Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

BORBONI e BONAPARTI di GIACINTO DE’ SIVO

Posted by on Dic 2, 2020

BORBONI e BONAPARTI di GIACINTO DE’ SIVO

Sovrani i più odiati dalla setta sono i Borboni, che il nome loro è congiunto a quanto fe’ di più eccelso l’eu­ropea famiglia, dalla prima crociata sino all’ultima impresa d’Algieri. Eglino furono spada del mondo cristiano, la legge, la ragione; sono egida della proprietà, diga alle ambizioni, propugnatori naturali della Fede; quindi a nemici tienli chi agogna vietate altezze, e rovesciamenti di culti e troni. I Borboni significano il dritto eterno, le sette inventano il dritto nuovo. Però in sul primo scocco del debaccare dicol­larono il buon Luigi XVI, appunto perchè buono.

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INIZIÒ NEL 1796 DI RAIMONDO ROTONDI

Posted by on Set 5, 2020

INIZIÒ NEL 1796 DI RAIMONDO ROTONDI

Ho già accennato alle sfumature eccentriche della storia arpinate, in parte coincidenti con identiche eccentricità della storia finale del Regno delle Due Sicilie. I noti avvenimenti del 1860 videro alto-borghesi privilegiati, funzionari di rango elevato, ufficiali superiori dell’esercito e della marina, schierarsi contro il sistema statale al quale dovevano tutto, determinandone il crollo.

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FRIEDERICH MÜNTER NEI REGNI DI NAPOLI E DI SICILIA

Posted by on Ago 3, 2020

FRIEDERICH MÜNTER NEI REGNI DI NAPOLI E DI SICILIA

Nel mio precedente articolo “Una piramide nel cimitero – le memorie dell’ing. Filippo Giordano” ho parlato della “spedizione” del teologo luterano Friederich Münter nei Regni di Napoli e di Sicilia negli anni 1785-1786. Ho accennato anche alla sua appartenenza alla setta degli “Illuminati di Baviera”, dove militava con il nome di “Syrianus”.

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UNA PIRAMIDE NEL CIMITERO LE MEMORIE DELL’ING. FILIPPO GIORDANO

Posted by on Lug 28, 2020

UNA PIRAMIDE NEL CIMITERO LE MEMORIE DELL’ING. FILIPPO GIORDANO

Da piccolo m’incuriosiva una particolare tomba a forma di piramide nella parte più vecchia del Cimitero di Arpino. All’epoca non sapevo a chi fosse quel Filippo Giordano, nato in Arpino il 16 gennaio 1834 e morto a Napoli il 7 agosto 1897, come si leggeva a stento sulla lapide. Gli adulti ai quali rivolgevo qualche domanda ne sapevano più o meno quanto me. Qualche anno dopo ho scoperto che Filippo Giordano era l’ingegnere che progettò e diresse i lavori del viadotto di Corso Tulliano, che gli Arpinati chiamano ancora “strada nova”. Lo stesso Filippo Giordano lasciò, alla sua morte, la cospicua eredità costituita dalla sua villa al Vomero alla “Congregazione di Carità di Arpino”.

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