Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

SIAMO IL DISTILLATO DI MILLENNI, SIAMO NAPOLI

Posted by on Dic 23, 2025

SIAMO IL DISTILLATO DI MILLENNI, SIAMO NAPOLI

QUI NON SI CANCELLA NIENTE. QUI TUTTO SI SOMMA. SIAMO UNA GRANDE FRATRIA. NAPOLI, RICORDA CHI ERAVAMO.

“Napule Nun to scurdà.

A Napoli niente comincia da zero.

A Napoli niente viene cancellato.

Qui tutto si sovrappone.

Questa città non nasce:

Esiste.

Si rifonda, strato su strato.

Sangue su sangue.

Mito su mito. Sempre!

Quando Falero eroe argonauta arriva dal mare,

qui c’era già qualcuno.

C’erano gli Osci.

Prima ancora gli Opici.

Popoli della terra, non dei palazzi.

Popoli che vivevano anche loro di fratrie,

di legami, di appartenenza.

Poi arrivano i Greci.

E non cancellano:

si aggiungono. E furono così Hellas Grecia. Magna.

Falero non viene a comandare.

Falero riconosce questa gente e questa terra come qualcosa a cui appartiene. Fonda un faro,

illumina un punto, è l’approdo dell’eroe non la sua genesi.

Riconosce una terra viva e sacra.

Si ritrova in un popolo che esiste già, i propri avi erano un tutt’uno.

Falero è ritornato dopo tante vite.

Uno che arriva ed entra a fare parte,

non si sovrappone.

Parthenope. Muore perché perde una gara di canto, di amore, diventa il corpo della città.

La sirena è la voce che lega mare e terra e cielo. Che pur morendo diventa terra su cui vivere.

Parthenope non è una favola.

È una madre.

Come lo era ancora prima Opi, Ops.

È la traduzione greca di un culto più antico,

tellurico,

radicato nella terra.

Che è sempre stato lì, prima di ognuno.

E lo capisci ancora oggi.

La Madonna di Piedigrotta

non nasce dal nulla.

È la continuazione della Madre, di Opi, Canefora, Parthenope, sirena.

Cambiano i nomi,

cambia il vestito,

ma nelle viscere è la stessa cosa. Sempre.

Qui non si inventa niente.

Qui si custodisce.

Come San Gennaro, già generale di un esercito di lazzari eredi delle fratrie, figli dei sedili di Napoli.

San Gennaro, non è martire

è figlio di questa terra. Morendo diventa mito.

È erede della gens Januaria,

di Giano bifronte,

quello che guarda con un volto il passato e con l’altro il futuro. Il presente non lo guardi qui a Napoli epicureamente lo devi solo godere, senza analisi, quel tempo non ha altro tempo che l’essere vissuto.

Napoli è così:

passato,

futuro. L’oggi.

Mai spezzata.

E pure nel presepe lo vedi.

Il Bambino nasce

sotto la colonna greco-romana. Nasce a Napoli.

Perché a Napoli pure un Dio,

quando nasce,

nasce dentro la storia,

Tra la sua gente.

non fuori. Mai estraneo. Quello che non ci appartiene è nemico. Sempre.

Qui tutto si somma.

Mai una rottura.

Mai una cancellazione, si sovrappone. Sempre.

Arriva Roma? Il mondo si latinizza, a Napoli vengono ad imparare il greco.

Napoli da Roma tiene il diritto.

Arriva il caos barbarico?

Napoli non si piega.

I Longobardi non ci hanno mai messi sotto.

Unici a custodire il diritto romano.

E quando Federico II deve rifare l’Europa col diritto,

dove va?

A Napoli.

Perché qui il diritto romano

non era morto.

Era vivo nelle fratrie,

nelle consuetudini,

nel popolo.

Il Ducato di Napoli vive

negli stessi confini

degli Osci,

degli Opici,

dei Greci

e nella futura Napoli città autonoma.

Non è un caso.

È continuità.

E oggi ci chiamano problema.

Ci chiamano rischio.

Ci vietano,

ci controllano,

ci criminalizzano.

Ma non hanno capito una cosa.

Noi non siamo individui sparsi.

Noi siamo fratria. E se attaccano la

Curva, il rione, il quartiere, attaccano il suo popolo.

Nessuno vince contro il popolo.

Gli ultras per me non sono folklore.

Sono memoria vivente.

Sono una delle ultime forme di comunità aggregativa che non si è fatta addomesticare del tutto. Che resiste.

A Napoli si cambia abito

a seconda del tempo.

Greco, romano, cristiano, moderno.

Ma sotto,

sotto siamo sempre quelli,

Siamo sempre come ci ha fatto mammà.

Uguali da millenni.

Orgogliosi.

Sanguigni.

Comunitari.

Falero continua ad approdare

ogni volta che ci riconosciamo.

Parthenope continua ad ospitarci.

Vesevi che per chiunque sarebbe una minaccia, qui è un gigante confortante, e quando sarà finirà con il fuoco, come il sangue che abbiamo nelle vene.

ogni volta resistiamo.

San Gennaro ci guarda

da due lati,

come sempre.

Virgilio ha posto un uovo sotto al castello e protetto Napoli con riti magici. Santa Patrizia scelse di essere santa qui e non imperatrice lì, mai capitale di imperi, sempre custodia di civiltà. Pronti a morire per come siamo nati.

Napoli non si divide.

Napoli non si vieta.

Napoli non si addomestica.

Perché qui

non si inventa niente:

Qui, si appartiene.

E noi apparteniamo a Napoli.

Forza Napoli. Sempre!

Gigi Lista

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