Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

La ragazza della… via Paal

Posted by on Apr 10, 2026

La ragazza della… via Paal

Erminio de Biase

Napoli, 25 marzo 2026, via Caracciolo è in fermento: fervono i preparativi per celebrare il 103° “compleanno” dell’aeronautica militare italiana. Si lavora per allestire le tribune che accoglieranno le “autorità”, politiche e militari, che interverranno alla commemorazione.

            Ad un certo punto, qualcuno si accorge che su uno dei due pennoni della Rotonda Diaz sventola la bandiera dell’antico Regno delle Due Sicilie. Nessuno sa che quella bandiera ha continuato – imperterrita – a sventolare persino durante i violenti temporali invernali, spesso accompagnati dai venti fortissimi e dalla pioggia insistente degli ultimi tempi ma, soprattutto, nessuno sa chi abbia issato lassù quello storico emblema. L’unica cosa certa è che bisogna toglierlo e sostituirlo con la bandiera italiana, quella che, nata nel 1797 ad imitazione di quella dei giacobini francesi, nel 1946, fu confermata dall’articolo 12 della Costituzione.

            Senza porsi, quindi, tante domande, la si ammainò e, uno del gruppetto dei militari che si davano da fare attorno all’asta in cima alla quale sventolava il vessillo, arrampicatosi sul piedistallo di cemento in cui detta asta era infissa, insieme con altri che gli erano accanto, cominciò a cercare di sciogliere il nodo con cui era legata. Ma non era cosa facile e, visto che nessuno era in grado di slegarla, non si seppe fare di meglio che tirar fuori un coltello e con quello squarciare il drappo da un lato.

Fu a questo punto che, vedendo scorrere giù la corda, intervenne una nostra, “anonima” (ma non tanto) Brigantessa che si trovava a passare di là. E ignorando il divieto di avvicinarsi intimatole da un militare, per tutta risposta, gli disse:

La prendo io!”.

È tua?” l’altro le chiese.

Sì, è mia!” e, senza lasciargli il tempo di replicare, gliela tolse da mano, facendo pure in modo che non cadesse a terra…  

Questa scena richiama alla mente quella descritta ne I ragazzi della via Paal,[1] quando l’eroico Nemecsek, l’esile protagonista del romanzo, col volto imporporato dalla foga delle sue parole, in una mano stringeva la bandiera, la piccola bandiera tutta spiegazzata, strappata, ridotta a brandelli, come lacerata in mezzo a una mischia ma, appunto per questo, più bella…e le camicie rosse, incapaci di rinvenire dalla sorpresa, guardavano quel minuscolo biondino piovuto dal cielo in mezzo a loro, che coraggiosamente, ad alta voce gli diceva il fatto loro, a testa alta…

Dopo essersi allontanata indignata e offesa, il livore e la rabbia della nostra animosa “Brigantessa” sfumarono a poco a poco e cominciò a pensare che forse era stato il destino, quello che gli antichi Greci chiamavano Fato ed i Cristiani Provvidenza, a fare in modo che lei, proprio lei, si trovasse lì in quel preciso momento, a recuperare la sua (e nostra) gloriosa bandiera gigliata da mani che sicuramente l’avrebbero distrutta completamente.  Perché era stata lei, proprio lei che, il 1° gennaio, con l’aiuto di un amico che si era arrampicato sul piedistallo, dopo averla ben fissata alla corda, l’aveva innalzata per farla garrire al vento che sempre accarezza, spesso increspa e qualche altra volta agita le onde del mare del golfo di Napoli…


[1] Il libro più famoso dello scrittore ungherese Ferenc Molnár

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Cinque anni fa…Diego Armando Maradona

Posted by on Nov 25, 2025

Cinque anni fa…Diego Armando Maradona

Cinque anni fa, Diego ci lasciò. Se ne andava il più grande protagonista della Napoli sportiva di tutti i tempi. Tornava in cielo un angelo dalla faccia sporca a restituire al Padre quella mano con cui aveva segnato, con tutta la rabbia e l’impeto di un eroe in battaglia, il gol più beffardo e più bello di tutta la storia del calcio.

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Perle di Sicilia

Posted by on Ott 24, 2025

Perle di Sicilia

            Qualche giorno fa sono stato in Sicilia. Questa volta, però, contrariamente alle altre volte, il tour mi ha alquanto stressato sia per il traffico notevolmente congestionato sia per la segnaletica piuttosto carente o, più probabilmente, perché sto invecchiando… ma, parafrasando il Divino Poeta, per trattare del ben ch’io vi trovai, dirò dell’altre cose ch’io vi ho scorte, a partire da Bagheria dove ho scoperto due… “foreste incantate”: il “Museo dell’acciuga”, e il laboratorio delle “Sculture di carta”.

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Finalmente ritrovate le due statue borboniche scomparse nel 1860 (ma in che stato!)

Posted by on Set 30, 2025

Finalmente ritrovate le due statue borboniche scomparse nel 1860 (ma in che stato!)

Erminio De Biase

Sull’articolo Damnatio (o depopulatio) memoriae?” del 28 maggio 2023, riproposto qualche giorno fa e che, a sua volta, riprendeva quello pubblicato nel 2006 sulla rivista l’Alfiere, scrivevo di due sculture di marmo di ragguardevole misura dei sovrani borbonici Ferdinando I e Francesco I che erano state rimosse in tutta fretta dalla loro sede di palazzo San Giacomo in occasione della venuta a Napoli di Vittorio Emanuele II, il nuovo, legittimo (sic!) re, “democraticamente” eletto a maggioranza bulgara nella farsa plebiscitaria del 21 ottobre 1860.

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DAMNATIO (O DEPOPULATIO) MEMORIAE? di Erminio De Biase

Posted by on Set 23, 2025

DAMNATIO (O DEPOPULATIO) MEMORIAE? di Erminio De Biase

I giorni a ridosso della farsa plebiscitaria che si tenne il 21 ottobre 1860 furono particolarmente movimentati nella città di Napoli, non solo a causa della consultazione elettorale ma anche (e forse soprattutto) per l’eccitazione che investì un po’ tutti i “responsabili” ed i vari funzionari del governo di occupazione per l’imminente entrata di Vittorio Emanuele in città.

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