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“Tradizione Mediterranea” di Luciano Raffaele di Santadomenica 33° (1921-2009) (5a e ultima parte)

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“Tradizione Mediterranea” di Luciano Raffaele di Santadomenica 33° (1921-2009) (5a e ultima parte)

Padre Paolo M. Siano

4. Esoterismo e Massoneria su “Tradizione Mediterranea” (1999-2007)

Nel periodo 1999-2007, “Tradizione Mediterranea”, pur avendo alcuni ecclesiastici nel Comitato di Redazione, continua a pubblicizzare i “Quaderni” di Luciano Raffaele a contenuto esoterico e magico che ho già esaminato in precedenza (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/tradizione-mediterranea-di-luciano-raffaele-di-santadomenica-33-1921-2009-2a-parte/): “Considerazioni biografiche su Kremmerz e la MY+” (codex III),“Angeli in Terra”(codex X), “Monologo esoterico (parte seconda)” (codex XII), “Il Rito di Andromeda ovvero il Viaggio dell’Anima di Amzur” (codex XIV)…

Si direbbe che simboli e riferimenti – ora espliciti, ora impliciti – della e alla Massoneria, dottrine gnostiche ed esoteriche, mentalità antidogmatica e anticattolica di “Tradizione Mediterranea”, di Luciano Raffaele, di Alessandro Masella e di altri, non disturbassero affatto i Monsignori, i Padri e la Suora membri sia della Redazione di “Tradizione Mediterranea” che della Flurasand (circa quegli ecclesiastici e religiosi, vedi qui). 

4.1. Da “Tradizione Mediterranea”, maggio 1999 

Nell’articolo “Hoc tempore “obscura verba” collustranda sunt (parte seconda)” (pp. 33-38), un certo Gregorius condivide il «pensiero Indù», la dottrina sui «Ciakras», in particolare su «il “Muladhara” in corrispondenza degli organi genitali maschili e femminili» in cui si annida «l’energia di Kundalini» che si espande fino al chakra corrispondente al «“terzo occhio”» frontale (cf. p. 33, corsivo del testo). Gregorius condivide la dottrina della Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto: «“come in Alto, parimenti in Basso; come in Basso egualmente in Alto, per compiere il miracolo della Cosa Unica”» (cf. p. 34, corsivo del testo). Gregorius condivide «la saggezza dell’India antica» (cf. p. 34) e accenna a una «eccelsa “legione”» di «Adepti», «catena ininterrotta di sapienziale ammaestramento» che mira «alla transustanziazione dell’uomo» (cf. pp. 35-36)… Gregorius definisce le stimmate dei santi: «processi alchemici provocati da pensiero intenso e costante, alimentato da fervida e macerata preghiera sorretta da incrollabile fede» (p. 37)… A questo proposito Gregorius parla di «efficacia paranormale di portentosa trasmutazione fisica» (p. 37). Gregorius legge la Fede Cristiana alla luce dell’Esoterismo (anche induista) e della Parapsicologia dando così preminenza alle seconde, non certo alla prima…

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Nell’articolo “L’ermeneutica dei termini ideomatici compito primario delle religioni monoteiste all’alba del Tremila” (pp. 45-47), un certo Fra Elea (Luciano Raffaele?) afferma:

«La religione d’ogni singola confessione monoteistica […] dovrebbe preliminarmente educare i neòfiti sulla conoscenza delle possibili vie d’accesso all’esperienza di gnòsi del Divino. Le vie sono multiple, eppure conducono ciascuna al traguardo terminale che è Dio» (p. 46, grassetto mio).

Dunque, per Fra Elea, tutte le Religioni conducono a Dio… È una tesi esoterica e massonica. La mentalità esoterica e massonica rifiuta che esista una sola vera Religione. Poi Fra Elea sostiene che importanti brani biblici dell’Antico e del Nuovo Testamento sono stati mal interpretati, alterati, interpolati (cf. p. 47), che i tempi stanno cambiando e «L’umanità planetaria si volge per istinto mistico al culto unico dell’Unico Dio» (p. 47) e l’anima del credente «si sente attratta dal “Plèroma” (p. 47), che è un termine gnostico… Il pensiero di Fra Elea è Gnosi, è Esoterismo, è Massoneria.

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Nell’articolo “I tre cimenti operativi della “verità feconda” che rigermina dal passato” (pp. 49-56), un certo Cinual (Luciano Raffaele?) auspica che le tre religioni monoteiste, e tutte le altre, «convergano […] nella Unica Verità Sacrale del Divino Trascendente, che è Dio» (p. 52). Questo è proprio un pensiero esoterico e massonico. Più avanti, Cinual accenna al «Centro di Spiritualità “Domus Romana Fidei” interreligioso e transculturale di Oriente e Occidente» di Luciano Raffaele (p. 53, grassetto del testo). Cinual auspica la creazione di una convivenza di persone, di nuclei, di famiglie, senza differenza di razza, civiltà, lingua, sesso, censo, religione: una specie di “Comune” in cui il protagonista non è una sola religione o Chiesa, ma è «l’Uomo», «l’Uomo singolo, chiamato Adamo-Cadmo» (cf. p. 55). Si noti l’assonanza con l’Adamo Kadmon della Cabala ebraica… Insomma il progetto sovra-religioso e sovra-confessionale di Cinual/Raffaele è in sintonia con Esoterismo e Massoneria.

4.2. Da “Tradizione Mediterranea”, settembre 1999

Nell’editoriale “Alla insegna della corretta esegesi dell’etimo “ecumene”. La “Domus Romana Fidei” interreligiosa e transculturale di Oriente e Occidente” (pp. 9-14), Luciano Raffaele di Santadomenica spiega che il termine “ecumenico” si riferisce «a proseliti d’ogni fede religiosa, ad adepti di qualsivoglia ideologia sacra o profana che svolgano organica attività, al di sopra di barriere confessionali, al di fuori di conflitti dottrinari e diatribe politiche, nell’uno o nell’altro emisfero del globo terracqueo» (pp. 9-10, grassetto mio). Perciò Raffaele sostiene che il termine “ecumenico” così inteso si addice alla sua “Domus Romana Fidei”, il cui spirito è quello di «Pitagora», «fondatore della Schola Italica», è quello della «Gnosi» di «Ermete Trismegisto» (cf. p. 10)… Raffaele chiama Gesù anche «“Maestro Giusto degli Esseni”» (cf. p. 12)… Secondo Raffaele i “Perfetti” «palpitano di vocazione <ecumenica>» (cf. p. 14).

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Nella “Charta Ethica dei banditori della svolta del Tremila” (pp. 16-17), leggiamo che gli adepti, uomini e donne, della “Domus Romana Fidei” «rinnovano professione di fede nella sacralità delle scritture religiose di Oriente e Occidente, nelle quali l’Essere Assoluto viene concepito come “Sommo Artefice dell’Universo”» (p. 16, corsivo del testo). 

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Nell’articolo “Hoc tempore “obscura verba” collustranda sunt (parte terza)” (pp. 41-48), Gregorius (Luciano Raffaele?) accenna alla teoria esoterica della necessità e unione degli Opposti quale si riscontra anche nella Tavola di Smeraldo di «Ermete Trismegisto, lo scriba messaggero degli Dei, elaboratore di segrete teologie» (p. 43). Gregorius prosegue: «Ho in animo di riprendere a trattare “res arcana”, approfondire e per quanto possibile svelare ulteriormente talune “occulte verità”. Mi propongo la “iniziazione” di selezionato gruppo di persone a tecniche introduttive alla “Grande Opera”. Lo farò, tuttavia, in momento e luoghi più appropriati» (p. 43, corsivo del testo).

Gregorius crede che si stia avvicinando l’Era dell’«Acquario» (cf. p. 43), il che è una tipica convinzione della mentalità “New Age”. I vari riferimenti che Gregorius fa a Cristo, al Calvario, al Padre (cf. pp. 44-46) sono un contorno il cui “centro” è invece il pensiero esoterico. Secondo Gregorius, nel «Nirvana» tutto si annulla in Dio, «Conciliando, in tal modo, Pitagora e Buddha in Gesù!» (p. 47).

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Nell’articolo ‘Liber XXIV Philosophorum’ e la essenza di Dio” (pp. 49-56), Alessandro Masella illustra un testo latino attribuito nel Medioevo a Ermete Trismegisto (appunto, il “Liber XXIV Philosophorum”), che quantomeno si ispira alla dottrina del Corpus Hermeticum (cf. pp. 51-52). Al termine dell’articolo Masella elogia il “Liber” come «un insegnamento valido per l’uomo, di ogni tempo e di ogni cultura» (p. 56). Circa il massone Alessandro Masella 33°, rimando alla prima parte di questo mio studio (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/tradizione-mediterranea-di-luciano-raffaele-di-santadomenica-33-1921-2009-1a-parte/)

4.3. Da “Tradizione Mediterranea”, ottobre 2001

Nell’editoriale “Peccato originale”. Antigiuridicità e nequizia di fondo nelle versioni mosaiche “Genesi” “Esodo” (pp. 11-16), Luciano Raffaele di Santadomenica rifiuta la dottrina cattolica sul Peccato Originale: «Il presunto “peccato originale” – giudaicamente pervaso di carica emotiva sessuale, accolto acriticamente dal Cattolicesimo Romano – costituisce tuttora asse portante della dottrina religiosa maggiormente diffusa in Occidente» (p. 11, corsivo del testo).

Secondo Raffaele, «la coppia primigenia», Adamo ed Eva, «poteva anzi doveva» esercitare il libero arbitrio conoscendo il bene e il male e gustando perciò il frutto della conoscenza (cf. p. 13, grassetto mio)… Dio («Jhwh») disse che se avessero mangiato del frutto dell’albero della scienza del bene e del male, essi sarebbero morti. Ma il Serpente disse ad Eva che mangiando quel frutto proibito, essi non sarebbero morti, ma anzi sarebbero diventati come Dio conoscendo il bene e il male (cf. p. 13)… Raffaele scrive al riguardo: «E fu come predisse il Serpente, non come minacciò Jhwh!» (p. 13). Dunque Raffaele dà ragione al Serpente della Genesi! Verso la fine dell’articolo, Raffaele lascia trapelare simpatia per Giordano Bruno (cf. p. 16).

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Segue una “Epistula ad Ecclesias Orientis atque Occidentis” (pp. 56-57) in cui Luciano Raffaele rivela la sua appartenenza alla Massoneria presentandosi tra l’altro come «principe gran conestabile della dieta arif di rsaa» (p. 56, maiuscoletto del testo). RSAA è la sigla della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato. Raffaele si rivolge alle Chiese di Oriente e di Occidente, affinché le religioni monoteiste e «le dottrine iniziatiche di antica tradizione» conducano tutti i popoli a riconoscere la «medesima suprema trascendenza» (p. 56, maiuscoletto del testo). La “Epistola” termina (a pag. 57) con la firma di Luciano Raffaele, preceduta da un sigillo massonico (l’Aquila a due teste e la scritta: «Supremo Consiglio del 33.·. per l’Italia – Deus Meumque Jus») e da una croce che suppongo sia quella del Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del 33° Grado del RSAA. La firma di Raffaele è seguita da un triangolo raggiante che reca al centro il numero 33. È evidente l’appartenenza di Luciano Raffaele alla Massoneria. Come hanno fatto mons. Salvati e gli altri ecclesiastici a seguire Luciano Raffaele così notoriamente massone e 33° grado RSAA?

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Nell’articolo anonimo “Vi è stato tramandato che abbia detto…” (pp. 58-59), si afferma tra l’altro: «Nel convergere nella via di mezzo consiste la possibile “virtù”. Nella “sintesi” si incontrano gli estremi e si conciliano nell’Uno» (p. 57, maiuscoletto e grassetto del testo). Insomma è la teoria dell’unione degli opposti, tanto cara a Esoteristi e a Massoni, e quindi anche a “Tradizione Mediterranea” e alla “Schola Italica”.

4.4. Da “Tradizione Mediterranea”, gennaio 2002 

Nel breve scritto “A conclusione e postera proiezione” (p. 60), un certo Lux (Raffaele?) sostiene che il secondo millennio cristiano è «sintomatica èra che si apre all’insegna dell’Acquario» (p. 60). Lux afferma che Luciano Raffaele può dire di sé «sono un pensatore laico che si è posto sul solco iniziatico e culturale di Pitagora». Raffaele si rivolge «all’Alta Trascendenza che sola unisce, mentre chiese e fanatismi dottrinali dividono e conflittualizzano» (p. 60, maiuscoletto e grassetto del testo). Infine c’è un appello “ai monoteisti della suprema trascendenza”, auspicando «che venga il “regno” interreligioso e transculturale del “padre” che regge e governa l’universo dall’alto del trono “celato”» (p. 64, maiuscoletto del testo).

4.5. Da “Tradizione Mediterranea”, maggio 2002 

Nell’articolo “Dell’unica verità! Dialogo tra i due “Luciano” (pp. 29-35), Luciano Raffaele immagina un dialogo – o monologo – tra se stesso e Luciano di Samosata (II sec. d.C.). Raffaele sostiene la reincarnazione o «“trasmigrazione delle anime”» (cf. p. 35).

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L’articolo “Terzo Millennio: anno zero di Nuova Era?” (pp. 37-44) di Calogero Noto, viene definito dallo stesso Autore: «tavola architettonica» (p. 37), termine che di solito indica discorsi o relazioni tenute nella Loggia Massonica. Noto si definisce «un libero pensatore» (p. 37). Egli elogia «l’Intuizione, che è strumento non di conoscenza eruditiva o razionale, ma magica e mistica» (p. 37, corsivo del testo). Calogero Noto elogia l’Antico Egitto, la «Magia», Ermete Trismegisto («Thot-Ermete», «Thot») e l’Ermetismo (cf. pp. 37-41). Noto precisa che «l’ermetismo è una tradizione mistica, un modo mistico di pensare; esso rifiuta la credenza semplicistica, la fede cieca e il dogma codificato; rifiuta anche di accettare la ragione come strumento di conoscenza; esalta, invece, l’esperienza mistica e illuminante e la conoscenza diretta del Sacro e dell’Assoluto» (p. 41).

Più avanti, Calogero Noto afferma: «Moltissimi segni annunciano che l’inizio del 3° millennio coincida con il probabile esordio di una Nuova Era. […] Se osserviamo il passato con l’“occhio di Horus”, ci rendiamo conto che l’antico Egitto sia stato culla della nostra civiltà» (p. 43, corsivo del testo).

Noto ritiene che la cosmogonia egizia sia alla base delle religioni monoteiste, come pure astronomia, fisica, medicina, architettura, lettere, matematica sarebbero «eredità egizia» (cf. pp. 43-44).  Noto prosegue: «Per non dire della magia e dell’esoterismo metafisico attraverso Toth, Pitagora, Platone, i Templari, Dante e i Fedeli d’Amore, i Rosacroce fino alla moderna Libera Muratoria di tradizione mediterranea» (p. 44). Calogero Noto conclude: «È ineluttabile – dunque – per l’uomo che voglia esistere ed evolversi ancora sul pianeta, cimentarsi col retaggio ideologico-esoterico dei “Grandi Iniziati” e dei “Fondatori di Religioni” nelle menti illuminate, negli insegnamenti e azioni dei quali sussistono i germi vitali della Nuova Era la quale albeggia all’orizzonte planetario di questo apocalittico Terzo Millennio!» (p. 44).

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In qualità di «principe magnifico conestabile della dieta “arif-rsaa”», Luciano Raffaele 33° pubblica “Dieta ad regenerandum Institutum Fridericianum “RSAA” statuita dalla Bolla Storica di fondazione Massonica 1805” (p. 59). Raffaele si proclama massone, «Cattedra Morale al cospetto del mondo Iniziatico», capo dell’Ordine (l’«Ordine Massonico» ossia i Tre Gradi Massonici “Azzurri”) e del Rito (Rito Scozzese Antico e Accettato). Egli sostiene che la sua Massoneria discende dalla Fondazione del RSAA in Italia del 1805. Raffaele 33° si ritiene custode della Ortodossia Massonica e del RSAA, e pretende di conferire regolarità ad altre Logge e Corpi di Alti Gradi (cf. p. 59). Più avanti, Luciano Raffaele annuncia che il 23 marzo 2002 «è stata riaccesa la “Fiaccola della Rinascita Iniziatica dell’Italia e del Mondo”, riedificando ritualmente le Colonne del Tempio Mistico di Iram – intestato a “Federico II” –», nella Sicilia occidentale, da dove sarà resuscitata «l’Ortodossia Scozzese». Raffaele collega la sua “Tradizione Mediterranea” a Pitagora, Esseni, Templari, Rosacroce (cf. p. 63, maiuscoletto del testo).

4.6. Da “Tradizione Mediterranea”, maggio 2003 

Nell’articolo “La Verità senza infingimenti” (pp. 31-35), un certo Lux (Raffaele?) fa capire che le tre religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo, Islamismo) pretendono ciascuna di possedere la verità e così fomentano odio fratricida e presentano Dio come un malvagio (cf. pp. 32-33)… Lux sostiene invece un Monoteismo Universale… tutti figli dell’Unico Dio (cf. pp. 33-35)…

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Nell’articolo “Apprestare i tempi al tramonto delle “dottrine diarchiche”” (pp. 37-41), Greg de Nébrodi rifiuta il Manicheismo, rifiuta il Dualismo zoroastriano, ma anche la dottrina cattolica su Dio e il Demonio (cf. p. 37). Greg scrive: «Affermare l’esistenza “personale” del Demonio, inteso come male assoluto, equivale a negare quella di Dio, quale Bene Assoluto, in quanto gli “assoluti” – appunto perché tali – si elidono a vicenda» (p. 37, corsivo del testo).

[Faccio notare che in realtà l’esistenza personale del Demonio non implica che esso sia inteso come “male assoluto”, dunque ciò non nega affatto l’esistenza di Dio, unico Assoluto]. Alla diarchia Bene-Male, Dio-Demonio, la “Schola Italica” predilige invece il «“Monoteismo” Integrale» (cf. p. 40). Unione/Superamento degli Opposti?

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Nell’articolo (esoterico ed ermetico) “Repetita juvat. Proclama etico della Consulta Romana” (pp. 43-46) di Italicus sono riproposti brani già pubblicati su “Tradizione Mediterranea” di aprile 1998. Italicus lascia intendere che Pitagora e la Schola Italica, attraverso millenni di Tradizione iniziatica, insegnano il vero Monoteismo, il Dio Unico, non così invece le tre religioni monoteiste (cf. p. 43)… Italicus scrive: «Come perspicacemente ha intuito la dottrina del Sufismo, soltanto a livello esoterico-ermetico può rinvenirsi l’unità ispirativa sacrale delle religioni monoteiste di tradizione mediterranea. Ed è sempre in chiave esoterica ed ermetica che si rende possibile accedere alla conoscenza analogica del nucleo genetico unitario delle altre religioni diffuse nel mondo. Per la medesima via sottile, altresì, è verosimile adire all’interiore identificazione – di ognuna di esse – con il nucleo noumenico concettualistico che risale al “Profeta della Verità”, Pitagora» (pp. 43-44, corsivo del testo).

Italicus ribadisce lo scopo esoterico della Schola Italica: «[…] Ce lo siamo prefisso affinché tutte le religioni possano convergere nell’ “unica verità sacrale” del Divino Trascendente dal quale hanno tratto scaturigine le varie Istituzioni […]» (p. 44, corsivo del testo).

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Un certo “Veritas”, nell’articolo “Il “Trismegisto italico” Pitagora” (pp. 57-60), nell’elogiare «l’Eminentissimo Pitagora», cita brani degli «Statuti Generali della Società dei Liberi Muratori» del 1874, in cui si afferma anche che Pitagora fu iniziato alle «egiziane dottrine», ossia ai Misteri dell’Antico Egitto (cf. p. 58, maiuscoletto del testo). Il testo massonico afferma che nella Scuola Italica di Pitagora è possibile riconoscere la Società dei Liberi Muratori (cf. p. 58).

A pag. 61 è riportato l’“Insediamento della Consulta paritetica centrale finalizzata al risorgimento iniziatico nazionale della Libera Muratoria di RSAA” (titolo dalla pagina di sommario), ad opera di Luciano Raffaele di Santadomenica («l’eminentissimo conestabile della dieta arif rsaa »). 

Alle pagine 62-63 («Collana editoriale della “Schola Italica”»), sono pubblicizzati i Quaderni della Schola Italica” tra cui il Codex X, “Angeli in terra”: «dialogo filosofico che nella dimensione del metafisico conduce l’uomo al risveglio della propria essenza angelica lievitante in lui quale retaggio di luce della primogenitura “lilithiana” che prima che Eva fosse» (p. 63). Dunque vi si afferma che l’uomo è di essenza angelica, anzi lilithianaÈ Gnosi. E poiché si tratta di Lilith, è Gnosi Luciferina… Come abbiamo già visto, in quel «dialogo filosofico», Lilith è la sorella di Lucifero (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/tradizione-mediterranea-di-luciano-raffaele-di-santadomenica-33-1921-2009-2a-parte/)… 

4.7. Da “Tradizione Mediterranea”, ottobre 2003 

In seconda pagina di copertina, c’è l’indirizzo mail di Luciano Raffaele di Santadomenica (lucianorafsand@libero.it) e la sua qualifica massonica di «princeps magnificus comestabili dieta rsaa». Nell’articolo “Chi era “Gesù”?” (pp. 39-46), Alessandro Masella afferma che «la figura di Gesù mitico, divino, figlio di Dio, male si concilia con il Gesù storico, profeta dell’amore universale per tutto e per tutti» (p. 39). Masella accusa la «chiesa cattolica» di aver manipolato, falsificato i Vangeli e il vero Gesù (cf. p. 39)… Per Masella Gesù è solo un uomo, un maestro esoterico (cf. pp. 39, 42). Masella ritiene che Ebioniti, Gnostici, Ariani, Musulmani, Manichei e Catari, hanno compreso il vero Gesù, mentre invece Paolo di Tarso e i Padri Apologisti (da Ireneo ad Agostino) hanno manipolato la «verità» su Gesù presentandolo invece come «figlio di Dio», morto sulla croce, e poi risorto (cf. p. 40). Dunque Masella rifiuta la Santissima Trinità, la divinità di Cristo, la Sua resurrezione e la resurrezione della carne (cf. p. 40) e condivide le tesi degli Gnostici (cf. pp. 42-45).

4.8. Da “Tradizione Mediterranea”, agosto 2004 

Nella seconda pagina di copertina, Luciano Raffaele, «princeps magnificus comestabuli rsaa», auspica che «ogni degno adepto di Antiche Istituzioni iniziatiche» (corsivo mio) possa «elevarsi al macrocosmo impersonale della solare trascendenza»…

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 Nel componimento poetico “La mistica brezza dell’India» vengono elogiati «Crisna-Budda-Pitagora» e poi «francesco di assisi e gandhi di porbandar primi apostoli interreligiosi»(p. 5, grassetto e maiuscoletto del testo). In “La cristica brezza” (p. 43), Lux (Luciano Raffaele?) elogia «Krishna Buddha Gandhi», «GESÙ MAESTRO GIUSTO DEGLI ESSENI» e «FRANCESCO DI ASSISI “Primo Apostolo Interreligioso”» (cf. p. 43, maiuscolo, maiuscoletto, grassetto e corsivo del testo).

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Nell’articolo “Ogni cosa è bipolare” (p. 42), Cino Uàl (Luciano Raffaele?) tratta dell’unione degli opposti quali manifestazioni dell’Uno… L’Autore non dice che si tratta di una dottrina fondamentale in Massoneria, Alchimia, Ermetismo, Qabbalah, Gnosi… Cino Uàl scrive:

«Due sono le polarità, due le metafore ricorrenti che caratterizzano la “Unità Ancestrale dell’Universo”. […] cielo-terra  alto-basso  maschile-femminile […] luce-ombra  sole-luna  divino-umano  trascendenza-immanenza  positivo-negativo  amore-odio  attrazione-repulsione» (p. 42, grassetto del testo). Secondo Cino Uàl, gli opposti sono tali solo «in apparenza»: egli sostiene «l’identità reale unitaria dei due aspetti simbolici» e «l’assoluta inscindibilità dell’Uno» (cf. p. 42).

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C’è anche l’articolo di un certo Bruno, “In principio. Riflessioni sul capitolo 1° della Bibbia” (pp. 53-54), tratto da “Il risveglio iniziatico” luglio 2004, rivista della Massoneria dell’Antico e Primitivo Rito Orientale di Misraïm e Memphis – Sovrano Gran Santuario Adriatico (vedi qui: http://www.misraimmemphis.org/files/30.pdf). 

4.9. Da “Tradizione Mediterranea”, febbraio 2005

L’articolo “L’arcano delle scritture iniziatiche affonda radice nel “portento d’amore”?” (pp. 29-34) riprende stralci dell’articolo “Sui Misteri Pagani” di un certo Tiziano, già pubblicato sulla suddetta rivista massonica ed egittosofica “Il risveglio iniziatico”, ottobre 2024.

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Nell’articolo “Hen ti ta panta. L’Uno nel Tutto” (pp. 35-39), Alessandro Masella tratta di Ermetismo, Ermete Trismegisto, Corpus Hermeticum, la dottrina orfico-ermetica dell’Uno-Tutto raffigurato dal serpente che si morde la coda (immagine a pag. 39).

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A pag. 63, Luciano Raffaele («principe magnifico conestabile della dieta arif di rsaa»), rivolgendosi “Agli adepti del ceppo italico della tradizione iniziatica mediterranea”, fa capire che i cataclismi naturali sono una punizione di “madre-terra” contro gli uomini, perciò egli esorta «per l’ultima volta» i massoni “dispersi” a ritornare alla «“casa comune”»  (cioè, alla sua Massoneria!) e invita tutti i massoni a «rammemorare» due importanti “Fratelli” della Massoneria Italiana: «GIORGIO TRON» e «FAUSTO BRUNI»… Luciano Raffaele stabilisce l’elezione del «supremo consiglio unificato» del RSAA e del suo «nuovo “sovrano”». Raffaele dichiara di impersonare la Massoneria di RSAA fondata nel 1805 in Italia e che lui legittimerà «il solenne avvento dello auspicato “risorgimento iniziatico italiano”»… (cf. p. 63, maiuscolo, maiuscoletto e grassetto del testo).

4.10. Da “Tradizione Mediterranea”, settembre 2005 

Nell’editoriale “La novità feconda che scaturisce dal passato” (pp. 15-27), Luciano Raffaele di Santadomenica elogia quello che lui ritiene il vero “illuminismo”, ossia quello dell’Umanesimo caratterizzato dall’Ermetismo o Corpus Hermeticum, dalla «Kabala» di Pico della Mirandola, dall’Alchimia di Paracelso, da Giordano Bruno («primo filosofo moderno»), dall’«animismo magico», dal Rosacrocianesimo (cf. pp. 18-19)… Più avanti, circa l’idea di “Dio”, Raffaele prende le distanze da quelli che lui chiama «teologismo cattolico» e concezione della divinità «quale ‘essere’ limitato e antropomorfo» (cf. p. 20)… Raffaele preferisce invece intendere Dio quale «Ente infinito e impersonale, Artefice assoluto dell’Universo, che trascende la limitatezza intellettiva del mortale» (p. 20, grassetto mio). Raffaele definisce se stesso, e i suoi sodali: «Figli della ‘Luce’, Sacerdoti del Sommo Artefice dell’Universo», «Progenie della Quercia» (cf. p. 27).

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Nell’articolo “Le radici dell’Europa” (pp. 35-42) Alessandro Masella rimprovera al «Cattolicesimo» di aver costruito un sistema di potere temporale e di aver perseguitato, come «eretici», «gnostici, manichei e molti altri» (cf. p. 38). Masella ritiene che «tutte le religioni sono valide» (p. 40, grassetto mio), che «non si può porre a radice l’una o l’altra religione nella costituzione dell’unione europea» (p. 40), che «Nessuna cultura e nessuna religione è superiore ad un’altra» (p. 40, grassetto mio), e che lo Stato deve essere «laico», così l’Unione Europea (cf. p. 40)… Al termine del suo articolo, Masella afferma:

«Il Cristianesimo […] non è tuttavia, l’unica via verso Dio, e pertanto non può essere il vessillo per una costituzione che guarda ad uno stato mondiale. Ogni religione porta a Dio; se si concepisce il Grande Artefice dell’Universo come la Ragione stessa, che è insita in varie misure in tutti gli uomini, allora veramente sarà possibile il progetto kantiano di uno stato democratico a fondamento dei diritti d’ogni singolo, ispirato da Dio stesso» (p. 42, grassetto mio). 

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Una «anonima adepta iniziatica Sicula» scrive de “La “ascesi iniziatica” secondo l’antica tradizione mediterranea” (pp. 45-49). L’anonima adepta lascia intendere che, in senso esoterico, dietro le Religioni c’è uno stesso Dio, cambiano i nomi ma la Realtà è una (cf. p. 45).

L’anonima adepta ritiene che gli «iniziati cristiani» fin dal tempo degli Apostoli veneravano «il principio femminile» chiamandolo «Spirito Santo» (cf. p. 46). Ella ritiene Gesù un iniziato degli Esseni (cf. p. 47). L’anonima adepta crede che «il principio femminile» è in Dio: Eva è «la donna eterna» in Dio e corrisponde «alla Iside degli egizi» (cf. p. 47). Più avanti l’anonima adepta afferma che «Dio è “tutto” in “tutto”» (p. 49)… Poco oltre, l’anonima adepta conclude così:

«Più si va lontano nel tempo e in profondità nella coscienza, più ci si rende conto che tutto procede “dal molteplice” “all’unico”, ed ogni diversa manifestazione della divinità altro non è se non un aspetto, un momento del suo svolgersi infinito al di là del tempo e dello spazio» (p. 49, grassetto mio).

4.11. Da “Tradizione Mediterranea”, gennaio 2006

C’è l’articolo “Dante e l’Anima” (pp. 38-41) di un certo Bruno, tratto dalla rivista “Il risveglio iniziatico”, giugno 2005, rivista della Massoneria dell’antico e Primitivo Rito Orientale di Misraïm e Memphis.

* * *

Nell’articolo “Riflessioni su parole e comportamenti di personaggi contemporanei alla luce della ribalta” (pp. 55-56), l’Autore (Luciano Raffaele?) loda i princìpi dell’Illuminismo francese ma ancor più quelli del Rosacrocianesimo (cf. p. 55).

4.12. Da “Tradizione Mediterranea”, maggio 2006 

Nell’articolo “Parliamo di Yoga” (pp. 28-31), Fiorella Grillenzoni elogia questa pratica orientale che consentirebbe, all’anima e al corpo dell’«adepto», «la riappropriazione delle prerogative unitarie dell’Essere», il «rivestire le qualità dell’“Ente Assoluto” ancestrale» (cf. p. 28).

Secondo Grillenzoni: «Fondamento dello Yoga è il principio della Unità della Vita che sussiste permanentemente, nonostante la molteplicità apparente delle sue manifestazioni. “Dio-Universo-Uomo” sono essenzialmente “Uno”» (p. 28, sottolineatura del testo). «[…] Il perfetto Yogi, infatti, non mira a conseguire stati subliminali fini a se stessi, ma intende sperimentare la inscindibilità tra il “divino” trascendente e il “divino” immanente» (p. 29).

In conclusione, Grillenzoni afferma: «[…] Placate tutte le attività del pensiero, il grande iniziato conduce la lucida coscienza a varcare la soglia dell’ignoto, e percorrere eroicamente il sommo sentiero che conduce al regno “celato” del “super umano”» (p. 31).

* * *

Segue poi l’articolo, ancora su tema induista (Yoga, Upanishad…), “Riflettendo sui “Sutra” secondo la concezione di “Patanjal” ” (pp. 32-33), a cura della Redazione di “Tradizione Mediterranea”. Secondo la Redazione, lo Yoga permette all’Adepto la «realizzazione», «l’esperienza extrasensoriale», cioè andare oltre il micro- e macro-cosmo, «divenendo “terzo stato d’essere”» (cf. p. 33). La Redazione ammette che la dottrina Yoga «ha estrazione “gnostico-filosofica”» (p. 33, corsivo del testo). 

* * *

Nell’articolo “Astrattismo pittorico che valica l’informale” (pp. 39-43), Raphael (Luciano Raffaele?) elogia la pittura del medico chirurgo Dino Masella (cf. p. 41). Come il fratello Alessandro, anche Dino Masella è massone del 33° grado RSAA (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/tradizione-mediterranea-di-luciano-raffaele-di-santadomenica-33-1921-2009-1a-parte/).

4.13. Da “Tradizione Mediterranea”, settembre 2006

Nel Collegio di Redazione di “Tradizione Mediterranea”, oltre ai soliti nomi (Formenti, Salvati, Kumar, Sagayam, Susai, Alessandro Masella), troviamo anche la summenzionata Fiorella Grillenzoni (cf. p. 3).  A pag. 6 spicca l’immagine di un antico sigillo del Supremo Consiglio del 33° grado del RSAA per l’Italia: l’aquila a due teste con la scritta «Supremo Consiglio del 33e in l’Italia – Deus Meumque Jus».

Nell’editoriale “Alleanza Transculturale di Oriente e Occidente” (pp. 15-21), Luciano Raffaele di Santadomenica richiama la dottrina dell’unione degli opposti: Cielo-Terra, Alto-Basso, Maschile-Femminile, Luce-Ombra, Positivo-Negativo, Amore-Odio, ecc. (cf. pp. 18-19).

Raffaele 33° afferma: «Risulta incontestabile che essendo due le “polarità”, sono parimente due le metafore ricorrenti che concorrono a caratterizzare la unità ancestrale dell’universo» (p. 18, maiuscoletto del testo). Ancora circa gli opposti, Raffaele afferma: «La “analogia” ontologica delle due entità semantiche, solo in apparenza può apparire antitètica e dicotòmica; nella realtà è complementare e la inter-dipendenza che ne consegue rafforza l’identità unitaria dei due aspetti simbolici, e conferma la assoluta inscindibilità dell’UNO» (p. 19, corsivo e maiuscolo del testo).

Raffaele mostra di non accettare che esista una sola vera Religione rivelata da Dio: «Se c’è un “unico-dio-creatore-universale” – asserzione, questa, incontrovertibile anche a solo lume di comune logica individuale – non possono nel contempo esserci Popoli e Religioni che godano del privilegio esclusivo di essere ritenuti “eletti”» (p. 20, maiuscoletto del testo).

Raffaele – massone – è convinto che se un popolo pretende di essere “eletto” da Dio, se una religione pretende di essere l’unica “vera”, allora tal popolo e tale religione si macchierà di «Terrorismo genocìda» (cf. pp. 20-21)…

* * *

Più avanti, c’è l’articolo “L’eresia” (pp. 42-46) di un certo Federico, tratto dalla rivista “Il risveglio iniziatico” di aprile 2006 (vedi qui: http://www.misraimmemphis.org/files/55.pdf). Si tratta della rivista della Massoneria egittisofica dell’Antico e Primitivo Rito Orientale di Misraïm e Memphis. Torniamo a “Rivista Mediterranea”. Federico mostra chiaramente di condividere l’eresia, non la fede cattolica e dogmatica. Addirittura Federico ritiene che per Santo Stefano Protomartire, «(ancora intriso di una visione pagana della divinità)» (p. 45), «Gesù non era altro che un profeta, quindi un uomo, alla pari di Mosé» (p. 45).

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Alle pagine 59-60 sono pubblicizzati i “Quaderni della Schola Italica” e quindi anche i “Codices” a tema esoterico, gnostico e magico che abbiamo già esaminato. Ma c’è una novità libraria: il Codex XVI: Dieta R.S.A.A. (sotto gli auspici della), “Nota storica sulla Istituzione Iniziatica Italiana di R.S.A.A.” (2006, pp. 76). Eccone la descrizione: «Fascicolo con il fac-simile dell’originale Bolla del 1805 relativa alla “costituzione del supremo consiglio d’italia”, con cenni informativi sui riconoscimenti formali al “Rito” e all’“Ordine” da parte di potenze estere, nonché succinta digressione semantica sul vocabolo “massone” secondo la terminologia ebraica greca latina inglese francese ed italiana» (p. 60, maiuscoletto del testo). 

Finora non sono riuscito a reperire quel Codex XVI.

4.14. Da “Tradizione Mediterranea”, gennaio 2007

Inseconda pagina di copertina, c’è una preghiera esoterica del massone Luciano Raffaele «princeps magnificus comestabili dieta arif-rsaa»:

«SUPREMO ARTEFICE DEGLI UNIVERSI VISIBILI E INVISIBILI – invocato dagli esseri della terra con i nomi brahma rha elohim javhe elios allah –  fortifica i corpi illumina le menti rinsalda la FRATELLANZA suscita anèliti alla trascendenza rassoda i buoni propositi affinché uomini e donne dei due emisferi prosperino in ascèsi evolutiva e divengano cittadini del regno “celato” che orchestri e governi col mirabile portento del Tuo ineffabile amore!» (2a pag. di copertina, maiuscolo, maiuscoletto e grassetto del testo).

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Nell’editoriale “Si approssima l’ultima ora” (pp. 11-15), Luciano Raffaele di Santadomenica crede nell’appressarsi di una Nuova Era (“New Age”), l’Età dell’«Acquario» che subentrerà all’Era dei Pesci ossia all’Era del Cristianesimo (cf. p. 13-14)…

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 Nell’articolo “Tempio” (pp. 29-34), tratto dalla rivista massonica egittosofica “Il risveglio iniziatico”, gennaio 2007, un certo Giovanni parla del Tempio Massonico: in esso i Massoni operano ritualmente in un particolare «stato interiore» dominando le energie del cosmo che agiscono su di loro (cf. pp. 31-33). Inoltre, il Tempio Massonico: «È consacrato alla Potenza Suprema di Dio, dall’azione rituale da essa guidata, dalla volontà concorde e dal Lavoro corale che lo trasformano in Loggia ovvero in Spazio Sacro. La Loggia è l’uomo e l’uomo è la Loggia, essa, può diventare Officina, cioè Laboratorio, Athanor alchemico proiettando i Fratelli, al di là del mutevole e del contingente» (p. 33).

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Nella rubrica “Lettere su cui meditare” (pp. 40-42), ci sono tre lettere indirizzate a Luciano Raffaele. L’ultima è scritta da un massone il quale incoraggia il direttore di “Tradizione Mediterranea” a proseguire il suo progetto di «Unione» della Massoneria italiana «frantumata» e «divisa» in vari gruppi (cf. p. 42).

Infine, vengono ancora pubblicizzati i “Quaderni della Schola Italica”, tra cui anche i “Codices” a tema esoterico, gnostico, magico, massonico che abbiamo già esaminato: “Considerazioni biografiche su Kremmerz e la MY+” (codex III),“Angeli in Terra”(codex X), “Monologo esoterico (parte seconda)” (codex XII), “Il Rito di Andromeda ovvero il Viaggio dell’Anima di Amzur” (codex XIV), “Nota storica sulla Istituzione Iniziatica Italiana di R.S.A.A.” (codex XVI).

Questo fascicolo di “Tradizione Mediterranea” gennaio 2007, è l’ultimo che ho ricevuto da mons. Salvati ed è più breve, 48 pagine, rispetto alle 64 pagine dei numeri precedenti. Non so se sia stato anche l’ultimo numero effettivo di “Tradizione Mediterranea”. Nel 2008 muore mons. Leopoldo Salvati. L’anno seguente muore anche Luciano Raffaele di Santadomenica 33°.

Molto probabilmente la rivista “Tradizione Mediterranea” ha cessato di esistere, ma la mentalità esoterica e massonica da essa veicolata continua tuttora, e – curiosamente – anche in certi ambienti ecclesiastici promotori della teoria secondo cui: 1) tutte le religioni adorano lo stesso Dio chiamandolo con vari nomi (Dio, Santissima Trinità, Cristo, Allah, Brahma, ecc.); 2) nessuna religione può dirsi “vera” o “migliore” dell’altra, poiché tutte conducono allo stesso Dio

Contro questa eresia del monoteismo esoterico ed inclusivo che sintetizza e racchiude nominalismo filosofico, indifferentismo religioso, relativismo morale e “coincidentia oppositorum”, richiamiamo alla memoria la dichiarazione del Concilio Vaticano II “Dignitatis humanae”, dove al n. 1 si afferma che l’«unica vera religione» sussiste «nella Chiesa cattolica e apostolica, alla quale il Signore Gesù ha affidato la missione di comunicarla a tutti gli uomini». 

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