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NUOVI STUDI SUL RISORGIMENTO DEL RICERCATORE INDIPENDENTE LORETO GIOVANNONE.

Posted by on Mar 13, 2018

NUOVI STUDI SUL RISORGIMENTO DEL RICERCATORE INDIPENDENTE LORETO GIOVANNONE.

SCOPERTI DOCUMENTI INEDITI SULLA DEPORTAZIONE DI CIVILI MERIDIONALI IN “CAMPI DI CONCENTRAMENTO” INTERNI A PARTIRE DAL 1863.

DEPORTATI: Il libro dove studiano gli studenti USA delle più prestigiose istituzioni universitarie del mondo USA e Library of Congres. In Inghilterra (Brithish Library), Francia, Germania, Università Cattolica di Milano, polo bibliotecario di Camera e Senato.

Il 25 agosto 1863, con la pubblicazione del Regolamento d’Attuazione della legge Pica, il governo Minghetti I e il ministro dell’Interno Ubaldino Peruzzi nominarono Silvio Spaventa segretario generale e iniziarono la deportazione di civili dalle province del meridione.  Migliaia di persone nascoste e dimenticate, da oltre un secolo attendono un ritorno alla luce, attendono di riavere una identità ed un riconoscimento dal degrado della vita umana relegata al domicilio coatto. Migliaia di uomini negati dalla storia, nascosti e coperti da 150 anni, uomini che attendono il riscatto della dignità di esistiti. Migliaia di persone attendono dal purgatorio dove sono state gettate una forma simbolica di rivalsa per la barbarie subita. Il 20 agosto 2013 la cancelliera Angela Merkel visitando l’ex campo di concentramento di Dachau dove fra il 1933 e il 1945 vi furono internati oltre 200.000 detenuti, di cui quasi un quarto morirono, ha dichiarato “La memoria di questi destini mi riempie di profondo dolore e vergogna”. Quel sentimento civile della vergogna in senso morale che la politica italiana non ha mai avuto. Nessuno dei governanti italiani ha mai rivolto parole in memoria delle migliaia di deportati dai governi del regno. Nessuna parola dei presidenti della repubblica italiana di riconoscimento morale per migliaia di deportati, al contrario nel 2010 lo stato italiano ha speso 4 miliardi di euro per celebrare i 150° dell’unità. Si è celebrato i risorgimentali che alla guida del paese furono responsabili della deportazione politica, oggi la propaganda li da per fondatori della patria. È urgente chiedersi perché hanno taciuto, e cosa aspettarsi dalle generazioni di governanti italiani che hanno coperto la vergogna e l’infamia della deportazione di civili messa in atto 60 anni prima della deportazione razziale tedesca. Lo stato italiano, in nome dell’unità, festeggia la guerra civile e gli eccidi dell’esercito ordinata dai governi unitari contro le popolazioni civili delle province meridionali? Perché la politica, le istituzioni, i governi italiani da più di 150 anni continuano a coprire con il segreto i documenti dell’epoca, non vogliono ammettere l’immane tragedia, il crimine contro l’uomo di una intera classe politica e militare che deportò al domicilio coatto nelle isole di tutti gli arcipelaghi, nelle carceri, nei forti, negli edifici ecclesiasti requisiti, negli stanzoni e nelle case prese in affitto da privati migliaia di civili inermi? Perché i governi usarono una parte dei deportati come schiavi per le miniere, per le saline, per i campi di coltivazione delle manifatture tabacchi o di privati? Al lettore, al cittadino italiano, spetta il giudizio sulla politica e le istituzioni passate e le attuali da cui discendono e che in diverse forme governano da oltre 150 anni. Urge abbandonare la retorica statalista che ha deportato i nostri avi, pretendere verità dai governi, urge studiare i documenti dell’epoca e conoscere i fatti reali, urge conoscere vicende storiche gravi e drammatiche che videro protagonisti i governanti post unitari, urge raccontare gli accadimenti così come si sono verificati, senza avere più timore di soffermarsi su episodi che possono apparire spiacevoli o discutibili. E’ questa la forza di un paese, di una democrazia che vuole essere compiuta Passeranno anni perché si capisca questo studio, anni di contrasti, non sarà compreso nell’immediato, passeranno anni perché si accetti e se ne comprenda a pieno il contenuto. Una parte della verità storica è emersa nelle nostre mani e solo ora capiremo le fondamenta distorte su cui è nata l’unità italiana. Tutti hanno taciuto. Finalmente emerso il ruolo di Silvio Spaventa (zio di Benedetto Croce) nei fatti storici unitari.

Castellammare fu teatro di esecuzioni e deportazione, ci sono le prove. C’è Teresina Crocco sorella di Carmine Crocco insieme ad altre donne, c’è Luigia Cannalonga la madre del Brigante Tranchella, Di Giffoni Vallepiana c’è Stabile Teresa con i suoi due bambini… Pubblicate le prime 10 pagine dei nomi di deportati del Risorgimento. Migliaia di deportati, uomini, donne, bambini, lattanti nei lager degli arcipelaghi e nella terraferma.

INTRODUZIONE

Il sordo rumore di centocinquanta anni di silenzi. Domiciliati coatti come prigionieri politici nell’unità d’Italia, una realtà italiana di deportazione di civili taciuta ed oscurata.

Cap. 1 –Teoria e pratica della deportazione nel Risorgimento – Ministri dell’Interno e governi Girolamo Boccardo, Vincenzo Garelli, Carlo De Cristoforis, la continuità del pensiero economico nell’Italia attuale, liberismo e società capitalistica. Condizioni di vita nelle colonie. Domiciliati coatti deportati per Decreto Regio come detenuti politici, mai giudicati da alcun tribunale. Misure coercitive cruente, a scopo repressivo, firmate da Ubaldino Peruzzi durante il governo Minghetti:

– Legge 15 agosto 1863;

– Regio Decreto 20 agosto 1863;

– Regolamento della L. 15 agosto 1863. Art. 3 della legge 25 agosto 1863;

Luoghi di relegazione, isole e terraferma dai documenti di Archivi di Stato. Quadro completo ed organigramma dei governi e dei ministri dell’Interno (dal 17 marzo 1861, fino al 25 marzo 1876), fautori e i responsabili della deportazione iniziata da Minghetti e Peruzzi, a partire dal 25 agosto 1863.

Cap. 2 – Coatti ai ferri come forzati. Rapporto del Delegato Gallo, coatti messi ai ferri come galeotti. Regolamento per la deportazione ai luoghi di relegazione. Lo stato monarchico italiano, nato e ispirato dai nobili principi del Risorgimento li mise in atto deportando migliaia di individui.

Cap. 3 –    Bettino Ricasoli, Ubaldino Peruzzi, Silvio Spaventa;

Profili dell’azione dei tre uomini nell’azione di governo.

Cap. 4 –    Silvio Spaventa, Segretario generale del ministero dell’Interno a capo della Div. 1° Sez.1° Ufficio del Domicilio coatto.

Cap. 5 – Deportazione naufragio del risorgimento. Giunte consultive provinciali, delegati del governo e domicilio coatto politico. Il segreto di stato sui documenti dell’Unità, ministero dell’Interno del Regno, Art. 2 del Regio Decreto 2918, dove sono i documenti? Ordine S. Maurizio e Lazzaro.

Cap. 6 – Vita da coatti – le carte dei coatti. Coatti le origini: oziosi e vagabondi, manutengoli di briganti, camorristi. O De Blasio. Istituto del domicilio coatto. Luigi Settembrini. Le isole dell’arcipelago Toscano, il programma di scolarizzazione. Al lavoro come forzati nelle miniere, nelle saline, nei campi di tabacco per i monopoli di stato, nei campi di proprietari privati.

Cap. 7 –    Coatti schiavi e politiche economiche. Le teorie economiche e sociali dei governi sabaudo-piemontesi.

Cap. 8 –    Repressione e diritto, Vito D’Ondes Regio.

Cap. 9 –    Deportazione all’estero.

 

Loreto Giovannone

Per il libro scrivere a: storia.italia@yahoo.it

 

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