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J. DUMONT I FALSI MITI DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

Posted by on Apr 25, 2018

J. DUMONT I FALSI MITI DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

«La morte del cristianesimo. Anche questa morte è cominciata con la Rivoluzione, di cui è l’obiettivo principale. Ma questa morte non comincia soltanto […] per le misure adottate contro la Chiesa, per la soppressione degli ordini monastici, per la spoliazione e per la laicizzazione, ……..

per i massacri e per la deportazione dei sacerdoti, per il genocidio del popolo cristiano, specialmente in Vandea. Le cause della morte del cristianesimo non vanno neppure cercate soltanto […] nel pesante silenzio di morte degli Anni II e III quando, dal novembre del 1793 marzo del 1795, il culto cristiano viene ovunque proibito, e tutte le chiese chiuse, a eccezione di quelle trasformate in templi della dea Ragione, di Bruto, di Marat e di tutti quanti. Questo avviene dopo che i libri e i vasi sacri, i paramenti del culto, gli oggetti preziosi e le opere d’arte delle chiese sono stati bruciati in autodafè [= falò] generalizzati nelle pubbliche piazze. Auto­dafè che fanno seguito a cortei in maschera in cui i libri e i vasi, i paramenti e gli oggetti d’arte sono stati esibiti lungo le strade, nel corso di sfilate grottesche e ignobili che hanno come tema: ‘Il culto muore sotto il ridicolo”- Questa morte dell’Anno II e dell’Anno III ter­minerà soltanto grazie al sublime combattimento dei vandeani: la Rivoluzione, non riuscendo a sconfiggerli, è costretta a trattare con loro e ad accettare la loro esigenza fondamentale, cioè il ristabilimento della libertà di culto, con il trattato di La Jaunaye, del 17 febbraio 1795. Non ne beneficiano soltanto i cattolici di tutta la Francia, ma anche i protestanti e gli ebrei, i cui culti, templi e sinagoghe erano stati pure soppressi. E i cui libri e paramenti sacri bruciati anch’essi negli autodafè, per esempio a Strasburgo, dove gli ebrei avevano dovuto consegnare al distretto “tutti i libri e i segni del culto di Mosé”. Infatti, i sanculotti, sono senza Dio, modelli dei bolscevichi dello stesso nome e, come loro, mortali nemici di ogni religione rivelata. Inol­tre, la morte del cristianesimo non è cominciata soltanto, da parte della Rivoluzione, con il soffocamento operato dal Direttorio che segue l’annientamento degli Anni II e III. Allora il culto privato viene sistematicamente perseguitato e accade, per esempio, che alcuni giardi­nieri della periferia di Nantes vengano condannati alla prigione e a un’ammenda “per aver rimesso alloro posto, fissati e attaccati davanti alla cappella di cui sono proprietari, i segni par­ticolari dì un culto”, il 7 vendemmiaio dell’Anno VII, 29 settembre 1798. Anche allora, es­sendo stata soppressa la domenica a vantaggio delle decadi del calendario rivoluzionario — che costituisce, da solo, una forma dì scristianizzazione —, i cristiani che santificano la domenica sono sistematicamente perseguitati. […] L’uccisione del cristianesimo da parte della Rivolu­zione Francese comincia, infatti, molto più che in tutto questo, nella corruzione della Chiesa Costituzionale, quella dei sacerdoti che accettarono la Costituzione Civile del Clero imposta dai rivoluzionari e rifiutata dal Papa e dalla grande maggioranza dell’episcopato.In due anni, dal 1791 al 1793, lo sbando di questi sacerdoti fu vertiginoso: ben presto la loro fede, imbevuta dalle trite ripetizioni rivoluzionarie e di attivismo vissuto, abbandonò il cristianesimo per aderire alla denuncia calunniosa che la Rivoluzione aveva ereditato dai Lumi e che aveva di­pinto il cristianesimo con i tratti del “fanatismo” oppressore e stupido»
fonte

http://www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/fqm.htm#b

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