Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

1860, ALL’INIZIO LA CHIAMARONO “LIBERAZIONE”

Posted by on Set 21, 2020

1860, ALL’INIZIO LA CHIAMARONO “LIBERAZIONE”

Correva l’anno 1860.  Un avventuriero, un terrorista e uno speculatore – ognuno per le proprie tendenze innate- insieme ad altri comprimari, decisero di realizzare i propri fini tentando un’impresa che si presentava non priva di difficoltà, ma molto allettante, e i vantaggi immediati che il felice esito dell’impresa avrebbe arrecato a ciascuno dei partecipanti erano di tale entità che la ebbero vinta sui timori e le titubanze.

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P E R C H E’ ?di LUCIO CASTRESE SCHIANO

Posted by on Ago 30, 2020

P E R C H E’ ?di LUCIO CASTRESE SCHIANO

Non saranno stati probabilmente né l’amore che porto alla mia città né l’orgoglio delle mie origini a far sì che le parole usate dal grande archeologo Maiuri per descrivere l’antica grandezza e nobiltà di Napoli non consentissero più al mio animo di contenere l’assillante interrogativo che mi opprime da molto tempo e per il quale non mi riesce di trovare una risposta che possa conciliarsi con il più normale dei comportamenti e con l’umana razionalità e ragionevolezza.

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Vecchi mestieri di Lucio Castrese Schiano (Parte seconda)

Posted by on Lug 2, 2020

Vecchi mestieri di Lucio Castrese Schiano (Parte seconda)

     Continuiamo con la descrizione dei mestieri di cui alcuni di noi conservano un ricordo. La prossima figura in cui ci imbatteremo è quella della “spicajol(a), ossia della venditrice di pannocchie, conosciute con i nomi di: ‘ e spich,‘e spigh  o ‘e spogn, a seconda dei luoghi (ma, come dicevo in premessa e come si vede, le sfumature sono pressoché irrilevanti). 

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Vecchi mestieri di Lucio Castrese Schiano (Parte prima)

Posted by on Giu 24, 2020

Vecchi mestieri di Lucio Castrese Schiano (Parte prima)

     Considerato l’inarrestabile progredire del “Pensiero Unico” e sempre orgogliosi delle nostre origini, decidemmo di dar vita ad un gruppo pubblico che si prefiggeva come fine quello di rallentare il più possibile la totale ablazione della memoria e, con essa, la definitiva perdita di identità.

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