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SUL PROGETTO DI UN TRATTATO DI COMMERCIO TRA LA REAL CORTE DELLE DUE SICILIE E QUELLA DELLA GRAN BRETTAGNA

Posted by on Gen 26, 2022

SUL PROGETTO DI UN TRATTATO DI COMMERCIO TRA LA REAL CORTE DELLE DUE SICILIE E QUELLA DELLA GRAN BRETTAGNA

Pubblichiamo i lavori della Commissione del 1839 “SUL PROGETTO  DI UN TRATTATO DI COMMERCIO  TRA LA REAL CORTE DELLE DUE SICILIE E QUELLA DELLA GRAN BRETTAGNA?.

Ad un nostro commento preferiamo riportare quanto scrisse Ernesto Pontieri (Cfr. Il riformismo borbonico nella Sicilia del sette e dell’ottocento ERNESTO  PONTIERI – ESI,  Napoli  1965):  

“Preso tra due correnti opposte, quella colbertista, che col marchese di Pietracatella arrivava all’estremismo, e quella libero- scambista, che aveva pure essa un rappresentante assai acceso nell’animoso principe di Cassaro; premuto in diverso senso da una parte da esponenti della classe agricola, ch’era favorevole al trattato, e dall’altra da esponenti della classe industriale ch’era contraria, Ferdinando II fece tacere la sua intima anglofobia e, sorretto dal buon senso, accolse il parere della maggioranza della commissione da lui interpellata. In altri termini, egli ordinò che si continuassero i negoziati con la Gran Bretagna, attenendosi ai temperamenti suggeriti dalla commissione: come il lettore avrà da sé notato, tali contemperamenti tendevano ad armonizzare le esigenze dell’economia dello Stato napoletano con i nuovi criteri che venivano regolando gli scambi internazionali.

I negoziati, interrotti dalla faccenda degli zolfi e dal correlativo inasprimento delle relazioni diplomatiche tra Londra e Napoli, furono ripresi nel giugno del 1842. E ancora una volta l’iniziativa partì dal Foreign Office, dal quale vennero esternate le più favorevoli disposizioni nella speranza di arrivare ad un miglioramento e ad un’intensificazione dei rapporti commerciali tra le due Nazioni.

Scriveva il principe Ruffo di Castelcicala, ministro napoletano a Londra — ove da poco era venuto con la missione di conciliare i due governi — al principe di Scilla, che aveva preso il posto del principe di Cassaro nella direzione del dicastero degli Esteri, che nella capitale del Regno Unito «si teneva moltissimo», e non solo nei circoli governativi, «a ristabilire su di un bel piede fra i due paesi le relazioni di antica amicizia e che si teneva anche moltissimo alla stipulazione del trattato».?

NAPOLI

MAGGIO

1839

fonte

https://www.eleaml.org/ne/stampa2s/1839_progetto_trattato_commercio_Due_Sicilie_Gran_Brettagna_2016.html

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