UNIRSI NO, MA RISPETTARSI SI!!!
Claudio Saltarelli
Una delle più grandi truffe della geopolitica della storia dell’umanità, la scomparsa del Regno della due Sicilie, non poteva essere cancellata senza lasciare delle tracce e nonostante il forte impegno da parte dei suoi aguzzini a cancellare le prove del delitto la verità sta prepotentemente emergendo.
Già dall’immediato dopoguerra ci furono dei pioneri identitari che cominciarono a ripristinare verità storiche nascoste come Alianello, Vitale, Topa, Molfese, Zitara ecc ecc, sembravano dei visionari o degli utopisti ma grazie al loro lavoro il fiume carsico della nostra storia è emerso dalle viscere della terra e si ingrossa anno per anno sempre di più, la sua crescita è direttamente proporzionata alla ridicolagine della vulgata dominante che pur avendo a disposizione grandi risorse, il controllo dell’istruzione pubblica e dei mezzi di comunicazione non riesce ad arrestare o rallentare il corso del suddetto fiume. Troppo grande e troppo antica la storia delle genti napolitane e siciliane per pensare di avere dei risultati positivi ed ogni giorno che passa in una moltitudine di ambienti, tutti diversi tra di loro, nascono spontaneamente come funghi testimonianze, diverse tra di loro, di un passato importante e glorioso che a piccoli passi si sedimenta nel tessuto sociale e nell’animo delle persone. Tante sono le associazioni nate negli ultimi 30 anni che si rifanno al Regno delle Due Sicilie che stanno dando un contributo importante al ripristino di verità storiche occultate e alla loro divulgazione ma difettano, però, di spirito di convivenza e di un mancato coordinamento tra di loro. Le ragioni sono tante e si conoscono benissimo, ma evitando di fare qualsiasi tipo di polemica che ti porterebbe, meglio dire forse di rimanere, in un vicolo cieco, è meglio cominciare ad affrontarle per cercare di creare un corpo unico, ognuno con le proprie caratteristiche, per servire la causa napolitana e siciliana, cosa ben diversa da quella meridionale, che metterebbe sempre più paura al sistema risorgimentale massonico avvolto nel tricolore che è già in grosse difficoltà. Non serve invocare unità o un leader che possa unire le varie realtà perché è impossibile da attuare dato le forte personalità presenti e perché, per ottenere risultati migliori, una fungaia che nasce spontaneamente e in ordine sparso sfugge a qualsiasi tipo di controllo del potere diventando più incisiva e costruttiva. Due cose semplici si possono fare, la prima è quella di stipulare un patto di non belligeranza e di fratellanza, non quello massonico ovviamente, e la seconda è quella di sottoscrivere un patto di mutuo soccorso impegnandosi a eliminare tutti i contrasti che dividono che generano solo rapporti personali malsani.
Non condivido la strada che sta prendendo tizio o caio?, ma la difendo e l’appoggio dagli attacchi esterni perché da forza e credibilità a tutta la comunità e perché un fratello bisogna sempre difenderlo. Se si riescono a metabolizzare questi pochi ma chiari punti allo possiamo ben dire che siamo “un popolo in cammino” e per arrivare a questo obiettivo, che non richiede un grande sforzo, basta poco e si tenterà di farlo venerdì 13 giugno alle ore 18 presso “La Terra ai Due Golfi” contrada Osservatorio



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