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Angelo Manna e Andrea Finocchiaro Aprile, due Padri delle due diverse Nazioni italiane (II)

Posted by on Ago 16, 2022

Angelo Manna e Andrea Finocchiaro Aprile, due Padri delle due diverse Nazioni italiane (II)

Per fortuna Angelo Manna ebbe la libertà di creare un proprio movimento che rappresenta attualmente non solo un passo avanti verso la corrente meridionalista e autonomista ma una reale affermazione di un possibile indipendentismo continentale, nonostante che Manna avesse dichiarato che non voleva essere un separatista.

In altre parole fu un tale tentativo che di fatto si verificò ma il suo movimento politico viene oscurato dai media filo-padani per non dare fastidio sia ai sciovinisti padani sia ai razzisti unitari. Però nelle elezioni amministrative di Napoli la sua lista ottenne 2500 voti in più del padano Bossi, ma questa fortuna non permise a Manna di portare avanti il suo movimento politico per problemi interni del movimento stesso e per la sua morte avvenuta nel 2001. Il meridionalismo e l’autonomismo di Manna aveva contribuito alle rivendicazioni dei diritti territoriali e giuridici del popolo napolitano che, da ieri a oggi, continuano a finire nelle mani del razzismo unitario con lo scopo di costringere al popolo sottomesso per renderli più minoritari e in più i napolitani saranno sempre colonizzati da uno Stato tirannico e illegittimo. Però il suo movimento politico ha favorito l’affermazione della corrente sia autonomista sia indipendentista mediante la fondazione di altri movimenti e associazioni anche se ci sono quelli che vorrebbero l’applicazione della parità fiscale, politica e culturale tra padani e napolitani, come il Movimento 24 agosto – Equità territoriale di Pino Aprile. Angelo Manna fu ed è un napolitano che voleva difendere la Napolitania dai crimini del razzismo unitario ma non ebbe un momento necessario di far rinascere l’indipendenza del 1734 e i primati morali legati alle esigenze del popolo napolitano, rimanendo un punto centrale dell’avvio del processo di evoluzione autonomista e indipendentista del popolo continentale. Ben presto anche Finocchiaro Aprile lo sarà, vedendo nei propri occhi tante repressioni statali e corruzioni mafiose verso il popolo ribelle che non accettò l’odiato razzismo del nascente Stato coloniale dopo l’occupazione militare degli Alleati nella penisola italiana. Se Manna si basava sulle rivendicazioni dei diritti giuridici e culturali e sull’autonomismo della Napolitania, Finocchiaro Aprile impugnò la causa indipendentista per accantonare l’idea della falsa autonomia dei partiti del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) che nei fatti non viene affatto concessa alla Sicilia a differenza dei Borbone che la provvidero per evitare gli ulteriori malcontenti degli abitanti isolani, desiderosi non solo di avere una ampia libertà ma di non vivere più sotto la tirannide del baronaggio. Andrea Finocchiaro Aprile era figlio di Camillo, anch’egli liberale che ricoprì il ruolo di Ministro di grazie e giustizia durante il governo coloniale Fortis ma successivamente si avvicinerà alla sua terra in un evento storico: è il 1943 quando gli Alleati e i mafiosi decisero di “liberare” l’isola dal fascismo nello stile garibaldesco, dominando per pochi giorni nel potere istituzionale senza cambiare niente. Dal 1942 era presente il Comitato per l’Indipendenza della Sicilia (CIS) guidato dallo stesso Finocchiaro Aprile mosso dal forte patriottismo isolano che si contrappose alla malaunità filo-padana e coinvolse molti siciliani di diversa classe sociale, tra cui proprietari terrieri, borghesi, studenti, avvocati e contadini. Su quest’ultimi il patriota siciliano seppe rapportarsi con Antonio Canepa, un professore siciliano di idee socialiste, in precedenza agente segreto degli inglesi nella “lotta partigiana contro il fascismo”, il quale sarà un autore del libro “Sicilia ai siciliani” il cui titolo si riferisce al diritto dei contadini di riavere la propria terra e alla lotta contro il latifondismo, anche se tale fenomeno veniva elogiato da Lucio Tasca Bordonaro con il suo libro “Elogio del latifondo siciliano”. Intanto i membri del CIS contribuiscono al diritto di autodeterminazione e alla difesa dei diritti del popolo siciliano, ricevendo i numerosi iscritti nell’organo politico nonostante i tentativi di infiltrazione da parte dei mafiosi di Cosa Nostra. Dopo la fine del periodo dell’AMGOT sull’isola, sia gli alleati anglo-americani sia i mafiosi isolarono il separatismo siciliano finendolo nelle mire repressive dei partiti del CLN, poiché i secondi desiderarono di far annettere la Sicilia agli USA come 49esimo Stato federale ma fortunatamente non si realizzò tale obiettivo, anche se i rapporti tra le due parti sono mantenuti. Cosa Nostra provò a chiedere aiuto agli inglesi di prendere cura la Sicilia dal riformismo dei Borbone in difesa dei baroni ma in seguito persero il proprio progetto politico desiderato per “commemorare” la collaborazione tra i mafiosi e i militari occupanti sui piani dello sbarco. Arriviamo all’evolversi del movimento separatista, dove Finocchiaro Aprile e i suoi amici membri, in particolare Antonino Varvaro, Concetto Gallo e Attilio Castrogiovanni, conducono una serie di manifestazioni pubbliche per difendere e far svegliare gli isolani nella convinzione morale e non forzata del voler cambiare la Sicilia con l’unica soluzione del ripristino dell’indipendenza. Il CLN non aveva pietà né al leader del MIS né al popolo stesso che si dimostrò indifferente verso l’autorità coloniale ricostituita e l’Alto commissario Aldisio, un democristiano facente parte nell’organizzazione elitaria citata. Nelle manifestazioni separatiste Finocchiaro Aprile accusava il governo razzista di trattare l’isola come una colonia di meno parità e di numerose repressioni inflitte ai siciliani, come a Via Maqueda nell’ottobre del 1944 con l’uccisione di 24 persone a causa del lancio di numerose bombe a mano da parte dei soldati della Divisione Sabauda dell’Esercito coloniale. Il CLN e il MIS erano in un conflitto senza una stipula di un accordo per colpa della condotta del governo coloniale che viene ripetutamente criticato e malvisto sia dal popolo isolano sia da Finocchiaro Aprile. Il liberale siciliano, per impegnarsi a ottenere l’indipendenza al suo popolo, inizialmente si rivolgeva agli alleati in quanto credente che il suo appoggio agli occupanti “liberatori” poteva essere una via semplice per rendere l’isola una Nazione indipendente. Ben presto saprà che gli Alleati non ascolteranno le sue proposte d’indipendenza visto la loro intenzione di consegnare la Sicilia al governo coloniale del CLN, cambiando la sua posizione politica nel rispetto dell’articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite che cita ovviamente il diritto dell’autodeterminazione dei popoli ma dimostrò di essere più sensibile verso il suo popolo. Sia il popolo isolano sia il MIS di Finocchiaro Aprile rappresentavano un vero e proprio fronte comune di difesa dell’isola nei confronti dei partiti e del governo del CLN con rivolte popolari, manifestazioni e assedi di municipi e delle caserme militari, dando origine a una guerra d’indipendenza mediante l’EVIS (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia) comandato prima da Canepa e, dopo la sua uccisione da parte dello Stato coloniale, poi da Concetto Gallo, costituito da giovani siciliani e banditi fuorilegge legati alla causa separatista……continua

Antonino Russo

1 Comment

  1. l parlamento italiano sembra diventato un miraggio… confonde troppe persone che poi non raggiungono niente e alla fine sembrano paghe della meta economica… Situazione desolante per chi la osserva da fuori… sembre avulsa dai problemi reali e per di piu’ inconcludente e troppo onerosa! Gia’ tanto paga Pantalone, cioe’ noi popolo bue senza ovviamete che ce ne accorgiamo! caterina ossi

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