare qualche curiosità sul teatro, partendo proprio dalla sua nascita.

Ben prima della Fenice di Venezia e della Scala di Milano, il Teatro San Carlo è stato costruito nel 1737, per volontà del Re Carlo III di Borbone. Il progetto fu affidato all’architetto Giovanni Antonio Medrano, Colonnello Brigadiere spagnolo di stanza a Napoli, e ad Angelo Carasale, il quale completa la “real fabrica” in circa otto mesi con una spesa di 75 mila ducati. Ed è proprio in onore del sovrano borbonico che avviene l’inaugurazione la sera del 4 novembre, giorno dell’onomastico del sovrano, con l’Achille in Sciro di Pietro Metastasio.

L’incendio

Nella notte del 13 febbraio del 1816 un incendio devasta l’edificio del Massimo napoletano. Rimangono intatti soltanto i muri perimetrali e il corpo aggiunto. La ricostruzione, compiuta nell’arco di nove mesi, è diretta da Antonio Niccolini, che ripropone a grandi linee la sala del 1812. L’architetto toscano ne conserva, infatti, l’impianto a ferro di cavallo e la configurazione del boccascena.

“Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più bravo del Reame?”. Beh, per stabilire se lo spettacolo e l’artista esibitosi sul palco erano stati di gradimento e quindi degni di applausi, bisognava attendere il placito del re. Motivo per cui ogni palco del teatro ha, in una delle pareti laterali, uno specchio adeguatamente inclinato per riflettere il palco reale. Nessuno spettatore poteva applaudire o chiedere un bis prima che lo facesse il re.

Con gli occhi alll’insù

Se visitate all’interno il teatro, colti dalla magia che diffonde, prendetevi un attimo per alzare gli occhi al cielo e ammirare il magnifico soffitto con Apollo e Minerva, bellissimo e ancora esistente, dipinto da Giuseppe Cammarano. Nel 1872, su suggerimento di Giuseppe Verdi, fu costruito il golfo mistico per l’orchestra, mentre nel 1937 fu ideato il primo foyer collegato, tramite uno scalone ai giardini reali dell’adiacente palazzo.

Patrimonio dell’umanità
Il Teatro San Carlo di Napoli è stato inserito dall’Unesco nell’elenco dei monumenti considerati Patrimonio dell’Umanità, grazie anche all’ultimo restauro del 2010 con cui lo storico edificio ha acquisito un aspetto ancora più moderno e funzionale. La struttura può ospitare un pubblico di quasi 3000 persone, ha un palcoscenico di più di 30 metri ed è considerato dalla critica il teatro più bello del mondo.

Informazioni sulla visita al Memus

Orari: Da martedì a sabato dalle 9.00 alle 19.00, domenica dalle 9.00 alle 15.00
Indirizzo: Palazzo Reale di Napoli
Contatti: sito ufficiale: http://memus.squarespace.com

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