Alta Terra di Lavoro

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Una nuova forchetta a quattro punte per sua maestà il Re di Napoli

Posted by on Nov 29, 2017

Una nuova forchetta a quattro punte per sua maestà il Re di Napoli

La forchetta moderna, che oggi usiamo sulle nostre tavole, è nata a Napoli alla corte di Ferdinando. Ecco la sua curiosa storia.

La forchetta è un oggetto per noi oggi di uso comune, proprio non sapremmo farne a meno a tavola. Eppure fino a non troppo tempo fa, sopratutto sulle tavole nobili, il suo uso veniva visto perfino come una stravaganza.

La forchetta, come oggetto per infilzare cibi, è nota da tempi antichissimi forse introdotta in occidente dai bizantini. Ma si trattava di un oggetto molto diverso da quello attuale. Infatti aveva due o tre punte (il termine corretto sarebbe rebbi).

Le nostre forchette, per capirci quelle che usiamo tutti i giorni a casa, hanno invece quattro punte e furono inventate, udite udite, a Napoli! O meglio furono introdotte alla corte di Ferdinando IV di Borbone, nel 1770 ad opera di Gennaro Spadaccini ciambellano di corte.

La storia narra che l’ingegnoso Spadaccini trovò la soluzione ad un problema di non poco conto. Il tutto è legato al consumo di pasta ed in particolare di spaghetti. Gli spaghetti, il cui consumo iniziava a diffondersi in maniera cospicua proprio nel settecento, rendeva problematico il servirli  a tavola nei pranzi ufficiali, perché piuttosto complicati da mangiare con le mani e decisamente sconvenienti anche per una tavola abituata a servirsi con le mani. Ferdinando di Borbone, desiderando non privarsi di questo gustoso piatto, ordinò che venisse trovata la soluzione. E fu così che l’ingegnere di corte studiò e ristudiò la vicenda modellando e rendendo più funzionale la vecchia forchettalunga e a tre punte, più simile ad una arma che ad una posata, adatta per prendere la carne, ad esempio, ma decisamente scomoda per gli spaghetti.

La soluzione fu di aggiungere una puntaaccorciarne i rebbi e renderla anche meno appuntita.

Ed ecco quindi che a pieno titolo possiamo dire oggi che la forchetta che tutti oggi usiamo sulle nostre tavole è decisamente nata a Napoli!

Valentina Cosentino

grandenapoli.it

 

Forchetta, spaghetti e un re: la rivoluzionaria invenzione di Ferdinando IV

Se vi siete mai ritrovati a mangiare sushi sicuramente ricorderete, della prima volta che l’avete fatto, la difficoltà nell’usare lebacchette. E quasi certamente nella vostra mente avreste voluto invocare in soccorso la tanto pratica forchetta, un elemento così usuale delle nostre vite che quasi si dà per scontato esista da sempre.

In realtà questo oggetto, almeno come lo conosciamo oggi, fu inventato verso la fine del  XVIII secolo da Gennaro Spadaccini, ciambellano di corte di Ferdinando IV di Borbone.

Storicamente la prima apparizione delle forchette risale ai greci ed ai latini, che le affiancavano a ditali d’argento usati per non ustionarsi le dita durante i pasti.

Dopo il crollo dell’Impero romano quest’oggetto cadde in disuso in Europa, conservando però il suo utilizzo nell’Impero Ottomano. In seguito furono iveneziani a riportare alla luce le forchette, che però avevano due o tre rebbi(parola tecnica per chiamare le punte).

Ma quasi 800 anni dopo, esse risultavano decisamente poco pratiche per mangiare il piatto preferito del re delle due Sicilie: gli spaghetti.

La ricetta tradizionale che associa a questa pasta il pomodoro iniziò a circolare sulle tavole intorno alla seconda metà del 1600, dopo l’importazione di questo condimento dal nuovo continente: l’America.

Ma re Ferdinando non volle assolutamente rinunciare al gustoso piatto che andava diffondendosi in quegli anni ed incaricò il suo ciambellano di trovare una soluzione.

Egli cominciò a pensare al da farsi ed ebbe un’intuizione che risolse tutti i problemi: accorciò i rebbi e la lunghezza della forchetta stessa, misequattro punte per far sì che gli spaghetti potessero attorcigliarsi meglio e le rese meno appuntite, in modo da renderle più sicure da avvicinare alla bocca.

Così, quasi tre secoli fa, iniziò l’intramontabile successo degli spaghetti, che sicuramente devono un po’ della loro fortuna anche alla loro fedele compagna.

-Federica Russo

Storienapoli.it

 

 

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