Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Una descrizione di Camino del 1795 a Roccad’Evandro

Posted by on Lug 8, 2026

Una descrizione di Camino del 1795 a Roccad’Evandro

Giuseppe Giovini

L’Abate Francesco Sacco, nato intorno alla metà del XVIII secolo, fu un celebre geografo e storico e, per alcuni anni, professore di storia e geografia presso il Reale Collegio del Salvatore di Napoli, istituito da Ferdinando IV di Borbone. Tra il 1795 e il 1796 pubblicò un’opera geografica di notevole importanza, intitolata Dizionario geografico-istorico-fisico del Regno di Napoli, suddivisa in quattro volumi: il primo pubblicato nel 1795 e gli altri tre nel 1796.

Un tempo era consuetudine dedicare la propria opera a una figura eminente: un alto prelato, un sovrano o un aristocratico. L’Abate Sacco, in questo caso, dedicò il primo volume del suo Dizionario geografico-istorico-fisico del Regno di Napoli a Ferdinando IV di Borbone (1751-1825), re di Napoli e di Sicilia. Gli altri tre volumi, pubblicati nel 1796, furono invece dedicati a Maria Carolina d’Austria, regina di Napoli e di Sicilia; a Francesco di Borbone, principe ereditario delle Sicilie; e a Maria Clementina d’Austria, arciduchessa d’Austria e principessa reale di Napoli.

Il primo volume del Dizionario geografico fu stampato a Napoli, capitale del Regno, presso l’editore Vincenzo Flauto nel 1795. Come ogni opera di questo genere, è organizzato alfabeticamente per voci e raccoglie l’elenco delle località, dei paesi, delle città e dei quartieri appartenenti all’amministrazione del Regno di Napoli. Nel tomo I, sotto la lettera «C», a pagina 154, l’abate Francesco Sacco descrive il casale di Camino. Di seguito si riporta il testo originale.

CAMINO

Casale nella Provincia di Terra di Lavoro, ed in Diocesi di Teano, situato sopra un alto monte, d’aria salubre, e nella distanza di dodici miglia dalla città di Teano, che si appartiene in feudo alla Famiglia Cedronio, Marchese di Rocca d’Evandro. In esso Casale sono da osservarsi una Chiesa Parrocchiale; ed una Confraternita Laicale sotto l’invocazione del Rosario. Le produzioni poi del suo territorio sono vettovaglie di varj generi, frutti, vini, castagne, e pietre di funghi. La sua popolazione finalmente ascende a duecento in circa sotto la cura spirituale d’un Parroco.

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.