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Un mistero riemerso dal passato: il «milite ignoto» di Foggia

Posted by on Feb 15, 2026

Un mistero riemerso dal passato: il «milite ignoto» di Foggia

Il bello del passato e della storia è che non smettono mai di regalare sorprese. C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Come la misteriosa statua del «milite ignoto» sulla terrazza del convento di Gesù e Maria, che da un giorno all’altro è balzata agli onori della cronaca.
È rimasta lì forse per secoli, senza che se ne accorgesse nessuno o quasi. Diverso tempo fa, un appassionato di cose foggiane pensò bene di scattare una fotografia, che è però rimasta nel cassetto per diversi anni.


Fino a quando non l’ha mostrata a Tommaso Palermo, che dopo il classico salto sulla sedia non c’ha pensato su due volte e l’ha pubblicata sul suo profilo Facebook, taggando decine di appassionati e chiedendo che un tale capolavoro venga sottratto alle intemperie ed esposto in qualche museo.
Palermo ipotizza che si tratti di un gisant, ovvero di una statua funeraria, e che raffiguri un soldato spagnolo, probabilmente morto nella battaglia di Cerignola, vista la scritta che si legge sulla corazza, AD 1503, che è l’anno in cui gli spagnoli inflissero ai francesi la sconfitta che avrebbe cambiato il corso della storia del Mezzogiorno. La posizione è eretta e non distesa, come ci si aspetterebbe, e come, secondo Palermo, doveva essere in origine.
Non c’è dubbio che si tratti di un’opera di pregevole fattura artistica. La figura, scolpita in posizione eretta e troncata all’altezza delle cosce, è rappresentata in un atteggiamento di vigile riposo: sul fianco è chiaramente visibile una spada corta, trattenuta da una cintura militare, mentre il braccio sinistro è sollevato con la mano che tocca il capo.
La corazza aderente e la cintura ornata sono tipici dell’iconografia degli uomini d’arme del ‘500. Le condizioni di conservazione, caratterizzate da erosione e incrostazioni, lasciano pensare a una lunga esposizione all’aperto.

La presenza di un coltello moderno sul basamento consente di stimarne le dimensioni: l’altezza attuale è compresa tra i 120 e i 135 centimetri, mentre quella originaria doveva avvicinarsi alla grandezza naturale.
Il messaggio nella bottiglia che il buon Tommaso ha affidato al social ha ricevuto risposte interessanti. Come quelle di Gianfranco Piemontese, architetto e storico dell’arte, e Carmine De Leo, scrittore e presidente dell’Associazione Amici del Museo, che ipotizzano che la Soprintendenza sia all’oscuro della presenza della statua. Per Luigi Battaglini, «questo manufatto merita di essere ricoverato dalle intemperie e di essere studiato».
Ma che ci fa la statua di un soldato sulla terrazza di un convento? Questo è l’interrogativo più ricorrente. Lucia Teresa Lopriore invita a «cercare la risposta nell’archivio capitolare o diocesano di Troia. Sicuramente ci sono i documenti, sempre che non siano stati smarriti.» Andrea De Meo Arbore avanza l’ipotesi che la statua fosse inizialmente collocata nella vecchia chiesa di San Ciro e trasferita sul terrazzo quando la chiesa venne demolita.
Intanto la «scoperta» ha polarizzato l’attenzione di studiosi, esperti e appassionati. È il primo capitolo di un giallo che promette di essere quanto mai intrigante.

Giuseppe Inserra

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