TENE N’ÂTA VOTA FOLLA PINTAURO
Riapre finalmente Pintauro, con una nuova gestione che ha sventato l’ennesimo scempio commerciale a Toledo e con una piacevolissima impronta identitaria a bella posta:
“Reale pasticceria borbonica dal 1785”.
Anche se inizialmente si trattava di una trattoria. Fu l’oste Pasquale Pintauro, nel 1818, a trasformare un dolce da convento, la Santa Rosa di Conca dei Marini, in un simbolo della città: la sfogliatella riccia. Una volta convertito in pasticceria l’esercizio sulla strada di Toledo e trasferita la trattoria al piano di sopra, inventò anche la zeppola di San Giuseppe, nel 1840, e per i suoi dolcissimi meriti ricevette da Ferdinando II la Croce di Cavaliere dell’Ordine di Francesco I, destinata ai benemeriti nelle scienze, nelle lettere, nelle arti e nell’ambito civile. Onorificenza conferita dal goloso Re in persona nell’affollata pasticceria, la stessa che oggi ha riaperto i battenti promettendo materie prime di qualità e ostentando l’orgoglio di una delle tante storie della Napoli capitale.



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