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TEATRO RITROVATO DEL MONTE SAN NICOLA A PIETRAVAIRANO

Posted by on Set 25, 2025

TEATRO RITROVATO DEL MONTE SAN NICOLA A PIETRAVAIRANO

Il Teatro Tempio San Nicola nasce presumibilmente in età ( Romana-Repubblicana 509-343 a.C.) unico nel suo genere sopratutto per il suo posizionamento in altura ( quota 450 slm circa). Si tratta di fortificazioni di varia tipologia e grandezza con mura in opera poligonali che si caratterizzano lungo le dorsali ad una quota che va dai 300-600 metri. Arroccate su posizioni elevate esse dovevano rappresentare l’elemento più caratterizzante del paesaggio antico, perlomeno in epoca preromana.

Spesso si tratta di strutture complesse, e documentano una stabile occupazione dei siti, connesse alla esigenza di sfruttamento e di sorveglianza del territorio e delle vie di comunicazioni. si ha l’impressione che tali strutture siano poste in reciproca connessione , al fine di assicurare un effettivo ed efficace controllo su tutto il comprensorio. Esse siano parte di un organismo sistema di gestione e controllo del territorio, la cui genesi e il cui sviluppo, se non determinati dalle vicende delle guerre sannitiche, furono da esse sollecitati e comunque ad esse collegate. In prossimità del lato ovest del monte San Nicola viene scoperta la cinta fortificata preromana, la presenza di tale sito già segnalato da esperti e studiosi locali, è stata in anni più recenti messa in luce da D.Caiazza* . Il Tempio si pone nel punto più alto dell’altura al centro di una terrazza artificiale grosso modo quadrata che ne ha regolarizzato il profilo e che appare su tutti i lati delimitata da un muro di sostruzione si innestano setti murari in opera incerta , pertinenti forse a una sistemazione in forme monumentali dell’accesso all’edificio sacro. dell’alzate del tempio non rimane nulla, ma la planimetria interne dell’aedes risulta ancora ben leggibile. Del Teatro il settore meglio riconoscibile è rappresentato dall’edificio scenico, conservato a livelli di iposcenio, è comunque è tutt’ora caratterizzato dalla presenza dei paraskènia ; di esso uno è ancora in buona misura preservato in elevato per una ragguardevole misura. Quanto alla caveia, è abbastanza agevole per poter distinguere e seguire l’andamento degli analemmata, ovvero i muri di contenimento della stessa specialmente quelli frontali, rettilinei, mentre più improbabili appaiono le gradinate; la caveia , a forma di emiciclo, si presenta in ogni modo addossata al pendio, di cui sfrutta l’inclinazione. La tecnica edilizia impiegata sembra essere opera incerta, realizzata con scapoli di calcare locale, di grosse e medie dimensioni, appena sbozzati, uniti da tenace malta, rappezzati con rari blocchi di tufo. LA SCOPERTA DEL TEATRO – TEMPIO “SAN NICOLA” DI PIETRAVAIRANO (LA DESCRIZIONE SCOPERTA FATTA DA NICOLINO LOMBARDI *) Ero già stato su questo versante del monte Urlano, per visitare la cinta megalitica che percorre la cresta del monte San Nicola e avevo già fotografato i ruderi del complesso tempio – teatro in un momento in cui si presentavano nudi a causa di un incendio, ma la mia attenzione era stata carpita dalla regolarizzazione della cima a mt. 326, la “nghianatella”, immediatamente a monte della frazione Sant’Eremo di Pietravairano e poi, francamente, non avrei mai pensato, che addirittura un teatro, spesso evidente, potesse essere sfuggito all’attenzione dei frequentatori del posto, sebbene disinteressati a queste strutture e poco allenati a vederle. È un periodo in cui non riesco a dedicare più molte energie al volo e solo di tanto in tanto mi reco al campo, più che altro per non perdere il contatto con gli amici e la familiarità con la macchina volante, ma non si può certo restare a casa in una mattinata come quella del quattro di febbraio (4) dell’anno 2000, una di quelle mattinate come ce ne sono poche in un anno, di quelle senza vento ma luminose, fredda, adatta al volo ed alla foto, con la nebbia distribuita a strati livellati sui meandri del Fiume, una mattinata con un po’ di tempo libero e tante cose da fare. Quella mattina volevo fotografare Marzanello, la chiesa di Santa Mennea a Gioia ed una frana in partenza, sempre a Gioia, sulle colline argillose che si trovano a sud dell’abitato. Anche questa volta, nel sorvolare la zona di Pietravairano, guardo al monte Urlano, soprattutto per cercare di capire l’andamento del muro megalitico che percorre il versante sud della montagna, in località San Nicola e osservo i ruderi del teatro, ma con scarso interesse, in quanto per il passato mi ero fatto l’idea che appartenessero ad un edificio di età medioevale. Questa volta, però, la “symmetria” salta immediatamente all’occhio e in un baleno è tutto chiaro: il tempio e il teatro mi sembra addirittura di vederli, col colonnato ancora in piedi e le ampie gradinate colme di spettatori. Ci torno e ci ritorno sopra per fare foto a diverse altezze e ogni cosa è sempre più chiara. A casa poi, vado immediatamente a rispolverare le foto prese in altre occasioni e, proiettandole, mi chiedo come ho fatto a non capire prima. Nel caso di Pietravairano queste due strutture della Civiltà del Mediterraneo, denunziate all’affioramento di tracce di muratura, le ritroviamo insieme, probabilmente pensate insieme e quindi fuse in un unico edificio, razionale e carico di senso religioso e perfettamente inserite nel contesto della natura circostante. Forse un odeon e, poco distante dal tempio, la cisterna e i resti del caseggiato, un po’ come a Roccavecchia di Pratella, sulla sponda opposta del fiume Volturno. * NICOLINO LOMBARDI San Potito Sannitico, 15 febbraio 1957 Studioso, storico,Dirigente scolastico presso ISISS Pidimonte Matese (CE La conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale del Comune di Pietravairano sono uno degli obiettivi prioritari dell’azione politica dell’Amministrazione da me presieduta. Negli ultimi anni,infatti, numerosi eventi culturali (convegni,seminari,visite guidate ecc.) sono stati indirizzati verso la diffusione della conoscenza del patrimonio locale. Nel 2011, la stipulazione di un protocollo d’intesa tra il Comune ed il dipartimento dei Beni Culturali dell’Università del Salento, sotto la direzione scientifica del prof. Gianluca Tagliamonte, ha rappresentato un momento fondamentale per una più efficace azione di conoscenza e di valorizzazione del complesso archeologico del Monte San Nicola, vero fiore all’occhiello di tutto il territorio campano. Voglio ricordare,infine, che il Teatro-Tempio, oggetto negli ultimi anni di numerose campagne di scavo, dagli inizi del 2015 è sottoposto ad un consistente intervento di consolidamento e restauro, con l’obiettivo di garantirne la conservazione per le generazioni future ed una migliore fruizione ai turisti che – sono certo – giungeranno ancor più numerosi a partire dai prossimi mesi. Francesco Zarone, Sindaco di Pietravairano La storia Nel 2001 un appassionato di volo, il prof. Nicolino Lombardi, sorvolando la cresta del Monte san Nicola, notò alcune strutture parzialmente interrate che disegnavano la caratteristica forma semicircolare di un teatro. L’analisi delle foto, scattate in quella occasione, permise di identificare nel sito la presenza di un monumentale e scenografico impianto santuariale, costituito da un tempio e da un teatro disposti in asse su differenti livelli, entro un’area estesa poco meno di 3000 metri quadrati. Gli scavi archeologici, condotti dapprima dalla allora Soprintendenza per i Beni Archeologici delle provincie di Napoli e Caserta (2002), poi da questa insieme alla Università del Salento- Lecce (2005,2006,2007-2008), infine dalla Università del Salento (2012,2013,2014), hanno consentito di mettere in luce i grandiosi resti del complesso teatro-tempio e di datarne la costruzione a età tardo-repubblicana romana (fine II-iniz I sec. A. C.). Ubicato sulla cresta del Monte San Nicola (a quota 409m s.l.m.), il santuario era ed è inserito in uno scenario naturale di grande bellezza e valore paesaggistico: dalla terrazza del tempio lo sguardo spazia da Venafro e Presenzano a nord, fino a Mondragone a ovest, da Alife e al Monte Taburno a sud, sino al Massiccio del Matese a est. Edificato forse per motivi più simbolici che pratici, esso era al servizio di una popolazione che viveva dispersa nel territorio circostante, per lo più dedita ad attività rurali. Il tempio, che insiste nella porzione più alta del complesso, si erge da una terrazza quadrata di circa 22 metri di lato, e misura 11,54 metri di lunghezza e 13,62 di larghezza. Si tratta di un tempio di tipo “tuscanico”, a triplice cella, con facciata tetrastila (con colonne in laterizio) che, nelle proporzioni, rispetta in buona misura il canone teorizzato da Vitruvio, il grande storico dell’architettura di età romana. Nello spigolo di sud-est sono i resti di una vasca in coccio pesto che doveva raccogliere l’acqua proveniente dal tetto del tempio, per poi convogliarla verso una vicina cisterna. Il teatro è collocato sul versante meridionale del monte,una ventina di metri più in basso. La cavea, caratterizzata dalla consueta pianta semicircolare, sviluppa un raggio di 21,5 metri ed è in parte ricavata dallo scavo del pendio naturale. Tre scalette dividono le venti gradinate ritrovate in quattro cunei. Il complesso aveva perso la sua funzione originaria già nel II sec. D.C., quando alcune sepolture si impiantarono nella terrazza superiore. Altre tombe si datano a età longobarda, a testimonianza di una rioccupazione del sito in età medievale. A tale epoca si data anche la piccola cappella quadrata,di circa tre metri di lato, costruita sull’estremità orientale della scena del teatro. La parete orientale conserva, in una nicchia, piccoli lacerti di un affresco che la tradizione locale riferisce al culto di San Nicola. Il complesso archeologico, è oggetto di un radicale intervento di restauro e di valorizzazione e sarà aperto alla pubblica fruizione entro l’anno; l’accesso sarà facilitato da un moderno sistema meccanico di risalita.

fonte

https://www.halleyweb.com/c061059/zf/index.php/musei-monumenti/index/dettaglio-museo/museo/1

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