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Uniti per la Costituzione nelle vesti del Comitato di Liberazione Nazionale che tenterà di costringere i napolitani a rimanere sottomessi nell’impunito razzismo unitario, come avvenne ai poveri siciliani nel 1943-45

Posted by on Lug 31, 2022

Uniti per la Costituzione nelle vesti del Comitato di Liberazione Nazionale che tenterà di costringere i napolitani a rimanere sottomessi nell’impunito razzismo unitario, come avvenne ai poveri siciliani nel 1943-45

Nella Itaglia razzista le élite politiche organizzano sceneggiate di propaganda per il continuo e l’inutile elogio della Carta costituzionale del 1948, divenuta tutt’oggi una carta straccia, come l’ho era lo Statuto Albertino del 1848, per la sua mancata applicazione.

Né sotto i Savoia francesi né sotto la farsa Repubblica ci fu un possibile processo di garanzia e tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini preunitari che sono ufficialmente sudditi che cittadini liberi e indipendenti, dovendo per forza ascoltare i discorsi perditempo di certi partiti filo-padani e dei politici dei governi che non fecero altro che arricchire la Padania di patrimoni culturali, industrie, scuole, ospedali, musei e teatri. Allora mi chiedo se è necessario oppure no fidarsi di questi politici autodefiniti difensori della Costituzione e della “democrazia italiana”? il No è l’unica risposta che posso dare alla domanda proposta. Indubbiamente tali amici del razzismo unitario saranno capaci di trascinare i popoli preunitari italiani a farli avvicinare al desiderio dell’unità, soprattutto nazionale (quindi c’è il peggio che il meglio), e della sovranità popolare (ovviamente inventata e continuamente mantenuta per la solita volontà dei servitori del sciovinismo padano, spacciato come nazionalismo). Così l’Itaglia ci vuole fare questa sorpresa da pagliacci a tutti i cittadini preunitari, facendo mettergli in testa l’importanza della Costituzione e della fratellanza tra tutti gli italiani per dimenticare le loro tradizioni secolari e morali. Ecco il modo di esercitare la propria politica da parte dei razzisti unitari: Fare gli italiani da una parte e dall’altra nella totale confusione, in riferimento storico agli atti del disordine fomentati e compiuti dalle spietate congiure elitarie contro i legittimi Stati preunitari durante il periodo del terrorismo risorgimentale. In che modo riescono a realizzare tale ideale sconosciuto? Con le manifestazioni da clown, con le feste dei buffet, con le richieste di favoritismo ai cittadini preunitari e con i proclami istigativi che spingono gli stessi cittadini a compiere gli atti del vandalismo verso luoghi pubblici e privati. Un politico dovrà amare il suo popolo senza costringerlo a seguire le sue pretese, perché è il popolo stesso a voler pretendere tutti i suoi benefici negati dal suo Stato di appartenenza. Purtroppo finché in questa società coloniale regnerà il razzismo unitario, non ci sarà né pace né diritti né democrazia. Bisogna per forza sperare che quei politici trasformisti e buonisti possano fare qualcosa all’Itaglia? No e poi no. Eppure hanno pure il coraggio di dare origine agli ennesimi partiti o alleanze politiche di diversa ideologia ma puntati sull’elogio dell’unità e della Costituzione del 1948, mantenendo in vigore l’ingiustificato razzismo statale e culturale. Tra i partiti nazionali e le alleanze fondamentalmente basate sulla causa del razzismo unitario ne voglio citare uno e si intitola “Uniti per la Costituzione”. Può sembrare ai napolitani che tale alleanza sia una alternativa per migliorare le loro condizioni di colonialismo ma non è così, poiché si centra propriamente sulla difesa della Costituzione soltanto per il piacere dell’élite padana. Uniti per la Costituzione è infatti un’alleanza filo-razzista unitario ma intenzionato a spacciarsi come filo-costituzionale, perché i fondatori vorrebbero basarsi sul rispetto della Costituzione repubblicana che non ci fu e viene violata. A costituire questo gruppo sono i principali tre partiti naturalmente legati all’ambiente del razzismo unitario: il Partito Comunista con Marco Rizzo, l’Ancora Italia con Francesco Toscano e la Riconquista l’Italia con Stefano d’Andrea. Questi tre fedeli del razzismo unitario (fateci caso: Toscano è di Gioia Tauro ma diventato un ascaro, mentre Rizzo e D’Andrea sono di origini padane) fanno parte in questa alleanza politica fondata il 27 aprile 2022 da un gruppo di dissidenti che abbandonano i partiti o dopo che i loro partiti decisero di abbandonare i seggi parlamentari per prendere la decisione di costituire tale alleanza per la follia di governare l’Itaglia. Attenzione, non solo i tre partiti sono gli unici a prendere parte ma ci stanno pure l’Azione civile di Pietro Ingrao (un magistrato palermitano ma con procedimenti giudiziari, le cui accuse sono il doppio incarico dato dall’ascaro antisiciliano Rosario Crocetta e il possesso illegittimo dei soldi) e la Rinascita Repubblicana di Francesca Donato (una ex-leghista di origini padane) che vorrebbero contribuire a difendere la cosi tanto cara Costituzione. La partecipazione di tali partiti alla creazione e al sostegno dell’Uniti per la Costituzione è soltanto una operazione di trasformismo elitario invece di essere un’esempio di democrazia, non dimenticando che la democrazia nello Stato italiano non c’è oppure esiste ma solo sulla presa di potere dei politici elitari. Ma ritornando sulla loro volontà di difendere la Costituzione, questi “amici del popolo italiano (disunito)” sanno o fanno finta di non sapere che esiste il razzismo unitario che regge il sistema politico, economico e culturale dell’Itaglia? Sanno che la Nazione disunita è disgregata economicamente? Si battono almeno per l’uguaglianza? Bianca Laura Granato, una ex-pentastellata iscritta nell’Ancora Italia il 9 giugno, aveva intervistato Pino Aprile il 24 aprile 2021 per parlare il problema economico del Meridione e il suo motivo della fondazione del M24A-ET. Da quel momento si interessò di parlare l’esistenza del divario tra la Padania e la Napolitania e improvvisamente è “decisa” di opporsi alla autonomia differenziata messa in discussione dal governo razzista. Facciamo un passo indietro, perché la cara Granato sostenne il razzismo unitario per essere favorevole all’autonomia sciovinista filo-padana del Veneto di Luca Zaia sulla quota tassativa di 9/10 dimenticando di chiedere al governo di approvare i LEP. Poi, dopo l’abbandono del Movimento 5 Stelle nel 2021, la politica ascara divenne indipendente ed ebbe la fantasia di essere una fan del meridionalismo, continuando però a mantenere il suo rapporto con i dissidenti dei partiti nazionali. Secondo voi, cari lettori napolitani e forestieri, è una sorta di trasformismo o la libera scelta della Granato? Secondo la mia opinione la senatrice voleva interessarsi di stare nella poltrona parlamentare, arrivando a divertirsi fare l’eroina dell’opposizione verso il governo Draghi, anch’esso fedele al razzismo unitario. Inoltre i post di Facebook dell’Agenda Sud-Calabria mostrano la verità sulle intenzioni della politica ascara Granato, notando pure che la signora aveva detto che i napolitani non faranno una buona figura se non fossero favorevoli alla concessione dell’autonomia sciovinista ai veneti, ma era intenta di votare la legge sull’autonomia differenziata dicendo che equiparava ai trattati internazionali (tale dichiarazioni provengono dai messaggi del post del 6 gennaio 2019). Però i meridionalisti e gli indipendentisti napolitani dicono il contrario perché l’autonomia differenziata va contro il criterio di spartizione dei fondi previsto dall’UE, riconoscendo la forte disobbedienza mostrata da Pino Aprile verso il governo razzista per la sua opera del dirottamento dei fondi verso le ricche regioni padane. Per la Granato il problema del divario Nord-Sud è un argomento di poca importanza, interessandosi alle “questioni nazionali” tra cui il vaccino non obbligatorio, il no green pass e, come detto prima, la difesa della Costituzione. La brava ascara non sa che adempiendo questa “impresa politica” cerca di occultare l’esistenza del razzismo unitario dal governo razzista, dai programmi televisivi e dai siti social network ovviamente non da sola ma assieme ai suoi amici sostenitori del sistema segregazionista unitario. È talmente strano che la Granato prima tentava di dare il suo voto all’autonomia differenziata e in seguito cambia idea per sposare il buonismo nell’opposizione parlamentare, dando il suo appoggio a un nuovo partito che, visto il suo simbolo partitico, può avere a che fare con il razzismo unitario. Non dubito che, oltre a Granato, tutti i presidenti dei partiti costituenti dell’Uniti per la Costituzione non si siano veramente occupati sulla risoluzione del divario Nord-Sud benché erano dedicati alla sola e unica cura della vita e del lavoro del popolo padano, quindi a favore del razzismo unitario e della dottrina sciovinista padana. Chi sa quanta propaganda faranno questi politici razzisti dell’alleanza per “convincere” i napolitani a sostenerli per formare un nuovo governo razzista dopo le dimissioni di Mario Draghi del 21 luglio ma Pino Aprile vorrebbe tentare di candidarsi alla presidenza del governo, consigliandoli moralmente di prendere le dovute distanze dal razzismo unitario dei candidati (soprattutto da Cateno e Giarruso de Luca, fondatori del partito “Sud chiama Nord” di carattere coloniale, e da Luigi de Magistris, il denigratore di Napoli). I promotori de “Uniti per la Costituzione” cominceranno sicuramente a fare discorsi antieuropeisti e sovranisti per poi passare ai loro nuovi programmi politici con la dimenticanza di combattere il razzismo unitario, come è presente negli altri programmi dei candidati delle diverse alleanze politiche. Il 25 settembre, la data stabilita dopo lo scioglimento delle Camera da parte di Mattarella, è il giorno in cui i cittadini preunitari, in particolare i napolitani, devono votare ad una determinata alleanza politica per formare un nuovo governo. Però non si sa se sarà coloniale o non, ma ho il timore che può essere così, come è avvenuto nei precedenti governi. Se i candidati delle alleanze politiche sono le stesse persone che favoriscono il razzismo unitario nel totale disprezzo dei popoli colonizzati (Napolitania, Sicilia e Sardegna), i napolitani non hanno l’alternativa che armarsi di astensionismo puro, riconoscendo l’opinione di altri che dicono che tale gesto farà rimanere gli stessi politici “vigliacchi” nelle poltrone del Parlamento, dovendo ammettere che tutti i politici razzisti, sia di maggiorana sia di opposizione con la complicità di mantenere rapporti con i mafiosi tutelati, sono la feccia del popolo napolitano. I “liberatori” de Uniti per la Costituzione, come nel resto dei candidati, sono puntati a far prevalere gli “interessi nazionali” nella mente dei napolitani mediante l’uso della strumentalizzazione informatica e politica nei confronti dell’innocente popolo per oscurare ingiustamente la realtà dell’esistenza del razzismo unitario nelle istituzioni, nei comuni, nelle scuole, nelle università, nelle strutture produttive e negli organi di governo. Il protagonismo dei promotori della citata alleanza politica è chiaramente falso, come il loro finto appoggio verso il disunito popolo.

Antonino Russo

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