Le sorelle Maddalena e Laura Gonzenbach
Alessandro Fumia
Non capita di rado trovare le tracce di grandi personaggi del passato distintisi a Messina, fra le storie dei suoi figli migliori travisate alle nuove generazioni.
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Non capita di rado trovare le tracce di grandi personaggi del passato distintisi a Messina, fra le storie dei suoi figli migliori travisate alle nuove generazioni.
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L’economia in Italia regge fino a che noi consumiamo i prodotti che il centro-nord produce. Fra qualche anno l’Italia si accorgerà cosa significa fare i conti con prodotti non più acquistati dai meridionali e come diventerà difficile competere all’estero con prodotti che subiscono costi di produzione elevatissimi per il carico fiscale italiano.
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Chi di voi ha mai assaggiato una cannolata messinese?
In una chat per gioco, si sono scontrati alcuni golosi con altri curiosi in rapporto a un dolce, che un pasticcere messinese, ebbe a inventare sul finire degli anni settanta dello scorso secolo; praticamente cinquanta anni fa.
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Una stravagante ricostruzione storica, da circa un secolo, pervade le fantasie di sognatori, fintisi storici, che vogliono riscrivere la storia della letteratura inglese; attraverso mediocri interpretazioni di fonti mai osservate e neppure cercate, pensano a stratagemmi, a soluzioni assurde sul conto di un viaggiatore siciliano, di nome Michelangelo Florio da Messina. Così accade, che giornalai come Santi Paladino ed altri venditori di fumo, si ingegnano per collocare William Shakespeare in Italia e poi, precisando, a Messina. Altri che inseguono gioie fanciullesche, senza verificare affatto la portata di quelle parole, si immaginano esploratori di carte, di fonti: scopritori del niente, mistificatori della verità. Così, a forza di vedere ciò che all’occhio conviene osservare, immaginano tranelli, segreti, anagrammi, frutto di una scuola a parer loro, quella del teatro, si improvvisano investigatori: cercando anacronismi, agganci linguistici per giustificare, ora una scena, ora un racconto.
Read MoreSecondo quanto scriveva Cicerone, per i romani sono degne di un uomo libero, innanzitutto l’agricoltura, poi il commercio in grande, mentre tutte le arti sono vili e disonoranti. Questa concezione continuò, attraverso i secoli e, quando Garibaldi sbarcò in Sicilia, trovò la popolazione divisa in due classi: “I galantuomini e gli altri”.
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La grandezza di una città come Messina, è dovuta alla intraprendenza dei suoi cittadini; almeno in questo, si distinguevano i nostri antenati dai rispettivi discendenti. Lo spirito di iniziativa, l’avventura e l’organizzazione dei messinesi, è uno strano ricordo se paragonato all’inerzia dei giorni nostri.
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