STORIA E SETTE SEGRETE: BRUNETTA CELEBRA LA PIMENTEL FONSECA

Il presidente del CNEL (Consiglio Nazionale dell’ Economia e del Lavoro) Renato Brunetta ha fatto illuminare in rosa il 20 agosto scorso la facciata di Villa Lubin, sede dell’ organismo consultivo a Roma, in memoria della giacobina Eleonora Pimentel Fonseca, definita in un comunicato “una delle figure piu’ importanti della nostra storia civile e culturale”, a 227 anni dalla morte.
Appartenente a una famiglia portoghese la Fonseca era stata accolta alla Corte di Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina, dei quali si era guadagnata la fiducia, e aveva composto sonetti e composizioni poetiche per il loro matrimonio e per la nascita dell’erede Carlo Francesco. Era stata nominata curatrice della biblioteca di Maria Carolina. Nel 1798 in un sonetto paragonò Ferdinando IV a Numa e ad Alessandro Magno.
Attirata nei circoli illuministici e, con ogni probabilità, affiliata alla massoneria, tradì i Borbone e aderì alla repubblica giacobina del 1799, sostenuta dalle armi francesi. Sul giornale da lei diretto, “Il Monitore”, incitava a massacrare senza pietà il popolo napoletano e gli insorti realisti. Dopo la vittoria dell’ Armata Cristiana e Reale del Cardinale Ruffo, fu processata come “rea di Stato” e impiccata.
Ma perché Brunetta, un ex socialista consigliere di Craxi, poi passato a Forza Italia, che presiede un ente con pura funzione consultiva come il CNEL, ritenuto da molti inutile, del quale è stata chiesta piu’ volte la soppressione, noto soprattutto per aver tentato di aumentare a novembre 2025 il suo stipendio annuale da 250 mila euro a 310 mila euro (tentativo bloccato dal Governo per le forti proteste) celebra un personaggio che la storiografia idealista e anche quella marxista considerano in realtà secondario, così come secondaria è stata considerata a lungo l’ effimera repubblica giacobina, un Governo fantoccio che si reggeva sugli invasori francesi ?
In due articoli apparsi sull’ agenzia “Corrispondenza Romana” (1965-1966; 26.8./6.9. 2026) lo studioso della massoneria P. Paolo M. Siano scrive, citando un rapporto del Ministero dell’ Interno del 1913, conservato all’ Archivio di Stato -fondo Ministero dell’ Interno:
“ La Carboneria (….) rimonta alla caduta della Repubblica partenopea nel 1799 e poi ebbe una parte importante e nella storia italiana e nella storia del partito repubblicano”.
C’è un filo rosso che unisce i settari del 1799, illuministi, giacobini (spesso si trattava delle stesse persone) al cosiddetto Risorgimento e che arriva ai partiti politici nazionali, una solidarietà tra affiliati che si onorano tra loro e mandano segnali ai fratelli di loggia con gesti dal valore simbolico.
Comprendere che c’è una storia occulta fatta da esoteristi e settari dietro la narrazione ufficiale è essenziale per comprendere quanto c’è di apparentemente inspiegabile nella politica dell’ Italia unificata.



