Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

UNA CORSA DEL MONGIBELLO

Posted by on Feb 9, 2022

UNA CORSA DEL MONGIBELLO

Sono pochi giorni che il Mongibello venne da Inghilterra; vi si spedì valente persona che ­sì bene fece la commissione. IIl Mongibello venne qui diretto dal signor Ca­fiero,. già comandante del Francesco I, e diede prove di valoroso tra le burrasche da Londra a Cadice solo con sei marinari napolitani. Si ammira il Mongibello per la forma e per la squisita pulitezza. Ma sembra che non si possa rendere concreta ragione da chi non se ne provi la navigazione e tutto con conoscenza di arte non ne studii le parti.

Il giorno 23 di maggio era il Mongibello preparato ad una seconda passeggiata pe’ socii dell’impresa. – Si partì da Napoli di­rettamente per la storica Capri, poi si volse il cammino alla costiera fertile di Massa, della romantica Sorrento, di Castellammare ch’è tanto ragionevolmente di moda. – Sul bastimento si sciolvò alquanto lautamente. Sua Altezza Reale il Conte di Siracusa se­deva in mezzo a tutti parlando parole liete di affabilità. Poscia dopo cinque ore di na­vigazione deliziosa si giunse a Napoli.

Forse basterebbe il dire che il Mongibello or ora viene dall’ Inghilterra ch’è il paese diligentissimo nel provvedere a’ bisogni della vita con solidità e bellezza, con la fina ar­monia del gusto e della matematica. – Ma fa mestieri di non restarci su i generali.

Al semplice annunzio dello arrivo di un nuovo battello a vapore si suol domandare – ­Si corre? vi si è sicuri ? si soffre? come vi si alloggia , come vi si tratta? – Si ha ra­gione di chiedere e di pretendere tutto ciò dopo tanto tempo scorso da la sublime in­venzione e dopo i miglioramenti quotidiani in questo ramo di meccanica; e si ha torto ove un bastimento a vapore di recente fabbricato non provveda a’ bisogni ed anco ai diletti della vita. Sembra che il Mongibello riunisca tutte le qualità che fan d’ uopo al corso alla sicurezza al moto all’agiatezza al piacere, e senza che niuno di questi van­taggi noccia al conseguimento degli altri. – Il Mongibello è un’opera ragionata , è un opera veramente degna dei tempi.

Ma come si va sul Mongibello? Ebbenel Noi partimmo da Napoli alle dieci meno un quarto,giungemmo a Capri che dista un diciotto miglia da questo lido, alle undici e un quarto; dunque il Mongibello fa per lo meno dodici miglia in ogni ora, e dico per ­lo meno perchè eravi moltissima gente ed ingombro di lunghe liste di tende e vento non lieve.

Le macchine furono costrutte da’ famo­si meccanici di Londra Maudslay Sons e Field, sicurissimi di un principio che ottenne la pa­tente di privativa , e che applicossi per la navigazione transatlantica. Le due macchine a bassa pressione sono della forza di 240 cavalli. – Costrusse il bastimento W. Pitcher. Ad evitare la distrazione del calorico le caldaie sono rivestite di un feltro incombustibile – I cilindri sono fasciati di legno di mogano che resta illeso per virtù del feltro. – Le caldaie sono alte e strette e che possono girarsi attorno, fanno che il peso graviti sul centro , ed il battello vada più svelto e libero. – Le pulsazioni poi de’ ci­lindri e le rivoluzioni delle rote ci fanno av­vertiti della prestezza con cui si va.

Ma la sicurezza ch’ è si cara a tutti? Forse ­havvi battello che corra più rapidamente, ma è ben difficile trovarne più sicuri del Mongibello. – Aggiungi che le macchine sono frenate da robustissimo architrave di ferro fuso, e l’ architrave poggiato sopra dodici colonne anco di ferro ed addossato a due massicce travi di mogano che si stendono per tutta la larghezza del bastimento. Certo chi viaggerà su di quello sarà più sicuro che sopra di ogni altro. – Le caldaie son fatte in modo da evitare quel secco cotanto peri­coloso. Quanti disastri fin qui accaddero a battelli , ne’ quali sotto la sferza delle bur­rasche si lasciò esposta all’azione del fuoco o d’una porzione delle caldaie? Ma nelle caldaie del Mongibello è uno apparato di novissima invenzione, forse il primo adoprato finora; esso serve a sciogliere e precipitare momen­taneamente tutto il sale in un punto deter­minato e di là cacciarlo , sale che suole at­taccarsi in diversi strati al ferro , e che, come dopo pochi anni per effetto della ossi­dazione corrode la caldaia , facilmente fa sì ch’ esse si accendano e scoppino. Ma con la nettezza ch’ è necessaria alle macchine come alla persona , si ripara a’ due inconvenienti nel Mongibello,- Finalmente il taglio del ba­stimento e la poppa , come dicono i marini, tenda fa si ch’esso debba reggere sopra la forza delle tempeste.

Veramente può dirsi che non se ne senta sul Mongibello. Il giorno 23 era vento, andavasì rattamente, e pure non sentivasi scossa alcuna. Ci accorgevamo di correre per la illusione del correre del lido e degli oggetti che incontravansi. Poteva dirsi che il Mongibello spiegasse bene 1′ as­sioma del Galilei.- La ragion fisica di quel vantaggio ch’ è il più gran desiderio come il più gran benefizio de’ viaggiatori , provie­ne spontanea dalle macchine le quali senza bilangieri e racchiuse in brevissimo spazio danno un moto dolce e regolarissimo. Ma troppo sarebbe il dare sminuzzata relazione di una macchina , nella quale i vantaggi dell’ alta e della bassa pressione sono uniti , evitandosi li svantaggi dell’ alta pressione.

Che si dirà dell’ agiatezza? Vi sono 140 letti ; – il ponte può contenere 14 carrozze e più – nella galleria sopra coverta le ta­vole da mangiare possono ricevere circa ot­tanta persone ; – cotesta galleria dà il van­taggio di rendere libere le stanze sottoposte che formano una specie di dormitorio, di far­le meno calde in estate e meno fredde nello inverno. La galleria ha ricchezza e lusso , è ben concepita ; isolata , come la è , lascia alle sue ale due corridoi perchè la gente passi a suo grado; – i posti e la sala del­la seconda classe presentano agiatezza e no­biltà ; – la maggior parte de’ letti è a gui­sa di gradinata : così chi sta nel letto di sopra non dà disturbo a chi sta nel letto di sotto ; — i letti poi non sono angusti, secon­do il consueto , che pare debbano riceve­re tisici morti , ma sono da ricevere viag­giatori vivi irrequieti , e sono , come me­glio si possa, addobbati; – le stanze interne son ben ventilate, e le finestre guernite e difese da cristalli e da persiane ; – il tetto della galleria robustamente fatto è una loggia che t’ invita,a passeggiare in amena con­versazione con viaggiatori distinti , a godere della sommità del cielo , della faccia del mare , del consorzio dell’ uomo che sa creare opere sì stupende ; – la stanza della macchina può ben dirsi elegante: il suo pavimento è di ferro disegnato a punti; i lenzuoli , le salviette, gli argenti, i piatti sono degni di chi sa sposare il gusto alla ricchezza e portano lo stemma delle Due Sicilie, al di cui servizio par sia primamente dedicato il Mongibello ; da per tutto in somma s’incontrano tavole di mogano , sedie di varie forme, marmi, bronzi , specchi, cornici dorate, e tale un’ armonia tra la solidità inglese ed il gusto italiano che si è stretti a lodare e desiderare sempre utili cose in forme leggiadre.

E poi da credere che altri battelli a vapore sieno delle nostre genti le quali debbano volere a questa età , come le arti belle, le arti utilissime.

Sì! Lavoriamo utilmente , se non vogliamo l’anatema de’ posteri e de’ contemporanei che cotanto progrediscono. – Non ci prenda fastidio il soverchio numero di battelli a vapore, ché sempre verrà utile agli intraprendenti e all’universale.

Real marina , che già possiede il Ferdinando Secondo , il Nettuno, il S. Wenefrede, ­avrà un altro battello che si sta allestendo in questa darsena, della grandezza del S. Wenefrede, ed avrà forse presto anche battelli da guerra.

L’Amministrazione delle finanze si gioverà quanto prima di battelli a vapore per la navigazione delle Due Sicilie.

La Sicilia attende tosto il Palermo, battel­lo come si assicura, di arte veramente fine ; poi avrà la Messina. E ciò farà molto bene ad un paese , il cui mare che lo circonda e le città bellissime che vi sorgono vogliono frequenza di battelli a vapore. La Compagnia della navigazione a vapore delle Due Sicilie conta il Francesco Primo, la Maria Cristina, il Mongibello di cui s’è parlato , l’Ercolano che si aspetta, costrutto con lo stesso meccanismo e più lungo del Mongibello di cinque piedi ; e finalmente la Furia ch’ è mansuetissima.

La compagnia di Martino mise in movi­mento il Vesuvio e prometto un altro mi­gliore battello a vapore.

Il principe Alessandro Torlonia porrà in attività il Veloce che , provveduto di nuove macchine inglesi , lascerà di esser tardo….

Ma si rivenga al tema.

Mi fu quella corsa piacevolissima. Mi sembrava dì spaziarmi per la casa di un ma­gnate ( la quale non è poi strano supporre sul mare ) tutta brio e veramente , come di­cono gl’ Inglesi , confortable. — Si andò e si ritornò fuggendo. Ciò non è niente illu­sione , è realtà tutta ; quantunque chi stava sul Mongibello dovea venir commosso da quel­lo eccelso sentimento ch’è poesia – Il monte Vesuvio che cupo cupo fumava sopra città sepolte ; – il bastimento Mongibello che fumando squarciava le onde; – le carroz­ze a vapore che lungo la riviera andavano più ratte del Mongibello , e parean che con la loro celerità lo accusassero di lentezza – il Carlomagno , altro battello a vapore francese, che festoso usciva dal porto; — un cielo un mare un lido d’ in­canti..:., oh era là il poema della vita! Ed il suo argomento era il vapore, principale im­magine del progresso materiale , delle scienze, del secolo decimonono. — E il morale? E i . . . . che soggetto di profonda rifles­sione l

L. Scovazzo.

fonte

http://www.adsic.it/2005/12/12/mongibello-contro-polluce-a-chi-la-colpa-del-naufragio/#more-572

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