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Giovanni e… Maria Sofia di Erminio De Biase

Posted by on Mag 28, 2022

Giovanni e… Maria Sofia di Erminio De Biase

            Sabato scorso, nell’ambito dell’ottava edizione della manifestazione “Le Mani in pasta”, la bottega di Giovanni Carusio di via Ponti Rossi, ha presentato la sua ultima creazione: una statuetta riproducente l’ultima Regina di Napoli: Maria Sofia von Wittelsbach, una romantica diciannovenne ribelle, indomita, tenace, orgogliosa, anticonformista, dal corpo slanciato e con due occhi profondamente turchini[1] incastonati in un volto che rispecchiava tutta la sua risolutezza.

Certo, pur con tutta la sua abilità, Giovanni Carusio non poteva riprodurne il colore degli occhi ma, da artista qual è, ha modellato un piccolo capolavoro nelle cui fattezze si riesce a scorgere la sopradescritta personalità di colei che fu la più eroica Regina del Regno delle Due Sicilie,

Quel piccolo simulacro di fine porcellana è stato realizzato proprio a ridosso del grande parco che circonda la Reggia di Capodimonte nel quale Maria Sofia, pur nel breve tempo in cui rimase a Napoli, da ottima amazzone qual era, poté dar libero sfogo ad una delle sue passioni più profonde: quella per i cavalli. All’ombra delle fronde di quegli alberi secolari, quando poteva, lei galoppava così come faceva a Possenhofen, in Baviera, nella sua casa avita. Quando montava a cavallo, attirava tutti gli sguardi su di sé, sia per la sua grazia, sia per come sapeva cavalcare e sia per l’abbigliamento che poteva sembrare alquanto esotico rispetto al rigido protocollo reale. Per queste uscite, infatti, ella amava indossare un lungo costume e, a volte, un cappello calabrese di forma circolare, ornato con una lunga penna di gallo. Prima di tornare nei suoi appartamenti, infine, amava trattenersi per lungo tempo col personale delle stalle a parlare con loro di cavalli, mentre dava da mangiare agli animali rape e zucchero.

Bella nel corpo e nello spirito, Maria Sofia ispirò a Gabriele d’Annunzio la definizione di aquilotta bavara e con la sua abnegazione, col suo eroismo, coi suoi incoraggiamenti, con l’assistenza che prodigò a feriti e moribondi durante l’assedio che decretò la fine del Regno delle Due Sicilie, sarà ricordata come l’Eroina di Gaeta.

Per tale motivo una vasta letteratura è sorta attorno alla figura di questa superba Regina: saggi, biografie, romanzi e tante poesie. Oggi, per commemorarla ancor più degnamente, annoveriamo la sua effigie in porcellana creata dal nostro amico Giovanni, affinché la sua immagine possa essere presente nelle case di molti napolitani i quali, ammirandola, non potranno non confermare:

…e ‘a Reggina, a Reggina, Signò! … Quant’era bella!

Erminio de Biase


[1] A. Petacco – La Regina del Sud – Milano 1992 – p. 20

2 Comments

  1. Lessi che per le entrature di cui poteva valersi riusciva ad accostarsi ai soldati provenienti da quello che fu il suo regno come consorte di Francesco II, e finirono feriti e i piu’ senza speranza negli ospedali di confine per ferite riportate nella prima guerra mondiale… Mi ha sempre commosso il pensiero di Lei, gia’ vedova e sfortunata regina, che profittava delle sue entrature per portare una parola di conforto a soldati napolitani presenti in guerre lontane dalla loro terra…
    Potrei avere il telefono dell’artista citato nell’articolo?… grazie! caterina ossi

  2. Bellissima descrizione di Maria Sofia !
    Il professor De Biase ha saputo cogliere i tratti più affascinanti della Reggina dei napoletani.

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