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IL COMUNE DI NAPOLI E LE SUE STRADE: BUGIARDO COME UNA LAPIDE

Posted by on Apr 19, 2020

IL COMUNE DI NAPOLI E LE SUE STRADE: BUGIARDO COME UNA LAPIDE

Chissà quanti napoletani, ultimamente, avranno notato che il Comune di Napoli, da sempre attento e partecipe a risolvere i problemi dei suoi cittadini, abbia, in parte, battezzato nuove strade con nomi di personaggi anche inesistenti (un esempio per tutti, via Filumena Marturano) e, in parte, rinnovato le vecchie targhe di altre strade, tra cui il Corso Garibaldi (la piazza è rimasta esente dalla smania di rinnovamento). Così, da un giorno all’altro, su una ventina di nuovi rettangoli marmorei si è potuto leggere: CORSO GIUSEPPE GARIBALDI – GENERALE – 1807-1882.

Poco tempo dopo la sostituzione delle nuove iscrizioni, però, misteriosamente la parola GENERALE è stata cancellata. “Forse” – ho pensato – si è deciso di dare al leggendario eroe il suo giusto epiteto, magari una parola di sette lettere che inizi per s e finisca per o ?” Per togliermi il dubbio, ho deciso di andare a chiedere direttamente ai responsabili del Comune.

All’Ufficio Toponomastica di Foria, l’ing. Giampaolo Di Giovanni si è mostrato estremamente disponibile nei miei confronti per quanto di sua competenza, ma non ha potuto certo dirmi a chi e perché era venuto in mente di modificare le targhe: una risposta precisa (ovviamente) potevo averla solo a Palazzo San Giacomo, terzo piano, stanza 4, dottoressa Cesarelli, la quale, però, si è limitata solo a registrare la mia richiesta (anche scritta) ma non mi ha mai fatto parlare con chi di competenza, come espressamente richiedevo. Né, in seguito, è stato più possibile contattarla. Così, dopo circa un anno di inutili viavai, ho presentato formale richiesta, ai sensi della Legge 241/90, per la quale il Comune era obbligato a rispondermi entro e non oltre trenta giorni, trascorsi i quali (inutilmente) mi sono rivolto al Difensore Civico.

Solo così, finalmente, si è squarciato il velo di mistero in cui erano avvolte quelle lapidi. Il dottor Giuseppe Pedersoli, Difensore Civico della Città di Napoli, a cui va il mio più vivo e sincero ringraziamento per l’impegno e la precisione profusi nell’esaudire in tempi brevi la mia richiesta, pur non avendo alcuna possibilità di interferire con le scelte politiche del Comune, ivi compreso il silenzio di un assessorato, mi ha comunicato che la decisione di cancellare la parola “generale” fu presa nella seduta della Commissione Consultiva per la Toponomastica Cittadina del 24 gennaio 2006, presidente l’Assessore Alfredo Ponticelli, che informava i presenti delle molteplici richieste pervenute dai cittadini di modificare le targhe viarie intitolate a Giuseppe Garibaldi nella parte in cui si indica la “professione”. La stessa Commissione, vista la fama del personaggio, riteneva superflua tale menzione e, perciò, si decideva di omettere qualsiasi dicitura.

E i costi di tale operazione? Si precisa che la stessa fu effettuata da personale comunale con la collaborazione della ditta che qualche tempo prima aveva apposto le targhe, senza aggravio di costi e spese.

A questo punto vorrei chiedere all’assessore Ponticelli, così sensibile ai tanti gridi di dolore che… “da ogni parte di Napoli si sono levati verso di lui” per far modificare delle targhe viarie, di poter leggere qualcuna di quelle molteplici richieste.

Caro Assessore, ma Lei veramente ritiene che io, napoletano pensante, possa credere che, mentre muntune ‘e munnezza arrivavano quasi all’altezza delle stesse targhe, la Commissione da Lei presieduta le abbia fatto modificare perché tanti miei concittadini cu ‘e scolle ‘nfronte si siano preoccupati di cosa vi fosse scritto? Perché, invece di rimuovere quella scritta, non ha fatto levare gli spezzoni di binari che da circa cinquant’anni fuoriescono pericolosamente dalla pavimentazione stradale proprio a poca distanza da tali lapidi? O, magari, perché (rimanendo sempre in zona) non fa riattare ciò che resta di quella che fu la prima stazione ferroviaria italiana e che, sempre grazie all’incuria e alla strafottenza degli amministratori che, proprio dalla venuta di Garibaldi in poi Napoli si è sempre ritrovata, si sta lentamente (e vergognosamente) sgretolando?

Erminio  de Biase

Pubblicato su IL NUOVO SUD (anno II, n.10-11 – ott/nov 2008)

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