Nel corso del 1700 Carlo III di Borbone aveva fatto istituire, lungo tutto il corso del Volturo, una quindicina di Riserve di Caccia e in questi luoghi si recava periodicamente, insieme alla sua corte, per concedersi delle battute di caccia di cui era particolarmente appassionato.
Il 21 agosto 1860 capitolava la città di Reggio Calabria. Ancora una volta, non per merito dei garibaldesi, ma per l’ ennesimo traditore di turno. Trattasi del Generale Fileno Briganti, il quale, nella battaglia di Reggio, commise tali e tanti errori tattici e strategici da riuscire a perdere la città, nonostante l’enorme superiorità numerica, di armamento e di posizione delle sue truppe, così da far nascere forti dubbi sulla sua lealtà. Infatti, inspiegabilmente, lasciò la città dello stretto ad un suo sottoposto e preferì allontanarsi alla volta della vicina Villa San Giovanni. La sconfitta fu inevitabile e subito dopo decise di lasciare la Calabria con la speranza di ritornare a Napoli, ma lungo la strada si imbatté, a Mileto, con i reparti della disciolta brigata da lui comandata, Briganti andò incontro al suo triste destino, non appena i soldati lo videro, non esitarono un istante a riempirlo di piombo, erano trascorsi appena 4 giorni dalla caduta di Reggio (25 agosto). Di questo traditore, non abbiamo alcuna foto d’ epoca, tranne, la stampa antica originale, della sua fucilazione.
Giovanni Giolitti nacque nel 1842 in provincia di Cuneo, da genitori borghesi e morì a Cavour nel 1928. Dopo aver lavorato per ben vent’anni al ministero delle Finanze entrò in Parlamento nel 1882 come deputato per Dronero che rappresentò per il resto della vita. Valendosi della sua esperienza in materia finanziaria divenne ministro del Tesoro sotto Crispi nel 1889 e primo ministro nel 1892. Travolto dallo scandalo della Banca Romana, si dimise nel novembre del 1893. Tornò al governo sei anni dopo, sotto Zanardelli, come ministro degli Interni sull’onda del liberismo.
Siamo ormai alla quinta edizione di questo volume, ormai un classico che non può mancare nelle biblioteche dei veneti: “1866: la grande truffa. Il plebiscito di annessione del Veneto all’Italia” di Ettore Beggiato, pubblicata da Editrice Veneta di Vicenza.
Le Ferriere del Regno: il polo siderurgico delle Calabrie di Mariolina Spadaro
Mariolina Spadaro, calabrese, è ricercatrice presso l’Università Federico II di Napoli ed è autrice di numerosi saggi sulla storia del Regno delle Due Sicilie, a partire dall’epoca spagnola. Il testo raccolto in questo fascicolo è stato presentato al convegno “Quando il Sud era libero e forte”, nell’ambito della Festa Onomastica di S. M. Ferdinando II, organizzata dal Giglio a Gaeta, il 25-26 maggio 2002.
Nel maggio del 1892 Giovanni Giolitti veniva nominato presidente del consiglio succedendo al siciliano Antonio Starrabba di Rudinì e iniziava quel lungo percorso che lo vedrà per i successivi decenni protagonista di primo piano della storia italiana.