I campi di concentramento piemontesi
A pag.618 della serie IV vol.XI 1861 de “LA CIVILTA’ CATTOLICA” si legge “Sappiamo delle terribili stragi perpetrate nel Meridione dalle truppe d’invasione, dal 1860 in poi, come quelle di Scurcola, Marsicana, Pizzoli, Isernia, Pontelandolfo, Casalduni, Montefalcione e tante altre……… Se si traesse il novero dei fucilati, dei morti nelle zuffe, dei carcerati dal Piemonte, per soggiogare il regno di Napoli, senza fallo si troverebbe assai maggiore di quello dei voti del plebiscito, strappati con la punta del pugnale e colle minacce del moschetto…” Poco si è parlato della deportazione dei soldati del regno delle due Sicilie. Prima del 1860 erano 95 mila i meridionali che componevano l’esercito. La storiografia ufficiale non dice quasi niente di loro e si son permessi di scrivere che si sbandarono, tornarono alle loro case, furono arruolati nel nuovo esercito unitario ma studi recentissimi come quelli di Fulvio Izzo, di Maurizio di Giorgio e principalmente il ritrovamento, da parte di Antonio Pagano, dei registri dell’ospedale di Fenestrelle , hanno dimostrato una realtà diversa: è venuta fuori la brutalità dei piemontesi nelle sofferenze inferte ai soldati del Regno delle due Sicilie dimostrandoci che quelle inferte dai tedeschi agli ebrei sono zero rispetto a quelle subite dai meridionali.
Read More




