Superstizione a Napoli? No, ma quando mai!
Prevenzioni e rimedi, la convivenza di Napoli con la superstizione
A Napoli ci sono solo un migliaio di semplici accortezze a cui far riferimento: posizionare il pane sempre nel verso giusto quando si è a tavola; non spazzare mai sui piedi di un altro perché rischia di non sposarsi; non accostare la stessa scopa sull’orlo della tavola; non aprire l’ombrello dentro casa; non poggiare il cappello o i soldi “dove si mangia” o sul letto…
Cos’è la scaramanzia?
La scaramanzia è una forma di superstizione che permette, attraverso gesti specifici, di allontanare la sfortuna o, come si dice a Napoli, la jettatura. A Napoli è un’arte a parte, frutto di tramandi antichi che ebbero maggiore sviluppo forse verso la fine del ‘700.
Per qualche strana ragione, è come se in questa città “o’ maluocchio” cogliesse cchiù forte! Per questo i suoi cittadini devono escogitare tutte le strategie possibili per far fronte alla sfortuna.
Non appena qualcosa cominci ad andare storto nella vita dei napoletani, si dà il via ai riti più assurdi: posizionare il sale in vari punti della casa, armarsi di cornicielli e ferri di cavallo, appendere le cape r’aglio o mangiarne uno spicchio a digiuno. Esistono, inoltre, anche delle donne napoletane, solitamente anziane, che si dice siano popolari proprio per la loro funzione di fare “magie”; in casi più estremi alcuni superstiziosi si rivolgono a loro per farsi curare il malocchio.
Superstizione e religione
L’assurdità e il controsenso sta nella capacità del popolo di essere fortemente cattolico e allo stesso tempo fortemente scaramantico.
Passeggiando tra le botteghe di San Gregorio Armeno, si potrà ritrovare nella maggior parte di esse, l’esposizione dei corni affiancata all’immagine dei Santi, come se il sacro fosse sempre andato a braccetto con il profano.
In realtà, per chi non lo sapesse, non c’è una ragione storica di unione, al contrario, la Chiesa si è sempre dimostrata contraria a qualsiasi tipo di comportamento scaramantico… è solo che a Napoli “non si sa mai, qualcuno ci deve pur proteggere”!
E proprio a questo proposito, non sia mai che San Gennaro non faccia il miracolo! Secondo la credenza, con il mancato scioglimento del sangue del Santo, eventi indesiderati rischierebbero di incombere senza rimedio sulla città.
Consapevolezze
È molto importante sapere che il più delle volte il napoletano tenta di nascondere la sua natura scaramantica.
Quando gli verrà posta la domanda: “Sei superstizioso?” , non risponderà mai con un secco Sì.
La realtà è che a questo quesito avevano già risposto i fratelli De Filippo, i quali seppero interpretare alla perfezione il pensiero della gente: “Non è vero… ma ci credo” dalla famosa commedia del 1942 di Peppino De Filippo e “Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male” del mitico Eduardo.
Motivo per il quale, mentre sei davanti ad un caffè a raccontare un tuo successo ad un amico e lui risponde “beato te”, con fare disinvolto e di nascosto, male non fa toccarti i genitali, perché come sopracitato, non si sa mai!
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