Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Sant’Antonio Abate, Cicciano e Tonino ‘O Stocco

Posted by on Gen 14, 2026

Sant’Antonio Abate, Cicciano e Tonino ‘O Stocco

La musica popolare da qualche anno vive un periodo di forte mediocrità per una serie di concause che non analizzo in questo contesto ma che non deve preoccupare più del dovuto perché in tutte le dinamiche umane i cicli positivi storicamente si alternano con quelli negativi, come quello che stiamo vivendo ora. Il motivo principale è che nell’ultimo periodo la tradizione non è conseguente all’identità come anche nelle feste religiose “comandate” che in molti casi sono diventate degli eventi funzionali all’esibizione di chi cerca un posto al sole nel mondo della musica pur non avendo capacità artistiche e antropologiche adeguate. Nell’ultimo periodo, però, c’è la volontà di ritornare a vivere le feste popolari religiose come si faceva una volta come potrebbe accadere sabato 17 gennaio 2026 a Cicciano, oggi in provincia di Napoli ma per secoli in Terra di Lavoro, dove il popolo festeggerà Sant’Antuono (Sant’Antonio Abate) a ritmo di Tammurriata. Chiunque ha voglia di esibirsi ha la possibilità di cantare e suonare condividendo con i presenti momenti di convivialità nel pieno spirito dell’aristocraticità popolare e nella sacralità della festa. Questo è quello che mi ha detto Antonio Esposito in arte Tonino ‘O Stocco, che già ci ha onorato di una intervista, in una chiacchierata di qualche giorno fa in cui non mancano toni polemici di cui non vi anticipo nulla e che di seguito propongo. Prima di invitarvi a vedere il video posso affermare che ancora una volta ho avuto conferma che la civiltà popolare napolitana risponde a delle regole ben precise avendo dei propri codici, delle proprie leggi e delle proprie consuetudini, il tutto consegnato all’eternità nonostante la guerra che da oltre due secoli gli ha mosso la borghesia che cerca di creare una propria identità e formare una cultura pensando che basta calarla dall’alto per diffonderla nella sociale ma alla fine scimmiotta il mondo popolare scadendo nel provincialismo e in certi aspetti nel ridicolo perché mai potrà avere la sua aristocraticità se non passano svariati secoli.           

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.