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Maurizio Sarri: volli, sempre volli, fortissimamente… niente!

Posted by on Ago 9, 2020

Maurizio Sarri: volli, sempre volli, fortissimamente… niente!

Da acceso tifoso napoletano ed altrettanto irrefrenabile misojuventino, non ho mai goduto tanto come dopo la partita di ieri era. Non per la sconfitta dell’odiata nemica, quanto per la vendetta che il destino ha compiuto contro il suo infido allenatore.

Esattamente come un suo precedente omologo che, credendo lo stare a Napoli essere solo una passerella per poi spiccare il volo verso più “nobili” panchine (Mazzarri, per chi non lo avesse capito) Maurizio Sarri ha creduto bene, due anni fa, di lasciare la piazza calcistica che gli ha dato fama e gloria. Cose che a lui, evidentemente, non bastavano, voleva più soldi, voleva più grandeur. Inutilmente, nell’ultima partita al San Paolo, i tifosi che in quel momento rappresentavano tutta la Napoli calcistica, lo pregarono, lo implorarono – metaforicamente inginocchiati ai suoi piedi – di rimanere, ma lui niente, impassibile, irremovibile, aveva le valigie già pronte e stava per staccarsi dalla squadra per la quale, oltretutto, diceva di aver sempre tifato (affermazione che poi spudoratamente rinnegò quando si buttò tra le braccia della… Vecchia Signora).

Dopo due anni, mettendo insieme le varie tessere del puzzle, emerge che l’affaire era stato ben architettato: un piano perfetto. Lo vuole l’Inghilterra, dove lo segue – guarda caso! – quell’altro campione di lealtà (quello che, a detta di qualcuno, cambia più spesso squadra che mutande) che pure aveva deciso di non stare più bene a Napoli. Un solo anno e rientra in Italia, a Torino, sulla riva bianconera del Po dove, alla prima conferenza stampa, si presenta in perfetto stile Juve, sbarbato ed in giacca e cravatta (Nel giorno di festa, il cafone si veste elegante, recita un proverbio abruzzese) dove si è presentato, ed afferma candidamente che mai, mai nessuna squadra aveva fatto tanto per averlo. A dimostrazione che tutto il giochetto era cominciato quando lui era ancora allenatore del Napoli e la “deviazione” in Gran Bretagna era stata solo un diversivo, quindi!

Poi la parola è passata al campo e i risultati si sono visti: il “grande” innovatore ha “scacato”, come si suol dire quando un’auto pur di grossa cilindrata non riesce a superare una salita.

Dicono che abbia vinto il campionato, ma non è vero: lo scudetto lo hanno perso Inter e Lazio. Ieri sera, poi, l’ultimo atto.

Pare che nel dopopartita, durante l’intervista a Sky fosse nervosissimo e stava quasi litigando con un giornalista. Poi, a tambur battente, l’esonero. Una cosa del tutto inusuale per lo stile della Vecchia Signora… E ciò significa molto.

Essendo voluto salire molto in alto, la caduta è stata pesante, pesantissima, tale da… struppiarlo malamente. E se lo merita, senza nessuna pietà.

E , dove se ne andrà? Non credo che da “scarto” quale ormai è, sarà ambito da molte squadre. È la legge del contrappasso. È la maledizione per i traditori.

Erminio de Biase

2 Comments

  1. Il mondo calcistico è fatto di tifosi (che non tradiscono mai) e di mercenari (campo e panchina) che non sono traditori perché non guurano mai fedeltà, ma si impegnano per tot periodo in cambio di tot soldi. Sarri non è un traditore perché non ha sentimenti ma solo contratti!

  2. “Te l’avevo detto che quando saresti caduto avresti fatto tanto rumore” (cit. Eli Wallach, Il buono il brutto e il cattivo)

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