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Santa Maria Francesca e la sedia simbolo della fertilità

Posted by on Set 23, 2025

Santa Maria Francesca e la sedia simbolo della fertilità

La Chiesa di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, nei Quartieri Spagnoli, conserva ancora oggi una sedia miracolosa

Uno dei desideri di una donna è sicuramente quello di diventare madre. Un figlio che in meglio stravolge la vita fino a renderla speciale. Ma tante sono le donne che pur provando ad avere una gravidanza sono attanagliate da mille difficoltà.

Questa è la storia di Lorenzo e Maria che dopo diversi tentativi medici, presi dallo sconforto, decidono di andare in Russia per adottare un bambino. Circa venti anni fa la burocrazia scorreva più velocemente, soprattutto nei Paesi dove la guerra faceva da padrone e gli orfanotrofi erano pieni di bambini che cercavano una famiglia amorevole.

Il lungo viaggio di Lorenzo e Maria, dopo tante peripezie e percorsi medici seguiti, giunge finalmente a destinazione in un piccolo paese della Russia centrale. Insieme al loro avvocato avevano sottoscritto decine di documenti assumendosi la responsabilità dell’adozione.

Rientrarono in Italia con un bambino dai capelli biondi e gli occhi marroni, somigliante proprio a Maria, la madre adottiva. La scuola, le feste con gli amici, lo sport e i viaggi riempirono i primi anni di vita di Giulio, un bambino che appena arrivato in Italia fu contornato d’affetto e dal calore familiare a cui non era abituato.

Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe

Ma a Maria e Lorenzo mancava un ultimo tassello per essere felici, un figlio proprio, dalla nascita. Ed è per questo che dopo aver consultato per anni diversi specialisti si rivolsero a Santa Maria Francesca. Un giorno d’inverno partirono da Caserta per raggiungere i Quartieri Spagnoli, avevano sentito parlare di questa Santa miracolosa ma non avevano mai creduto fino in fondo alla possibilità che avrebbe potuto realizzare l’ultimo dei desideri.

Ai Quartieri Spagnoli nel centro storico di Napoli, infatti, c’è un piccolo santuario, dedicato a Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù Cristo. Vicino alla chiesa, dove riposa il corpo della Santa, c’è la casa dove Santa Maria Francesca visse gli ultimi trentotto anni della sua vita, diventata un piccolo Santuario metà di pellegrinaggio di tantissimi fedeli che arrivano da Napoli e da tutto il mondo.

La Santa si chiamava Anna Maria Gallo ed è Compatrona di Napoli. Oggi Santa Maria Francesca è considerata dai fedeli la “Santa della Maternità“.

La sedia della Santa

Tantissime donne che vogliono diventare madri e che hanno incontrato problemi, dopo essere andate al santuario e pregato con le suore sedute sulla sedia della fertilità, hanno realizzato il loro sogno di avere un bambino. Da allora i fedeli hanno iniziato a frequentare il santuario per chiedere alla Santa di intercedere per loro: il percorso verso la stanza della sedia è pieno di coccarde rosa e azzurre e di altri ricordi per ringraziare la Santa per la grazia ricevuta.

Maria e Lorenzo entrarono in casa di Maria Francesca e, dopo una lunga preghiera, la donna si sedette sulla sedia benedetta, andarono via con la speranza nel cuore. Dopo diversi mesi Maria scopre di essere in attesa di una gravidanza serena: il secondo bambino, un altro maschio, Francesco, in onore della Santa.

Dopo qualche mese dalla nascita i due coniugi coniugi con entrambi i figli ritornarono presso la casa della Santa ai Quartieri Spagnoli con un fiocco azzurro. Lo appesero insieme agli altri, ai numerosi fiocchi che la magica casa contiene in ricordo di tutte le nascite. Felicissimi per questa grazia ricevuta, si, perché tra il popolo napoletano quando la scienza termina i suoi poteri, la fede la fa da padrone.

Ancora oggi, a distanza di tempo, non sappiamo quale forza sovrumana spinge i nostri destini ma il napoletano si aggrappa a qualsiasi spiraglio per raggiungere il proprio obiettivo. Sta di fatto che ogni giorno questa stanza dedicata a Maria Francesca è piena di donne che hanno difficoltà a procreare e quasi tutte ritornano con un fiocco rosa o azzurro a seconda del sesso del bambino, in segno di riconoscimento.

La felicità a Napoli viene condivisa e c’è sempre qualcuno da ringraziare per la riuscita di qualcosa.
Tra sacro e profano nella città partenopea si realizzano i desideri di tutti.

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