VERONA TENTA DI IMPEDIRE LE PASQUE VERONESI
VERONA. IL COMUNE TENTA D’IMPEDIRE LE CELEBRAZIONI DEL 228° ANNIVERSARIO DELLE PASQUE VERONESI. COME I LORO COLLEGHI DEL 1797 E DEL 1799 , ANCHE OGGI I NEOGIACOBINI PERSEGUITANO GL’INSORGENTI E CHI NE FA MEMORIA
Quest’anno il Comune sinistro di Verona ha fatto di tutto per impedire fisicamente le consuete celebrazioni delle Pasque Veronesi, la grande insorgenza di Verona e del contado contro Bonaparte e i rivoluzionari francesi dell’aprile del 1797. Celebrazioni che hanno luogo ormai da quasi 30 anni, dal bicentenario del 1997 e con amministrazioni di ogni colore.
Il Comune e l’Assessore alle manifestazioni Jacopo Buffolo in particolare, non solo hanno negato patrocinio, contributo, spazi, banchetti, accesso in ztl, accesso alla Torre dei Lamberti in Piazza delle Erbe e suono della campana a martello, ma hanno tentato perfino di precludere fisicamente le piazze a chi voleva onorare i caduti di 228 anni fa. Cosa tanto incredibile, quanto goffa. È dovuto intervenire il dirigente del Comune di Verona a spiegare che non era possibile impedire una manifestazione legittimamente convocata e comunicata tempestivamente alla Questura e su cui questa e la Digos nulla avevano da eccepire.
Insomma non solo l’amministrazione si è schierata coi persecutori e invasori napoleonici, con i massacratori dei propri concittadini del 1797, ma ha tentato di vietare addirittura la commemorazione dei 2.105 caduti dell’insorgenza, cercando anche d’infangare l’onorabilità e la serietà del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi e dei suoi studiosi, i quali da tanti anni portano avanti la ricostruzione di quei fatti con libri, memoriali, manifestazioni, film ecc. E hanno orchestrato una campagna stampa di discredito coi soliti gazzettieri caudatari della Rivoluzione.
Non solo, ma l’amico e studioso Erminio de Biase, che aveva inserito il volantino sulle celebrazioni delle Pasque Veronesi di questo anno 2025 e quello sui nemici delle Pasque Veronesi e delle insorgenze in un gruppo di colleghi storici, per lo più del Sud, ma non solo, si è trovato ad essere vittima di un autentico vespaio ed è stato insultato da parte di alcuni storici neogiacobini, che non sono mai entrati nel merito, ma evidentemente irritati nel vedere sbugiardate le loro tesi davanti all’opinione pubblica. I lumi non si toccano!
Gli attacchi da parte di costoro al cosiddetto brigantaggio, alla storiografia neoborbonica, agl’insorgenti e agli antigiudaici di allora (esempio l’assalto al ghetto di Verona, dove si detenevano armi e si dava ricetto ai militari francesi durante le Pasque o i fatti di Siena) si sono sprecati. È comprensibile, del resto: i càpataz accademici hanno costruito fior di carriere e stipendi su questo; hanno ricevuto onori dal mondo e articoli ossequiosi da parte della stampa asservita. Duro veder messo in pericolo tutto questo.
E’ la riprova, mi pare, dell’importanza della battaglia sull’invasione rivoluzionaria e napoleonica del 1796-97 e 1799 e sul cosiddetto Risorgimento, giacché su quelle menzogne (come ben sappiamo) si fonda e si regge (ancora per poco) l’odierno sistema culturale e politico.
Maurizio-G. Ruggiero


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