Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

“La terra di Lavoro” di Pier Paolo Pasolini, da “Le ceneri di Gramsci” – 1957

Posted by on Giu 10, 2024

“La terra di Lavoro” di Pier Paolo Pasolini, da “Le ceneri di Gramsci” – 1957

Le ceneri di Gramsci, pubblicato da Pier Paolo Pasolini nel 1957, comprende 11 poemetti in strofe di terzine di endecasillabi. Pasolini traccia la strada a una nuova poesia d’impegno civile. Il soggetto poetico passa in ombra e i poemetti si trasformano in una sequenza di illuminazioni mitiche. La terra di Lavoro è l’ultimo dei poemetti: Un treno mezzo vuoto corre verso il Sud, tutto è avverso alla povera gente che occupa i convogli, “anime segnate dal crepuscolo” alle quali è nemica anche la pietà di chi le osserva

Read More

Briganti e brigantaggio nella poesia di tradizione orale del Cicolano

Posted by on Giu 8, 2024

Briganti e brigantaggio nella poesia di tradizione orale del Cicolano

Finché Re ciàncica carne brigante non s’appaga de lenticchie, recita il modo di dire dal sapore vagamente rivoluzionario di quell’area del Lazio sudorientale coincidente con la Valle del Salto, denominata Cicolano [1], che sembra racchiudere una visione popolare, probabilmente romantica, che in quel territorio si è formata e consolidata nel tempo sul ruolo sociale svolto dai briganti in epoca postunitaria. 

Read More

RICCARDO MUTI, NAPOLI E FIRENZE

Posted by on Giu 8, 2024

RICCARDO MUTI, NAPOLI E FIRENZE

Fra i tanti filoni in cui, in oltre mezzo secolo di attività, l’arte di Riccardo Muti si è dispiegata, quello relativo alla scuola napoletana è particolarmente caro al Maestro, che nel capoluogo campano è nato e nel Conservatorio di San Pietro a Majella ha studiato; in più, la prima opera in assoluto che ha diretto è stata – nel 1967, al Teatro dell’Arte di Milano, L’osteria di Marechiaro di Paisiello, con un’orchestra formata da studenti e professori di quel Conservatorio di Milano, dove si era appena diplomato (e nel cast, tra l’altro, figurava, nei panni di Lesbina, colei che sarebbe diventata sua moglie, Cristina Mazzavillani).

Read More

Lasagna borbonica

Posted by on Giu 5, 2024

Lasagna borbonica

Francesco II fu l’ultimo re del Regno delle Due Sicilie e più di tutti mantenne saldo il valore e l’amore per il buon cibo che la sua dinastia da sempre aveva ostentato. Non a casa, re Francesco II, venne soprannominato Re Lasagna, per via della sua passione sconsiderata per questa pietanza.La ricetta della lasagna napoletana non si cucina solo nel periodo di carnevale. I napoletani ne vanno ghiotti anche in inverno e spesso vengono preparate alla domenica, in alternativa a cannelloni e maccheroni al forno. La lasagna, in verità la troviamo codificata nel “Trattato di cucina teorico pratico” (Napoli-1837) di Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino, con il racconto di una passione: quello che l’ultimo re del Regno delle Due Sicilie provava nei confronti di questo piatto tanto che gli valse l’appellativo di Re Lasagna.

Read More

Un vocabolario di lingua osca

Posted by on Giu 2, 2024

Un vocabolario di lingua osca

La lingua dei Sanniti

Elenco di termini con traduzione in latino, inglese, italiano

Questo è un breve vocabolario di termini osci, molti altri ce ne sono e ne verranno aggiunti appena scoperti o interpretati nelle iscrizioni archeologiche. 
I termini derivano dalla pubblicazione di Tsvetaev I. The Corpus of Oscan Inscriptions, Kiev, 1877, integrati (in corsivo e in italiano) da Raffaele Castelli. In alcuni casi sono state rilevate, nella suddetta pubblicazione, delle imperfezioni che vengono spiegate, come per le traduzioni in italiano, in carattere corsivo.
Note al dizionario (in tutto, aggiornati al 22 settembre 2013, si tratta di 180 termini):

Read More

I partimenti di scuola napoletana di Giovanni Furno

Posted by on Mag 20, 2024

I partimenti di scuola napoletana di Giovanni Furno

Gli inizi

Nacque in Capua il primo gennaio del 1748. Fu celebre insegnante di musica e compositore. Avendo nella sua infanzia perduto i genitori, uno zio prete, scorgendo in lui la gran disposizione per la musica, si decise a collocarlo nel Conservatorio di S. Onofrio nel 1755, dove sotto la guida dell’egregio maestro Carlo Cotumacci imparò l’arte dei partimenti, il contrappunto e la composizione.

Read More