Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

VOCI SUONI E CANTI DI BRIGANTI IN TERRA DI LAVORO UN 2026 PIENO DI SODDISFAZIONI

Posted byon Set 12, 2026

VOCI SUONI E CANTI DI BRIGANTI IN TERRA DI LAVORO UN 2026 PIENO DI SODDISFAZIONI

Claudio Saltarelli

L’anno 2026 è iniziato con i fuochi d’artificio per lo spettacolo teatrale musicale“Voci, suoni e canti di briganti in terra di lavoro”in quel di Ripi,come già ampiamente documentato, è stato il preludio per un’estate piena di soddisfazioni che mai potevamo immaginare quando iniziammo qualche anno fa. A Ripi era presente lo storico e critico teatraleVincenzo Ruggiero Perrinoche ha avuto parole lusinghiere sullo spettacolo scritte in un articolo come di seguito riporto che abbiamo molto apprezzato e che ci ha dato ulteriore slancio e fiducia sul nostro operato.

Con grande sorpresa e stupore il 12 luglio in quel di Melfi ci viene consegnato il Primo Premio sezione teatro del Festival Internazionale“Sotto lo stesso cielo”che assume un valore doppio perché la giuria era composta da attori teatrali professionisti  e per uno spettacolo popolare è un motivo di ulteriore soddisfazione.

Dopo pochi giorni, il 16 luglio, nonostante una serata calda e afosa come mai era accaduto prima, siamo andati in scena alTeatro Romano di Cassinoin una notte magica nata dalla fusione di tre elementi: Il luogo pieno di fascino e con una acustica tra le migliori al mondo esaltata dalla capacità del fonicoCorrado Tagliatelache ormai ci accompagna con costanza da tempo, un pubblico numeroso giunto da nord e sud dell’Italia che non ha avuto nessun problema a comprendere la lingua laborina sia nelle recitazioni che nelle musiche, terzo elemento è la prestazione degli artisti che sono stati capaci di tenere seduto  il pubblico per quasi due ore trenta che soltanto alla fine ne ha compreso la durata. Dopo poche ore grazie alla presenza di un giornalista, “IlRoma” online di Napoli ha fatto uscire un articolo con tanto di foto, che parlava dello spettacolo esaltandone il valore.

A distanza di un mese, il 17 di agosto, siamo andati in scena in quel diChiauci in provincia di Isernia, per la prima volta in Molise, abbiamo vissuto un altro momento magico in un contesto ambientale completamente diverso rispetto a Cassino ma altrettanto suggestivo e adatto per fare teatro e musica infatti Piazza Marconi  si trova al centro del paese che per la sua geometria urbana offre un’acustica ideale per gli artistici che si esibiscono a stretto contatto con il pubblico che è giunto in massa occupando tutti i posti a sedere e i balconi antistanti la piazza oltre a tutte le persone che sono rimaste in piedi o su i balconi adiacenti alla piazza. Quando nel finale ha cominciato a piovere gli spettattori hanno cercato di resistere fino all’ultimo secondo ma poi hanno dovuto mollare. A tal proposito una menzione devo farla aLeda Panaccioneche ha resistito finchè ha potuto a recitare sotto la pioggia di fronte ad sedie vuote e bagnate dimostrando grande attaccamento al suo ruolo e grande rispetto per se stessa per lo spettacolo e soprattutto per il pubblico che ripeto ha cercato di resistere rifugiandosi sotto i balconi per non perdersi il finale.

Come hanno potuto notare i più attenti definisco lo spettacolo “popolare” e se apparentemente può sembrare un limite invece è proprio la sua forza, tranne per alcune eccezioni, gli artisti sono persone che nella vita fanno altro e infatti c’è chi scende dalla scala perché stava imbiancando una stanza, chi ha appena alzato la testa  dai testi universitari, come chi stava riparando un cavo dell’alta tensione per salire poi, tutti insieme, su un palco per esibirsi di fronte ad un pubblico in uno spettacolo molto impegnativo e difficile senza perdere concentrazione con capacità e serietà . Certo per tenerli a bada e organizzarli si sudano le fatidiche sette camice e non mancano rimproveri e incazzature che si superano con una forte pazienda, ma la forza degli spettacoli popolari è proprio questa che definirei “anarchia organizzata”. Ogni prestazione non è mai uguale a quella precedente, chi in una uscita ha meritato la palma del migliore in quella successiva non si ripete ma è sostituito da un altro senza che il quadro d’insieme ne risenta,  ma ripeto la bellezza del” popolare” è proprio questa, artisti indisciplinati e imprevedibili ma sostenuti da talenti innati supportati da serietà e impegno. 

Di seguito, in ordine di data, il video di Cassino e a seguire quello di Chiauci        

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