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Una lettera dal “Terzo Mondo”

Posted by on Nov 24, 2021

Una lettera dal “Terzo Mondo”

Egregia signora,

Lei ha pienamente ragione quando afferma che Napoli è “fatiscente e soffocata dai suoi debiti, piena di problemi come la Galleria Vittoria, la metro incompiuta e malfunzionante, l’organico comunale drammaticamente insufficiente, la povertà e la disoccupazione esplosive, la spazzatura, la camorra” e… chi più ne ha più ne metta. È tutto vero, come darLe torto?!?

Le è sfuggito, però, un petit dettaglio: Lei fa una profonda, acuta, dettagliata, tassonomica anamnesi dei problemi della mia città, ma non si preoccupa di chiedersene la causa. Forse, uno sforzo di comprensione sarebbe troppo?!?

Deve sapere che, fino a fine Settecento, Napoli insieme con tutto il Meridione d’Italia era la tappa obbligata del Grand Tour, una meta che completava e coronava la formazione culturale e spirituale di chi qui veniva appositamente. Mica andavano in Francia. No, aspiravano a visitare questi luoghi che erano stati Magna Graecia, ossia la culla della civiltà del mondo occidentale; sì, anche quella del Suo Paese anche se, poi, abbagliati dalla vostra “grandeur,” non avete saputo o voluto mettere a frutto la civilizzazione impartitavi. Anche Giulio Cesare, poverino, si diede tanto da fare, ma voi niente, proprio di coccio…

Fino a fine Settecento, dicevo, cioè fino a quando, presi dal sacro furore illuminista, vi sentiste in obbligo di venire ad imporci a tutti i costi, tramite il vostro Giovanstefano Championnet e quell’altro bastardo di Macdonald, la vostra liberté, fraternité et egalité. Ovviamente, non dimentichiamo quell’infame di Giuseppe Bonaparte, “roi” di Napoli per grazia di chissà chi e per volontà del suo fratellone, che completò l’opera. In base al principio che chi libero non voleva essere ma doveva invece esserlo per forza, imponeste la vostra liberté col ferro e col fuoco salvo poi a scappare, di fronte alla furia sanfedista dei nostri “patrioti-lazzaroni” (Vi brucia ancora, eh?).

Sì, è vero, poi ve ne andaste, ma ormai il guaio era stato fatto: il seme marcio giacobino/massonico era stato gettato e attecchì come la gramigna. E la malerba non muore mai, soffoca quella buona e ne prende il posto. Infatti, quella radice nefasta, da allora in poi, ha prodotto tanti frutti marci che, dopo averci tolto ricchezza, autonomia e libertà, ci (s)governano da 160 anni a questa parte, riducendo Napoli e tanti altri angoli di questa penisola nelle condizioni in cui stanno.

Adesso ha capito perché siamo “terzo mondo”?

Molto cordialmente

Erminio de Biase

NAPOLI (Terzo Mondo)

3 Comments

  1. Ciao, dovevi continuare con la Storia, hai dimenticato tutto quello che ha subito il Regno delle 2 Sicilie e tutte le rapine che abbiamo subito.
    Nel terzo mondo è nata la prima linea ferroviaria.
    Nel terzo mondo è nata la famiglia De Filippo, Toto, Di Giacomo, Pino Daniele, Troisi, e tanti personaggi importanti. Non a caso Dio ha creato il terzo mondo a Positano – Amalfi – Capri – Ischia – Sorrento – Ischia.
    Non ci dimentichiamo la pasta prodotta nei pastificio di Torre Annunziata e tante cose buone da mangiare che sono solo prodotte in questo terzo mondo. Se per lei questo è terzo mondo, la Francia non ha una classifica è sottozero. Una volta era la pasta na schifezza che veniva definita sotto zero, quella buona veniva fatto con farina e semola doppio zero. Ma facitem nu piacere, ormai per guadagnare 5€ per ogni articolo non sapete più cosa scrivere sui giornali.
    Ho dimenticato gli Scavi di Pompei

  2. Proprio così. Tie’
    Bravo! Gliele hai dette!
    Guardasse in casa sua e venisse a Napoli a farsi un bidè.

  3. Ben fatto!!!

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