Alta Terra di Lavoro

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“Siamo un gruppo di studenti dell’Università La Sapienza e vorremmo rispondere alla Sua lettera”

Posted by on Set 10, 2021

“Siamo un gruppo di studenti dell’Università La Sapienza e vorremmo rispondere alla Sua lettera”

(n.d.r. la lettera della rettrice è consultabile qui: https://www.uniroma1.it/it/notizia/lettera-della-rettrice-alla-comunita-studentesca-sulla-ripresa-delle-attivita-0) – rivolta alla Comunità studentesca, con cui Ella ci informa che il piano vaccinale deciso dal Governo è l’unica via d’uscita dalla pandemia.


E’ con un senso di profonda delusione che rileviamo come tale argomentazione, portata avanti dal Governo e dai media a reti unificate, venga riproposta in ambito accademico con una modalità assertiva volta a negare qualsiasi opinione che possa anche solo mettere in dubbio l’assunto su cui essa si fonda.
Come Lei sa, da medico e donna di scienza, il progresso delle conoscenze passa attraverso l’analisi obiettiva e trasparente delle evidenze scientifiche, che tenga in debito conto le posizioni critiche, minoritarie e dissenzienti.
Poiché, in qualità di studenti della Sapienza, abbiamo avuto il privilegio di apprendere questo metodo nelle aule di uno dei più antichi Atenei del mondo, non possiamo fare a meno di rilevare che, ad oggi, le evidenze scientifiche disponibili contraddicono le apodittiche affermazioni del Governo, tenuto conto del semplice fatto che, nel corso del mese di agosto 2021, si è registrato un numero di contagi e di decessi superiore rispetto a quello registrano nel mese di agosto 2020.
Questa semplice evidenza sembra confermare l’opinione, ormai largamente diffusa tra la popolazione, che il Green Pass rappresenti uno strumento di natura politica, più che di natura sanitaria, e che detto strumento sia volto, prioritariamente, a spingere gli italiani verso la vaccinazione di massa, aggirando in modo surrettizio l’art. 32, secondo comma, della Costituzione.
La stessa campagna vaccinale ha ormai messo in luce i rischi dei vaccini immessi in commercio dall’Unione europea in aperta violazione dei principi di precauzione, di consenso informato, di beneficienza, di non maleficenza e di giustizia; e confidiamo nel fatto che la Magistratura opererà per accertare il nesso di causalità tra vaccinazioni e reazioni avverse.


A questo punto non possiamo fare a meno di chiederLe se Lei sarà disposta, in quanto donna di scienza e in quanto medico, a prendersi la responsabilità di avallare uno strumento scientificamente rischioso e politicamente liberticida come il Green Pass, che peraltro determinerà il collasso della società civile come fino ad oggi ci è stato dato di conoscere, o se, invece, vorrà mettere argine a questa deriva.
Perché è evidente, Magnifica Rettrice, che, nel caso Lei scegliesse di avallare lo strumento del Green Pass, noi studenti saremo costretti a cercare altri luoghi, diversi dalla Sapienza, dove la ricerca, la conoscenza e la cultura si ispirino ai principi che il Green Pass intende sopprimere.
La ringraziamo per l’attenzione e la salutiamo cordialmente.”))

1 Comment

  1. Io tuttavia non riesco a capire come il green pass impedisca la cultura…Non vedo la relazione, anche se personalmente ero contraria a farmi vaccinare e alla fine sono stata costretta a farlo per poter frequentare la mia cerchia tutta vaccinata senza sgradevoli conseguenze, contrariamente a me che dal vaccino ho ereditato un’infinita “stanchezza”…prevista peraltro dal bugiardino!..ma mi viene anche il sospetto che vi abbia influito a procurarmela la mia contrarietà a vaccinarmi… Considerazione comunque che ci riporta al detto “chi e’ causa del suo mal pianga se stesso”… pero’ sono ancora viva, il che significa che comunque non si muore di vaccino…e se e’ la chiave per la liberta’ di movimento, occorre metterlo in conto…caterina ossi

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